doug leone

CHI DEVONO RINGRAZIARE PER LA LORO NASCITA APPLE, WHATSAPP, YOUTUBE, PAYPAL, ETC? UN IMMIGRATO ITALIANO CHE È ARRIVATO NEGLI STATI UNITI DA GENOVA NEL 1968 - ORA DOUG LEONE È UN RE MIDA DEL VENTURE CAPITAL CON UN PATRIMONIO DI 3,9 MILIARDI –  “NELLE VALUTAZIONI DELLE STARTUP C’È UNA BOLLA, TUTTI INVESTONO, MA CI VUOLE…” – VIDEO

 

Maria Teresa Cometto per ''Corriere Innovazione - Corriere della Sera''

 

 

doug leone 6

«Forse per le mie origini - sono un immigrato italiano, arrivato per nave a 11 anni - capisco il sentimento di disperazione quando sai che non hai scelta: devi vincere». Così si presenta online Doug Leone sul sito della società di venture capital Sequoia, di cui è global managing partner. Forbes lo mette al nono posto della classifica mondiale dei Mida, gli investitori il cui tocco trasforma in oro le start up. Ma lui, alla vigilia dei 61 anni, che compie il prossimo 4 luglio, e con 3,9 miliardi di dollari di ricchezza personale, si sente ancora come il ragazzino genovese sbarcato a New York nel 1968, senza la più pallida idea di come sarebbe riuscito a inventarsi il suo Sogno americano.

doug leone 4

 

«Essere un immigrato ha influenzato la mia carriera in due modi - racconta dal suo ufficio a Menlo Park, la capitale del venture capital nella Silicon Valley -. Innanzitutto mi ha dato un vantaggio competitivo, perché quando sei un immigrato non hai una vita facile, qualche giorno è buono, molti sono pessimi. E poi mi ha allenato a guardare il mondo da almeno due punti di vista. Infatti quando entri in una nuova cultura e una nuova lingua, impari a usare sia la vecchia sia la nuova prospettiva e questo è molto importante nel valutare gli investimenti».

 

 

silicon valley

Parla ancora un po' la nostra lingua. «Proprio come un bambino di undici anni - scherza Leone -. La mia famiglia era piuttosto povera - ricorda -. Mio padre faceva l' ingegnere ma guadagnava al massimo 25 mila dollari l' anno. Io a 16 anni per racimolare qualche soldo lavoravo in un country club: vedevo i ragazzi ricchi giocare e flirtare con le ragazze ai bordi della piscina, mentre io sudavo e faticavo come un cane fino a tarda sera. Li osservavo e dentro di me crescevano l' ambizione, la voglia e la determinazione di farcela. Quel sentimento non ti va mai via! Ancora adesso non mi sento mai arrivato, non mi rilasso mai». Per «stare al top» Leone si alza tutte le mattine alle 4 e mezza e si allena per un paio d' ore facendo pesi e cardio. Dopo colazione arriva in ufficio fra le 7,30 e le 8. «Il mio è un lavoro che ti assorbe 24 ore al giorno e occupa tutta la vita» sottolinea.

DOUG LEONE E GLI ALTRI RE MIDA DI FORBES

 

Il suo primo vero impiego, dopo la laurea in Ingegneria meccanica alla Cornell University, è stato vendere computer Hewlett-Packard. «Era il 1979 e mi hanno affidato Harlem che in quegli anni non era un' area cool di Manhattan, anzi era terribile - continua Leone -. I miei principali clienti erano un ospedale e la Columbia University: è lì che un professore di Informatica mi ha spiegato che cosa fosse Arpanet e mi ha fatto apprezzare i sistemi aperti, ispirandomi poi a prendere un master in Ingegneria alla stessa Columbia e a diventare manager con Sun Microsystems. È stato un ottimo esempio di come, sbattendoti assai, puoi trasformare una situazione negativa in qualcosa di molto positivo».

 

silicon valley centro tech

Trasferito in California, nel 1988 Leone è entrato in Sequoia, che era stata fondata nel '72 da Don Valentine, «il nonno del venture capital nella Silicon Valley».

 

fuga da whatsapp 2

Sequoia ha finanziato icone dell' high-tech Usa come Apple, Cisco, PayPal e YouTube. Fra i suoi affari spicca WhatsApp, venduta a Facebook nel 2014 per 22 miliardi di dollari. Nel portafoglio di Sequoia oggi figurano unicorni come Airbnb. Da metà degli anni Novanta Sequoia è passata sotto la guida di Leone e di Michael Moritz, che l' hanno trasformata in una società globale attiva anche in Cina, India e Asia sudorientale. Ora - secondo indiscrezioni nella "Valle" - sta raccogliendo 8 miliardi di dollari per un nuovo fondo d' investimento globale, il più grande nella storia del venture capital americano.

 

 

doug leone 7

Fra i suoi successi personali Leone cita ServiceNow, una società di software che fornisce servizi di assistenza tecnologica alle aziende. Lui ha creduto nel fondatore Fred Lully e l' ha finanziato nel 2009. Poi l' ha convinto a non vedere la start up nel 2011 per 2,5 miliardi di dollari, sostenendo che sarebbe arrivata presto a 10 miliardi. L' anno dopo l' ha portata in Borsa e ora ServiceNow vale 33 miliardi.

 

 

youtube

Il suo maggior disappunto è invece non aver investito in Siebel Systems, la società di software fondata nel '93 da Thomas Siebel e comprata nel 2005 da Oracle per 5,8 miliardi di dollari. «L' elemento più importante a cui guardo per decidere se scommettere su una start up - spiega - non è il solo prodotto: non basta che sia buono, deve avere un mercato in cui andar bene. Cruciale è anche il carattere dei fondatori: da come trattano gli altri si capisce se hanno le caratteristiche giuste per farcela». E come selezionare nuovi collaboratori? «Cerchiamo persone con umili origini perché sono quelle con più fame di successo».

 

doug leone 2

Nella squadra globale dei partner investitori di Sequoia ci sono otto donne. «Ci farebbe bene averne di più», ammette Leone sul sito di Sequoia. E poi precisa: «L' intera Silicon Valley potrebbe far meglio a proposito della diversità fra le sue file, non solo in rapporto al genere uomo-donna, ma anche dal punto di vista razziale». Negli ultimi 30 anni nella Silicon Valley, osserva Leone, «a cambiare è stato il cambiamento. Oggi avviene a un ritmo sempre più veloce. Nel venture capital eravamo un piccolo circolo di amici. È diventato un business enorme con una concorrenza feroce. Adesso tutti investono in start up dai primi passi (seed, ndr) alla fase pre-Ipo (debutto in Borsa). Lo fanno sia le grandi aziende sia gli individui con qualche migliaio di dollari, di tutte le nazionalità. Ma non bastano i soldi, ci vuole una strategia. Se investi alla cieca sei destinato a fallire».

 

fuga da whatsapp 5

C' è una bolla nelle valutazioni delle startup? «Sì, da tempo - risponde Leone -. Dal 2008 in poi il venture capital ha investito in migliaia di start up, ma poche sono andate bene. Però una volta la Silicon Valley voleva dire solo tecnologia, oggi comprende tanti altri settori come lo spazio e l' automotive. Quindi ci sono molte più opportunità di investimento».

iphone x

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…