autostrade benetton soldi

CHI VIENE FREGATO DALLA NAZIONALIZZAZIONE? – SE LE AUTOSTRADE TORNANO ALLO STATO 50 MILA PICCOLI AZIONISTI DI ATLANTIA RISCHIANO DI TROVARSI CON UN PUGNO DI MOSCHE: SONO PIÙ DEL TRIPLO DEI RISPARMIATORI RIMBORSATI PER I CRAC DELLE BANCHE POPOLARI – GLI AVVOCATI DEI BENETTON GIÀ SI SFREGANO LE MANI, MA INTANTO IL TITOLO TRACOLLA. SENZA CONCESSIONE NÉ COMPENSAZIONE IL VALORE FINIREBBE A ZERO

Jacopo Orsini per “il Messaggero”

 

i meme sui benetton e il crollo del ponte di genova

Lo spauracchio della nazionalizzazione incombe su Atlantia, la società della famiglia Benetton che controlla Autostrade per l' Italia. Ma anche sui piccoli investitori che hanno comprato azioni e obbligazioni della società.

 

Il crollo del ponte Morandi a Genova ha spinto il governo ad avviare una procedura formale per revocare la concessione al gruppo e ad evocare anche la nazionalizzazione. Una ipotesi che al solo paventarla ovviamente spaventa gli investitori, grandi e piccoli.

 

Tanto che ieri sui titoli Atlantia, nonostante i già pesanti crolli della scorsa settimana, si è scatenata fin dall' avvio degli scambi una ondata di vendite, frenata poi nel pomeriggio dalle dichiarazioni più prudenti del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti, decisamente perplesso dall' ipotesi di riportare in mano allo Stato la gestione delle Autostrade.

 

fratelli benetton

«Prima di nazionalizzare - ha avvertito infatti Giorgetti - bisogna revocare, se si arriverà alla fine della procedura». Parole che sono sembrate una frenata rispetto a quelle del ministro dell' Interno, Matteo Salvini. «Stiamo studiando e lavorando, sicuramente non faremo i regali fatti in passato, quando qualcuno ha firmato provvedimenti che hanno fatto guadagnare miliardi ai privati e pagare miliardi agli italiani», aveva risposto infatti il vice premier a una domanda sull' ipotesi di nazionalizzare Autostrade ventilata qualche ora prima dal titolare delle Infrastrutture, Danilo Toninelli.

 

DI MAIO CONTE GIORGETTI

I SEGNALI

Il mercato ha colto subito il cambio di tono del sottosegretario leghista, che rappresenta da sempre l' ala più pragmatica del governo giallo-verde, e Atlantia nell' ultima parte della seduta ha dimezzato le perdite chiudendo con un calo del 4,6% a 18,43 euro.

 

La capitalizzazione della società è comunque scesa di altri 639 milioni a 15,34 miliardi. Lunedì scorso, il giorno prima del crollo del ponte, il titolo aveva chiuso a 24,88 euro e la società valeva 20,5 miliardi.

 

impero della famiglia benetton

Sono circa 50 mila i piccoli azionisti della holding cui fa capo Autostrade che in caso di ritorno della gestione allo Stato rischierebbero di trovarsi con un pugno di mosche in mano, secondo le stime della stessa società. Con la conseguente raffica di class action che sicuramente partirebbe.

 

Azioni peraltro già annunciate dagli Stati Uniti dallo studio legale Bronstein, Gewirtz & Grossman, che «sta esaminando potenziali rivendicazioni per conto di acquirenti di Atlantia».

campagna pubblicitaria autostrade per l italia

 

Per avere un termine di paragone del caos che potrebbe crearsi basti dire che i soci minori di Atlantia sono più del triplo dei 15 mila rimborsati dal Fondo di solidarietà per i crac di Banca Etruria, Banca Marche e delle casse di Ferrara e Chieti. Fra l' altro, l' ipotesi di riportare sotto l' ala del governo la rete privatizzata venti anni si fonda su un equivoco, visto che la proprietà è già dello Stato mentre è la gestione che viene data in concessione ed è questa che eventualmente tornerebbe sotto l' ombrello pubblico.

 

Un' ipotesi che, se attuata nelle forme ventilate, potrebbe innescare sui mercati una nuova crisi di sfiducia sull' Italia, allontanando ulteriormente gli investitori stranieri dalla Penisola.

 

autostrade spinoza

Con il rischio che la tempesta sui mercati paventata da Giorgetti possa scatenarsi fin da subito. E tutto questo senza contare i costi, stimati in oltre 15 miliardi, che una revoca delle concessione potrebbe comportare per lo Stato. Va però detto che il ritorno sotto l' egida pubblica della rete autostradale non sarebbe un' eccezione in Europa: la Spagna è il caso più eclatante.

autostrade benetton

 

Di sicuro per ora sul mercato prevalgono i timori. La situazione «resta molto confusa», dicevano ieri nelle sale operative. «La revoca sarebbe molto costosa e il know-how di Atlantia è difficile da rimpiazzare, siamo nel caos - affermano gli analisti di Kepler Cheuvreux -. Senza concessione e senza compensazione il valore del titolo finirebbe a zero».

 

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