piercarlo padoan margrethe vestager

BRUXELLES SCARICA IL BARILE SU BANKITALIA: ''FURONO LORO A FAR FALLIRE LE 4 BANCHE''. LA COMMISSARIA ALLA CONCORRENZA VESTAGER SI LAVA LE MANI DELLA SENTENZA TERCAS. MA SIA DA VIA NAZIONALE CHE DAL MEF RIBADISCONO CHE FU COLPA DI QUELL'INGERENZA SE IL GOVERNO FU COSTRETTO A METTERE IN RISOLUZIONE ETRURIA E LE ALTRE - PATUELLI: ''5 ANNI PER RISOLVERE UN QUESITO DA 2° ANNO DI GIURISPRUDENZA''. LA VERITÀ È CHE LA VESTAGER È FISSATA COI COLOSSI DELLA TECNOLOGIA, LE BANCHETTE ITALIANE ERANO L'ULTIMO DEI SUOI PENSIERI

 

  1. L' UE: «BANCHE FALLITE? TUTTA COLPA DELL' ITALIA»

Antonio Grizzuti per “la Verità

 

Sono bastate poco più di 24 ore dalla pubblicazione da parte della Corte di giustizia europea della storica sentenza sulla vicenda Tercas per dare il via allo scaricabarile tra la Commissione europea e il nostro governo. Il commissario per la Concorrenza, Margrethe Vestager, ha negato ogni responsabilità dichiarando che «quello che ha fatto scattare la risoluzione delle quattro banche, tra cui Etruria, è stata una decisione di Bankitalia».

 

vestager 3

Una dichiarazione «tecnica» che probabilmente non nasconde solo un' autodifesa, ma anche motivazioni politiche: la Vestager infatti sarà con Emma Bonino e Guy Verhofstad nella rosa dei candidati dell' Alde alla prossima presidenza della Commissione, lista che sarà presentata oggi. E sempre ieri ha dato una nuova multa a Google da 1,49 miliardi per abuso di posizione dominante con Adsense.

 

Riepiloghiamo per dovere di cronaca. Nella giornata di martedì, i togati europei rendono noto che i 330 milioni stanziati a luglio 2014 dal fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) per ripianare il «buco» di Banca Tercas non possono essere considerati un aiuto di Stato. Questa era infatti l' accusa comunicata a febbraio del 2015 dalla Commissione per mezzo di una letterina vergata dalla Vestager. Tercas era stata posta da Banca d' Italia sotto amministrazione straordinaria nel 2012 e il salvataggio da parte del fondo era stato invocato dal commissario dell' istituto.

 

MARGRETE VESTAGER

Secondo Bruxelles, per il solo fatto che tra i compiti del Fitd rientra la tutela dei depositi, il ripianamento dei conti dell' istituto costituiva una violazione della normativa sugli aiuti di Stato. Dopo il warning della Commissione, il Fitd fu costretto a «inventarsi» un meccanismo per aggirare l' ostacolo: Tercas restituì le somme alle banche contributrici, le quali a loro volta riversarono gli aiuti in un neonato fondo volontario per girarli nuovamente alla banca in difficoltà.

 

La pronuncia di martedì chiarisce che il primo schema di aiuti del Fitd non si può configurare in alcun modo come distorsivo della concorrenza.

Prima di tutto perché il fondo, anche se si basa su un' adesione obbligatoria, è comunque un consorzio privato. Secondo, non è possibile dimostrare che il mandante dell' operazione fosse il nostro esecutivo. La Corte ha stabilito che «il Fitd ha agito in modo autonomo», rimproverando alla Commissione di non avere fornito prove che «i fondi concessi a Tercas a titolo dell' intervento di sostegno del Fitd fossero controllati dalle autorità pubbliche italiane».

 

Cosa c' entrano in questa vicenda le quattro banche andate incontro a risoluzione nel novembre del 2015 (Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife) lo spiegò il presidente del Fitd, Salvatore Maccarone, intervenuto a fine 2017 in commissione Banche.

piercarlo padoan margrethe vestager

L' approccio della Commissione, disse, «ha avuto un' influenza nefasta sulla possibilità di intervenire nei confronti delle quattro banche, perché si è sviluppata quando il meccanismo di intervento per le quattro banche era già in fase avanzata». Tradotto, l' ostruzionismo della Commissione fece perdere tempo prezioso.

 

La versione della Vestager non regge. È vero che materialmente fu Banca d' Italia il 21 novembre 2015 a dare il via al processo di risoluzione degli istituti in crisi. Così come corrisponde a realtà il fatto che fu sempre Via Nazionale a dare vita, appena tre giorni prima, al fondo nazionale di risoluzione, al quale il decreto Salvabanche dichiara di fare ricorso.

 

banca tercas

Tuttavia, lo spirito della vicenda Tercas aleggiava minaccioso nelle ore febbrili che condussero alla drammatica decisione. Non a caso il decreto legge 183 del 22 novembre 2015 cita una comunicazione della Commissione europea risalente al 2013, nella quale Bruxelles cita tra le misure che possono essere considerate aiuto di Stato anche gli interventi effettuati da un sistema di garanzia dei depositi (proprio come il Fitd) allo scopo di ristrutturare le banche.

 

Ieri, fonti interne a Palazzo Koch hanno smentito la Vestager e fatto sapere che la posizione assunta dalla Commissione a fine del 2015 rese impraticabile l' intervento preventivo del Fidt anche per le quattro Popolari poi messe in risoluzione. In quell' occasione, la Commissione avrebbe ribadito la posizione già assunta ad agosto 2015, con la quale aveva vietato di attivare il Fidt per Carife e Banca Marche.

MenzogneQualcuno in queste ore obietta: perché il governo e Bankitalia non hanno deciso di forzare comunque la mano?

 

La spiegazione la dà il Mef.

tercas sede teramo

«Qualora si fosse proceduto con gli interventi prospettati da parte del Fitd, senza notificarli preventivamente alla Commissione», si legge nel dossier di Via XX Settembre dedicato al tema, «il rischio che gli stessi fossero dichiarati incompatibili con il quadro normativo europeo sugli aiuti di Stato o con la Brrd (il bail in, ndr) con conseguente obbligo di restituzione, come avvenuto nel caso Tercas, avrebbe comportato anzitutto l' impossibilità di trovare terzi acquirenti».

 

Tradotto, la scelta di sfidare l' Ue avrebbe avuto conseguenze disastrose: l' Italia si sarebbe trovata obbligata a restituire le somme versate, innescando una crisi di proporzioni immani. Se il primo a chinare il capo di fronte a Bruxelles fu il governo guidato da Matteo Renzi o Banca d' Italia, questo è materia per una commissione d' inchiesta. Ma negando il ricatto, oggi la Vestager mente sapendo di mentire.

salvatore rossi, ignazio visco, valeria sannucci; vincenzo la via, federico signorini, fabio panetta

 

 

  1. BANKITALIA: FONTI, CI FU VETO COMMISSIONE PER FITD

 (ANSA) - La posizione assunta dalla Commissione Ue alla fine del 2015 ha reso impraticabile l'intervento preventivo di risanamento da parte del Fidt, come era avvenuto nella gestione delle crisi in passato, anche con riferimento alle quattro banche. E' quanto fanno notare in Banca d'Italia dopo le parole del commissario Ue Vestager secondo cui la risoluzione fu una decisione dell'istituto centrale. In quell'occasione, rilevano le fonti, la Commissione ha ribadito la posizione già assunta ad agosto 2015, con la quale aveva vietato di attivare il Fidt per Carife e Banca Marche.

 

 

protesta dei risparmiatori davanti banca etruria 11

  1. BANCHE: PATUELLI, 5 ANNI PER UN PROBLEMA GIURIDICO SEMPLICE

 (ANSA) - "È un problema di una semplicità giuridica da ragazzi del secondo anno di giurisprudenza, noi ci abbiamo messo cinque anni e abbiamo pagato caro". Lo afferma il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, parlando della decisione del Tribunale Ue sulla natura privata del fondo interbancario di tutela dei depositi (Ftid) nella vicenda di Tercas, alla presentazione del quarto volume Libertà economiche, a cura di Corrado Sforza Fogliani, sugli interventi politici di Luigi Einaudi. Il commissario europeo Vestager, spiega Patuelli, "ha ritenuto erroneamente che il fondo interbancario fosse un soggetto pubblico solo perché c'è una legge dello Stato che obbliga tutte le banche a farne parte, ma lo Stato non ci mette un centesimo quindi è un concorso obbligatorio tra privati".

ANTONIO PATUELLI GIOVANNI TRIA GIUSEPPE GUZZETTI IGNAZIO VISCO

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…