giuseppe conte italia cina

GIALLO, VERDE E DRAGONE! - CONTE HA CHIESTO A TRUMP E AI FONDI INTERNAZIONALI DI COMPRARE I NOSTRI BTP QUANDO PARTIRÀ LA TEMPESTA, MENTRE TRIA (COME DAGO-RIVELATO) ATTIVERÀ I SUOI CONTATTI CINESI PER SFUGGIRE AL RICATTO DEI MERCATI CHE APPENA ANNUSERANNO L'ARRIVO DI UNA LEGGE DI BILANCIO GRILLO-LEGHISTA METTERANNO MANO ALLA PISTOLA. ANZI, AL PORTAFOGLIO…

 

1. IL MINISTRO TRIA GUARDA ALLA CINA PER UN ACCORDO COMMERCIALE CHE DIA UNA SCOSSA ALLE STRATEGIE INTERNAZIONALI DEL NUOVO GOVERNO - MA OLTRE A LUI SI MUOVE ANCHE IL SOTTOSEGRETARIO GERACI, CHE AVREBBE PRESO CONTATTI CON AIR CHINA PER UN INTERVENTO SU ALITALIA...

Da Dagospia del 13 luglio 2018

 

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/cina-cambiamento-mentre-si-parla-solo-nato-trump-germania-178585.htm

 

 

 

2. "DONALD, AIUTACI SULLO SPREAD". I GIALLOVERDI PUNTANO SUGLI USA

Estratti dall'articolo di Marco Palombi per ''il Fatto Quotidiano''

 

 

(…)

giuseppe conte donald trump 9

 

Il sottovalutato Giuseppe Conte ha capito fin dalla sua prima uscita, il G7 in Canada, che l' unica sponda politica possibile - ma non certo di scarso peso - è Donald Trump. Al Tesoro, invece, cercano pure un complesso accordo con la Cina su commercio, investimenti e finanza: il ministro Giovanni Tria ha forti legami con Pechino e sta preparando una sorta di roadshow in Asia.

 

Perché Conte e i suoi ministri di peso - ma non Salvini e Di Maio, che si occupano, per così dire, del mercato interno - cercano alleati, e così eterogenei, fuori dai confini? Lo facciamo dire al sottosegretario Giancarlo Giorgetti: "Già sappiamo che tra fine agosto e inizio settembre i mercati si metteranno a bombardare".

 

giuseppe conte donald trump 8

Un timore diffuso nel governo - e una speranza dei suoi avversari - è una crisi finanziaria subito: d' altra parte a ottobre il Quantitative easing sarà ridotto da 30 a 15 miliardi di acquisti al mese per terminare entro fine anno, togliendo dal mercato l' unico compratore netto di titoli di Stato italiani di questi anni (oggi il sistema Bce detiene circa 350 miliardi di nostro debito, il 15% del totale, e quelle cedole saranno comunque rinnovate per qualche anno). È probabile, in sostanza, che si assista a nuove tensioni sullo spread col conseguente aumento dei rendimenti che l' Italia sarà costretta a pagare ai famosi "mercati" per piazzare i suoi Btp.

 

Per questo servono alleati.

E dalle spalle larghe. Di questo, ad esempio, il presidente del Consiglio ha parlato con Trump nella sua visita a Washington del 30 luglio: Conte ha chiesto al presidente Usa di "far girare voce" che non sarebbe sgradito un aiuto della finanza a stelle e strisce nelle aste e sul mercato secondario dei titoli italiani dopo l' estate. D' altra parte già a giugno furono proprio i grandi fondi d' Oltreoceano a curare la febbre dello spread: Bridgewater, Aqr, Glg, Blackrock, Pimco, Prudential e Dodge & Cox stabilizzarono il mercato due mesi fa e l' augurio di Palazzo Chigi è che, anche grazie ai "consigli" del loro amico Trump, lo facciano anche in autunno.

giovanni tria

 

D' altra parte la Casa Bianca ha i suoi motivi - e non certo ideologici (il populismo e altre amenità) - per cercare la sponda italiana: da una parte c' è la guerra commerciale iniziata contro la Germania e il suo enorme surplus con l' estero (Berlino è dal 2013 nella lista Usa dei "Paesi manipolatori di moneta"); dall' altra la partita libica dove gli interessi petroliferi americani confliggono con quelli francesi.

 

E poi c' è la Cina. Tria, che ha buoni rapporti col mondo accademico cinese, Paese in cui si reca tutti gli anni, cercherà di spiegare a Pechino che investire in Btp conviene (rendimenti più alti), come pure aprire maggiormente le porte al made in Italy per i milioni di nuovi ricchi cinesi.

 

giancarlo giorgetti

Se vorrà, avrà al suo fianco il sottosegretario allo Sviluppo Michele Geraci, voluto dalla Lega ma benvisto anche dai 5 Stelle, ex banchiere d' affari che negli ultimi dieci anni ha vissuto e insegnato economia in Cina: pare che, nel suo nuovo ruolo, abbia già sondato Air China per una partnership con Alitalia.

MICHELE GERACIMICHELE GERACI

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