MARIA SOLE AGNELLI, LA SORELLA DELL’AVVOCATO CHE “SALVA” SOLO NAPOLITANO E MARPIONNE

Grazia Longo per La Stampa

La fabbrica e la campagna. La famiglia e la politica. I nipoti, Lapo Elkann il preferito, e i cavalli da corsa. L'orgoglio nel definirsi low profile e un'ombra di rimpianto «perché noi donne, negli affari di famiglia, siamo dovute rimanere sempre un passo indietro, lontano dal potere».

Eppure lei, Agnelli di nascita e due volte contessa grazie alle nozze con Ranieri Campello della Spina e, dopo la sua morte, con Pio Teodorani Fabbri - non solo oggi è la seconda azionista Fiat e prima donna a rivestire il ruolo di socio accomandatario nella cassaforte di famiglia, ma 53 anni fa venne eletta sindaco in questo piccolo paese umbro. Ottenne 850 voti su 1200 senza mai doversi neppure esibire in un comizio.

Non è stata dimenticata. Ieri mattina Maria Sole Agnelli, 88 anni, sorella dell'Avvocato e zia del suo successore alla guida della Fiat, John Elkann, è stata nominata cittadina onoraria di Campello sul Clitunno, insieme ad un'altra personalità, il generale Rolando Mosca Moschini, consulente militare del presidente della Repubblica e per 20 anni, da ragazzo, residente a Campello.

Maria Sole Agnelli, premiata dal sindaco Paolo Pacifici, ha guidato questo piccolo centro collinare immerso tra gli ulivi coltivati a terrazze per due mandati consecutivi, dal 1960 al 1970.

«Sono trascorsi più di 50 anni, ma alcuni vizi della politica sono rimasti inalterati racconta dopo aver elencato le bellezze di Campello, non a caso decretata Patrimonio dell'Unesco, quella era l'Italia del boom economico e oggi si lavora per coniugare sviluppo tecnologico e impatto ambientale, ma spesso si assiste al solito triste spettacolo di una politica a caccia di voti, non in difesa del bene comune».

A destare preoccupazione in questa Italia che verrà c'è soprattutto «l'incertezza degli equilibri al governo, con l'ex premier Berlusconi che non si decide a fare un passo indietro, l'incognita dei grillini così destabilizzanti da suscitare pena più che paura e Matteo Renzi che si è montato la testa. Non è un momento facile, ma occorre avere fiducia, tanto più che abbiamo un Presidente della Repubblica che rappresenta un importante punto di riferimento».

Un uomo decisivo. Come Sergio Marchionne al comando della Fiat: «È straordinario, nonostante le critiche che si attira è in grado di ottenere risultati sorprendenti: ha ridato alla Fiat centralità in Italia ma anche nel resto del mondo».

La globalizzazione come chiave per crescere e progredire. In Fiat ma anche in questa terra di Centro Italia dove la Meccanotecnica Umbra si è sviluppata allargando i suoi orizzonti «fino in Brasile, Cina e Svezia». Attività resa possibile grazie anche all'impegno di Maria Sole Agnelli.

A tal proposito ammette: «Sono grata per la cittadinanza onoraria, continuo a vivere a Torrimpietra, vicino Fiumicino, ma sento questa terra umbra a me molto vicina. Torino, ovviamente, resta nel mio cuore, anche se ormai ci vado solo un paio di volte all'anno per i lavori della Fondazione Agnelli che presiedo». Torino elegante «e bella come poche altre città». Torino inestricabilmente legata alla Fiat e all'Avvocato.

«Gianni era un uomo dal fascino e dall'ironia fuori dal comune, ma con me era spesso dispettoso. Tanto quanto mia sorella Susanna era prepotente. Il mio fratello preferito in realtà era Umberto, un po' perché era il più piccolo, un po' per il buon carattere. Povero Umberto: non si riprese mai veramente dalla morte del figlio Giovannino. E per la verità, quello fu un momento tragico anche per Gianni che lo aveva scelto come suo successore prima di Jaki».

Passato e presente. Dolori e speranze. «La nostra forza è quella di essere una grande famiglia, molto unita».

 

Maria Sole Agnelli Maria Sole Agnelli Maria Sole Agnelli e Rosy Greco RENZI E BERLUSCONIjohn elkann e sergio marchionne consegnano la lancia thema presidenziale a giorgio napolitano

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