casello

LOS PARACULOS - LA STERILIZZAZIONE PER SEI MESI DELLE TARIFFE AUTOSTRADALI SUL 90% DELLA RETE E' SOLO UNA MOSSA POLITICA DEL GOVERNO IN VISTA DELLE EUROPEE CHE SI TRADURRÀ IN MINORI INTROITI PER LO STATO - INCASSATI I VOTI, LE CONCESSIONARIE RECUPERANO L'AUMENTO DELLE TARIFFE, MAGARI CON LA MAGGIORAZIONE COM'È GIÀ AVVENUTO IN PASSATO

danilo toninelli

Antonella Baccaro per “l’Economia - Corriere della Sera”

 

«Un risultato prodigioso arrivato grazie alla tenacia del ministro Toninelli». Non hanno usato mezzi termini i senatori del M5S della commissione Lavori pubblici per definire la sterilizzazione per sei mesi delle tariffe autostradali sul 90% della rete. E c' è da credere che lo stesso slogan risuonerà per tutta la campagna elettorale per le Europee che, guarda caso, imperverserà nella prima metà dell' anno.

 

AUTOSTRADE CASELLO

Sarà il caso perciò di chiarire alcuni punti. Primo: il risparmio di 80 milioni per gli automobilisti, sventolato dai senatori grillini, è per il 50% un minore introito per le casse dello Stato secondo le regole attuali. Secondo: congelare le tariffe per sei mesi non è stata una decisione unilaterale del ministero, né poteva esserlo. In costanza delle attuali convenzioni, la sterilizzazione è il frutto di un accordo tra le parti. Che in questo caso sembra suonare più o meno così: il governo si fa la sua propaganda per sei mesi, le concessionarie recuperano l' aumento delle tariffe nella seconda parte dell' anno, magari con la maggiorazione (è già avvenuto in passato).

 

Terzo: tra sei mesi non è previsto che accada nulla di nuovo e definitivo che possa modificare radicalmente il sistema tariffario bloccando gli aumenti. Come è noto, la riforma dell' attuale meccanismo che vede la presenza di 26 contratti diversi, è stata demandata, a partire dal mese di ottobre, all' Autorità dei Trasporti che potrà applicarla in toto solo a quelle società le cui concessioni scadono o sono scadute: Autobrennero, Ativa e Autovie Venete.

casello autostradale

 

Lo sa prima di tutto il ministro Toninelli, che già ad agosto, nell' audizione parlamentare seguita al crollo del ponte Morandi, aveva ridimensionato il sogno del M5S di nazionalizzare la rete autostradale ponendo come alternativa «la rinegoziazione dei contratti in essere». A sei mesi dalla tragedia di Genova al ministero è ancora più chiaro che dare il via alla rivoluzione usando il grimaldello della «grave inadempienza» per revocare la più grande concessione in essere, quella con Aspi che scade nel 2038, non è così facile per via amministrativa.

 

E che la via giudiziaria, quand' anche desse ragione allo Stato circa le responsabilità di Autostrade, è troppo lunga per maturare risultati spendibili nel breve periodo. Sarà per questo che Mit e Aspi sono tornati a parlarsi, sancendo una tregua con il patto sui pedaggi che peraltro ridimensiona appena la richiesta di Autostrade.

Aumenti rinviati. Rivoluzione pure.

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