GLI SCONTROSI DELLO SCONTRINO - STORIA DI UNA GIORNATA PER NIENTE PARTICOLARE TRA IDRAULICI E MURATORI CHE PROVANO A NON FARTI LA FATTURA, BARISTI CHE “PER AMICIZIA” NON TI FANNO LO SCONTRINO (CINQUE PRIME COLAZIONI ALLA SETTIMANA IN NERO FANNO 650 € L´ANNO) E LA CASALINGA CON SECONDA CASA E FIGLI ALLE SCUOLE PRIVATE CHE NON PAGA IL TICKET IN QUANTO “ESENTE PER REDDITO” - SE TUTTI PAGASSIMO LE TASSE STIPENDI E PENSIONI DEGLI ITALIANI POTREBBERO AUMENTARE DI 102 EURO AL MESE DALLA SERA ALLA MATTINA…

Ettore Livini per "la Repubblica"

«Ok, fatto. Quaranta euro per il flessibile. Sei di materiale. Cinquanta tra manodopera e uscita. Totale: 96 euro. Facciamo novanta. Vuole la ricevuta?». «Beh, sì». «Ehhhhh..., mi spiace. Allora 115». Martedì 27 dicembre 2011. Trovare un idraulico per tamponare lo tsunami che dal bagno rischiava di tracimare verso il parquet della sala è stata un´impresa. Ora il guasto è riparato e la tentazione è forte. Ok, lo sappiamo: l´evasione fiscale ci costa 130 miliardi l´anno. Ma 25 euro di risparmio sono sempre 25 euro. E dopo che il Salva-Italia ci ha fatto trovare sotto l´albero di Natale 300 euro di Ici in più e la pensione rimandata al 2027.... Va beh, resistiamo. «Ecco i suoi 115 euro».

Tanto ormai ci abbiamo fatto il callo. Ogni italiano sottrae in media al fisco 2.093 euro all´anno. E le nostre giornate - basta monitorarne una qualsiasi - sono diventate uno slalom senza fine tra le sirene dell´elusione e i furbetti della ricevuta.

IL BARISTA - L´idraulico è solo l´antipasto. Il secondo diavolo tentatore è già lì che ci aspetta come ogni mattina al bar sotto casa, di fianco alla macchina per caffè Gaggia. «Cappuccio e cornetto, grazie». «Due euro e cinquanta» (un salasso, ma siamo a Milano...). Per un paio di settimane, quando ci siamo trasferiti da queste parti, ha battuto lo scontrino con la tristezza negli occhi. Poi - in nome di un´amicizia ormai consolidata - ha provato a smettere.

Tentativo che rinnova cocciuto ogni sette giorni. Cinque prime colazioni alla settimana in nero fanno 650 euro l´anno. Se il trucco riuscisse con venti persone al dì, saremmo già a 13mila euro spariti dai radar del fisco in dodici mesi. Succede spesso: a Roma, dice la Guardia di finanza, il 50% dei bar non rilascia scontrino. Il danno per le casse dello Stato? L´evasione dell´Iva vale 29 miliardi l´anno. E le dichiarazione medie degli esercenti di bar, guarda un po´, viaggiano sui 17mila euro (meno di un operaio). Tradotto in prime colazioni significa 22 cappuccini e 22 kiefer venduti al giorno.

La mattinata è dura e - va sempre così - piove sul bagnato: fuori dal bar la nostra macchina è bloccata da una Volkswagen Tuareg 3.0 V6 Tsi Tiptronic Hybrid in seconda fila. Prezzo chiavi in mano: la miseria di 75mila euro. Di chi sarà? La matematica non è un´opinione: c´è il 40% di probabilità che sia di uno dei 188mila italiani che dichiarano un reddito inferiore ai 20mila euro e sono titolari di auto di lusso. Molto più difficile che sia di uno dei 400mila nostri concittadini (meno dell´1% dei contribuenti) che ne dichiarano più di 100mila. Loro hanno solo 71mila supercar, paradosso di un paese dove la cilindrata dell´auto in garage è inversamente proporzionale alla cifra sul 740.

LA CASALINGA - Verrebbe voglia di tornare a casa e mettersi a letto. Purtroppo c´è da andare al Policlinico a fare l´emocromo per capire le ragioni di una fastidiosa ipertensione. Mezz´ora di coda per pagare il ticket (ma quanti sono gli ipertesi?): 28,95 euro. Allo sportello a fianco Giovanna, la vicina del terzo piano, prenota l´esame dell´aldosterone e della renina. «Trentun euro e 85», dice l´impiegato. «Sono esente per reddito, grazie», dice lei, porgendo copia di una auto-certificazione Isee. E se ne va verso la sala prelievi senza metter mano al portafoglio.

Ma come? Ha trenta metri quadri di casa più di noi. Due figli alle scuole private, una Golf turbo in garage, una casa a Santa Margherita ligure. Mistero. Come quello degli altri 15 milioni di contribuenti che per l´Isee non hanno né soldi, né patrimonio né conti correnti in banca, garantendosi così agevolazioni per asili nido, bollette e ticket ridotti e assistenza a domicilio. In Banca d´Italia dicono che il 90% dei nostri connazionali ha un conto in banca. Vai a capire chi avrà ragione...

IL MURATORE - Pazienza. Abbiamo appena preso la tredicesima (ai greci non la danno più). E persino vinto una ventina di euro alla tombola di Natale. Inutile farsi il sangue amaro. Tanto vale chiudere l´anno senza debiti e andare a pagare il muratore che ci ha rifatto il pavimento del terrazzo. Vale il discorso dell´idraulico. «Milletrecento euro senza ricevuta, se no 1.450». La rabbia è doppia visto che il lavoro l´ha fatto con suo zio prepensionato, remunerato - presumibilmente - in contanti. In Italia ci sono 3 milioni di lavoratori in nero come lui.

Sono il 58,5% del personale degli alberghi, il 52,9% delle Colf, il 28,5% degli operai nei cantieri edili. Un esercito sommerso di immigrati sottopagati, giovani precari, cinquantenni neo-disoccupati, baby-pensionati che arrotondano l´assegno previdenziale. Conto finale per il fisco (e per noi): mancate entrate per 45 miliardi. Sommati ai 29 evasi sull´Iva siamo a 74 miliardi, quanto basterebbe per pagare due terzi degli interessi sul debito pubblico tricolore ogni anno. «Ecco i suoi 1.450. La ricevuta, grazie».

Ormai abbiamo il mal di testa. Si torna a casa tra una foresta di cartelli "Vendesi" e "Affittasi" appesi ai portoni. E viene in mente un´altra delle storture del Belpaese: i lavoratori autonomi hanno in media un patrimonio immobiliare di 203mila euro a testa contro i 150mila dei dipendenti. Peccato che i primi dichiarino 19.504 euro contro i 21.098 di chi ogni mese riceve la busta paga. E che il 56% degli autonomi - certifica lo studio di una Commissione parlamentare voluta da Giulio Tremonti - sia fiscalmente inadempiente. Se tutti pagassimo le tasse - calcola il centro studi Confindustria - stipendi e pensioni degli italiani potrebbero aumentare di 102 euro al mese dalla sera alla mattina e la metà delle 800mila persone che ha perso il posto di lavoro dal 2008 ad oggi avrebbe ancora un´occupazione.

IL RISTORATORE - Meglio smettere di sognare e tornare con i piedi per terra. È sera. Una doccia nel bagno appena riparato e poi - il frigo è vuoto - si va al ristorante. Solita storia: il conto finale, 60 euro in due, arriva su uno scontrino "non fiscale" sperando di farla franca così. Riuscisse il giochetto dieci volte al giorno, sarebbero 180mila euro esentasse l´anno. Sarà un caso, ma i ristoratori dichiarano in media 13.800 euro a testa.

Più o meno, ferie escluse, 46 euro al dì. Che fare? Tutti in discoteca? Si può fare, non dovrebbe costar tanto visto che il 740 medio dei gestori è negativo per 3.200 euro. Invece no: ingresso 20 euro. Prima consumazione gratis, le altre 15 euro. Amen, meglio tornare a casa. Tra l´altro il palinsesto prevede un classico dell´unica evasione che a questo punto della giornata possiamo sopportare: "Fuga da Alcataraz". La televisione, almeno quella, è gratis. Soprattutto per il 28% degli italiani che non pagano il canone tv...

 

MuratoriColazione

Ultimi Dagoreport

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?