brunetto boco enasarco

LO STRANO CASO DI ENASARCO – LA CASSA DI PREVIDENZA DEI COMMERCIANTI HA UN CDA SCADUTO CHE DICE DI NON AVERE I POTERI PER INVESTIRE 1,5 MLD DI FONDI E LI TIENE LIQUIDI – POI PERÒ DISINVESTE PER CENTINAIA DI MILIONI E PER I 12 CONSIGLIERI E I 3 COMPONENTI DEL COLLEGIO SINDACALE SPENDE 1,3 MILIONI DI EURO

di Sergio Patti  http://www.lanotiziagiornale.it/puzza-di-bruciato-in-enasarco-il-cda-scaduto-gira-milioni/

 

BRUNETTO BOCO ENASARCOBRUNETTO BOCO ENASARCO

I conti di Enasarco non tornano. Ma a creare una preoccupante puzza di bruciato non solo le traballanti previsioni sulla tenuta della Cassa di previdenza degli addetti del commercio nei prossimi decenni, ma una stranissima accelerazione nel muovere enormi quantità di patrimonio. Soldi che rappresentano la pensione per oltre 120mila commercianti a riposo e per 350mila lavoratori attivi.

 

Dunque risorse sottoposte alla vigilanza del Ministero del Lavoro, ma che un Consiglio di amministrazione scaduto da mesi sta gestendo con una strategia incomprensibile. Se da una parte viene sostenuto che il consiglio guidato dal sindacalista Uil Brunetto Boco ha tutti i poteri per disintermediare fondi immobiliari che valgono centinaia di milioni di euro, dall’altra parte lo stesso Cda non ritiene evidentemente di avere più i titoli per investire profittevolmente i soldi dell’istituto. Oggi così Enasarco si ritrova in pancia circa un miliardo e mezzo di liquidità, bloccato a rendimento quasi zero.

enasarco enasarco

 

La lezione di Ricucci & c.


Se una qualunque istituzione finanziaria gestisse in tal modo i propri soldi, gli azionisti pretenderebbero lo scalpo degli amministratori. Ma l’Enasarco non è un’istituzione qualunque e gli azionisti – cioé i lavoratori che vi versano i contributi – contano quanto il due di coppe con la briscola a bastoni. Non è un caso che negli anni dei furbetti del quartierino la Cassa finì facilmente nel giro di Ricucci e compagni.

 

Ci fu allora un profondo cambiamento, con una selezione più professionale dei gestori e un ambizioso piano di dismissione del patrimonio immobiliare improduttivo. Poi l’estate scorsa è scaduto il Cda attualmente in stato di proroga e si è avviato un percorso di apparente democrazia interna, indicendo per la prima volta nella storia dell’ente l’elezione dei delegati. Tutto bene? Neanche per niente. Il sistema elettorale è stato costruito su misura per favorire il ritorno al comando delle stesse associazioni e probabilmente persino delle stesse facce.

CASE ENASARCO CASE ENASARCO

 

Elezioni foglia di fico
In Enasarco d’altronde gli anni non passano mai. Il presidente Boco, proveniente dalla Uiltucs, è nel Cda della Fondazione solo dal 2002. Con un modello elettorale sul quale pendono i ricorsi presentati da Federagenti al Tar e al giudice ordinario, è stato previsto che le associazioni da sempre al timone – Confcommercio, Cgil, Cisl, Uil, ecc. – possano candidare chi vogliano. Non hanno invece nessuna possibilità di candidarsi i singoli iscritti, mentre le associazioni prive di determinate caratteristiche (capacità di firmare contratti collettivi, accordi con la Cassa sul trattamento di fine rapport, ecc.) possono presentare candidature a condizione di allegare 7.000 firme autenticate dal notaio.

patrizia bonetti e stefano ricucci 3patrizia bonetti e stefano ricucci 3

 

Mentre è consentito presentare una lista alle elezioni comunali con appena qualche centinaio di firme autenticate dai delegati comunali, l’Enasarco pretende insomma una quantità di consensi che solo di spese notarili porterebbe via non meno di centomila euro.

 

Al timone i soliti noti
Le elezioni diventano così una foglia di fico dietro la quale nascondere la vergogna di un mondo che vuole solo conservare se stesso. E gli enormi interessi che amministra. Un mondo tanto sicuro di poter fare tutto quello che gli pare, da tentare a tempo scaduto di mettere alla porta gestori affidabili e consolidati pur dovendosi limitare alla sola ordinaria amministrazione.

i conf34 rocco crimi sergio billei conf34 rocco crimi sergio bille

 

Negli ultimi Cda però non si guarda l’orologio e si è battuto il record di 15 ore di seduta consecutiva. Una strana fretta quella di Boco, così come appare strano lo scontro in atto per cacciare un operatore del livello di Fimit, mentre un miliardo e mezzo resta inutilizzato sui conti bancari.

 

Sangalli CarloSangalli Carlo

Con le banche che ovviamente ringraziano, mentre alla gran parte dei pensionati vanno assegni che si aggirano sull’astronomica somma di 400 euro al mese. Ben altra musica rispetto a quella che si sente in Cda. Dai dati aggregati dell’ultimo bilancio risulta che per i 12 consiglieri e i 3 componenti del collegio sindacale sono stati spesi 1,3 milioni di euro. E poi dicono che il commercio non rende.

 

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