TARTASSATI A RATE - BOOM DEI PAGAMENTI DILAZIONATI DELLE CARTELLE ESATTORIALI: A LUGLIO 156 MILA DOMANDE - SI EVITA LA STANGATA, MA C’È IL CARICO DEGLI INTERESSI - PRESSIONE FISCALE RECORD: SIAMO AL 44 %

1. CORTESIE DEL FISCO OBBLIGATE E IN RITARDO

Massimo Fracaro per il “Corriere della Sera”

 

Equitalia Equitalia

Uno su due non ce la fa. Il boom dei pagamenti a rate delle cartelle esattoriali non è certo un bel segnale. Un’ulteriore conferma della crisi in cui aziende e imprese si dibattono da ormai sei anni e che sembra non finire mai. Il conto che viene presentato con le cartelle esattoriali in genere è di quelli pesanti, comporta cioè il pagamento di somme rilevanti, ma quando si ha a che fare con il Fisco è sempre meglio chiudere la partita in fretta. E togliersi il pensiero.

 

DDL annullamento cartelle Equitalia in discussione al Senato x DDL annullamento cartelle Equitalia in discussione al Senato x

La rateizzazione comporta, invece, il pagamento di pesanti interessi che vanno ad appesantire, e non di poco, il conto finale. Per non parlare dei casi nei quali i contribuenti, a corto di liquidità, sono anche costretti a chiedere aiuto al sistema bancario per onorare il debito. Interessi che si sommano agli interessi. E senza dimenticare il rischio che si corre se si salta una rata...

 

Le statistiche rese note ieri evidenziano che la dilazione dei pagamenti è più diffusa tra le famiglie, un dato che conferma quanto siano oggi in difficoltà. Resta da chiedersi, e sarebbe interessante saperlo, di quali colpe si siano macchiate per essere costrette al pagamento rateale, immaginando che le cifre in ballo siano consistenti.

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Si tratta di multe stradali lievitate astronomicamente perché non sono state saldate in tempo? Di macroscopici errori, vere e proprie frodi, nelle dichiarazioni dei redditi? E, in questo caso, va forse rivista la mappa dell’evasione? Oppure di infrazioni causate dalla complessità del sistema tributario?

 

SEDE EQUITALIA SEDE EQUITALIA

La risposta sarebbe utile per capire se si tratta di una dinamica ordinaria nei rapporti tra cittadini e fisco o di un ennesimo episodio di oppressione fiscale. Perché, si sa, il Fisco italiano ha il brutto vizio di essere forte soprattutto con i deboli.

 

Forse spinta dall’evidenza dei dati, Equitalia ha annunciato sempre ieri un nuovo corso: dal 2015 verranno inviati assieme alla cartella esattoriale piani di rateizzazione precompilati del debito, in modo che il contribuente possa scegliere se saldare il conto tutto e subito oppure in 72 o 120 rate. Una decisione che va apprezzata. Resta da chiedersi perché sia stata presa solo adesso.

TASSETASSE

 

Finora, infatti, come confessa ingenuamente Equitalia, i contribuenti dovevano recarsi allo sportello e fare la coda o simulare il piano di ammortamento dal sito Internet, per capire se e come saldare il conto a rate. Immaginiamo che, considerati i dati resi noti ieri, gli uffici negli ultimi mesi siano stati presi di assalto dai contribuenti interessati a dilazionare i pagamenti. Non si poteva fare prima questo piccolo gesto di cortesia verso i contribuenti? Chi ha sbagliato, deve pagare. Senza la pena accessoria della burocrazia.

 

2. TASSE A RATE, DAL 2015 SARÀ PIÙ FACILE. RECORD DI RICHIESTE A EQUITALIA

Stefania Tamburello per il “Corriere della Sera”

IMUIMU

 

Il fisco pesa ma in tempo di crisi le entrate tributarie e contributive dello Stato segnano il passo, presentando, nel primo semestre dell’anno, una flessione, sia pure non significativa, dello 0,4%, vale a dire 1,26 miliardi di euro in meno, rispetto allo stesso periodo del 2013. In attesa, e nell’auspicio, che la crisi venga messa alle spalle e si possa arrivare ad un calo delle aliquote, l’amministrazione tributaria ce la mette tutta per incassare gli arretrati.

TASSA SULLA CASA jpegTASSA SULLA CASA jpeg

 

Così Equitalia ieri ha annunciato che dal prossimo anno le cartelle esattoriali che invierà al contribuente ritardatario o moroso saranno accompagnate da un apposito modulo per richiedere la rateizzazione dell’imposta dovuta. L’interessato potrà quindi decidere se pagare in un’unica soluzione o se spalmare la somma richiesta in più versamenti e lo potrà fare direttamente senza fare file allo sportello degli Uffici tributari.

 

Una semplificazione, non c’è che dire, che certo non alleggerisce l’onere tributario ma lo rende meno scomodo. Del resto - dice la stessa Equitalia - negli ultimi tempi le richieste di ottenere un po’ più di respiro nel pagamento dei tributi arretrati (nelle cartelle di Equitalia in realtà vanno a finire anche i contributi, le multe e le sanzioni in genere) si sono moltiplicate.

 

Evasione FiscaleEvasione Fiscale

Stando ai dati diffusi sempre ieri dalla società di riscossione, in luglio c’è stato un vero e proprio record di richieste di rateizzazione: ben 156 mila, con una media settimanale doppia rispetto a quella dei primi sei mesi dell’anno. Ad oggi sono attive 2,4 milioni di rateizzazioni per un controvalore di 26,6 miliardi. Di queste, circa il 76,9% riguarda persone fisiche, il restante 23,1% società e partite Iva.

 

Considerando gli importi le percentuali però cambiano: il 65,9% è stato concesso a imprese e il 34,1% a persone fisiche. Non per nulla il 70,8% delle rateizzazioni riguarda debiti fino a 5 mila euro, il 26,2% debiti tra 5 e 50 mila euro e il 2,9% oltre 50 mila. Più della metà delle riscossioni di Equitalia avviene tramite il pagamento dilazionato. La Lombardia guida la «classifica» delle regioni con oltre 384 mila rateizzazioni attive per un importo di 5,5 miliardi, seguita dal Lazio (305 mila per un importo di 3,7 miliardi), dalla Campania (265 mila per un importo di 3,2 miliardi) e dalla Toscana (231 mila per un importo di 1,9 miliardi).

Evasione FiscaleEvasione Fiscale

 

Nel diffondere i dati Equitalia ricorda che è possibile ottenere un piano di rateizzazione ordinario fino a 72 rate, cioè fino a 6 anni, oppure straordinario fino a 120 rate, che vuole dire una dilazione di 10 anni. L’importo minimo di ogni rata è, salvo eccezioni, pari a 100 euro.

 

La rateizzazione massima «si può ottenere in caso di grave e comprovata situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica ed estranea alla propria responsabilità». I piani di rateizzazione, ordinari e straordinari, possono essere prorogati una sola volta. Si decade dal beneficio in caso di mancato pagamento di otto rate anche non consecutive.

 

Tornando ai dati delle entrate, che hanno fatto registrare un calo dello 0,4% nel primo semestre del 2014, il ministero dell’Economia ha precisato che la «lieve» variazione registrata è la risultante di due elementi principali: la diminuzione del gettito tributario dello 0,7% (pari a 1,5 miliardi di euro) e la crescita, in termini di cassa, delle entrate contributive pari allo 0,2% (cioè di 253 milioni di euro).

 

Le entrate tributarie, specifica ancora il ministero guidato da Pier Carlo Padoan, scontano la flessione dell’Ires, l’imposta a carico delle imprese, calata di 3,4 miliardi cioè del 26%, dovuta ai minori versamenti a saldo 2013 e in acconto 2014 effettuati da banche e assicurazioni, conseguenti alla maggiorazione al 130% dell’acconto 2013.

 

Per l’Irpef il calo è stato solo di 175 milioni, pari allo 0,2%. per la maggior parte attribuibile al lavoratori autonomi. Il risultato positivo delle entrate contributive sconta invece gli effetti delle misure di riduzione del cuneo fiscale previste per i premi assicurativi Inail dalla legge di stabilità per il 2014.

 

Rispetto alle cifre diffuse dal ministero e da Equitalia si registra il commento preoccupato della Confcommercio e l’intervento della Cgia di Mestre che ricorda come la pressione fiscale sia salita dal 1980 ad oggi di 12,6 punti percentuali, dal 31,4% al 44%. Con un impatto per le imprese italiane di oltre 110 miliardi di euro l’anno. 

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