luciano benetton fabrizio palermo autostrade per l'italia atlantia aspi florentino perez

PORTE ABERTIS – NELLA TRATTATIVA TRA I BENETTON E LA CORDATA GUIDATA DA CDP IRROMPE FLORENTINO PEREZ, PATRON DEL REAL MADRID E SOCIO DEI BENETTON NEL GRUPPO SPAGNOLO ABERTIS: “STUDIAMO LA POSSIBILITÀ DI FORMARE UN GRANDE GRUPPO EUROPEO” - LA MOSSA ARRIVA ALLA VIGILIA DEL CDA CHE DEVE INIZIARE AD ESAMINARE L’OFFERTA DI CDP E DEI SUOI PARTNER. I BENETTON ORMAI SONO CONVINTI, SONO I FONDI CHE ALZANO L’ASTICELLA (PER GUADAGNARE DI PIÙ). TANT’È CHE IL PRESIDENTE DELLA HOLDING LAGHI STA CERCANDO INVESTITORI ISTITUZIONALI PER RAFFORZARE IL FRONE DEL SÌ…

Teodoro Chiarelli e Francesco Spini per "la Stampa"

 

FLORENTINO PEREZ - ACS

Toccherà a un cda di Atlantia convocato per domani fare una prima disamina dell' offerta «definitiva» di Cassa Depositi e Prestiti e dei fondi Macquarie e Blackstone per Autostrade per l' Italia.

 

ponte morandi

Proprio mentre arriva una nuova manifestazione di interesse del presidente del gruppo spagnolo Acs, Florentino Perez. Il quale, per inciso, è anche socio di Atlantia nel gruppo autostradale Abertis e ha a disposizione una liquidità di quasi 5 miliardi di euro da investire. Nessuna offerta ufficiale, per ora. Ma l' affermazione è piuttosto esplicita: «Ci metteremo intorno a un tavolo con i nostri soci di Abertis per studiare la possibilità di formare un grande gruppo autostradale europeo».

 

CARLO BERTAZZO

Una mossa che giunge alla vigilia del cda di Atlantia, convocato per domani, che farà solo una prima disamina dell' offerta di Cdp&Co: troppo poco il tempo a disposizione del presidente Fabio Cerchiai, dell' ad Carlo Bertazzo e dello stuolo di consulenti legali e finanziari per esaminare nel dettaglio le 110 pagine della proposta.

 

fabrizio palermo foto di bacco (3)

Inevitabile proseguire la discussione in un secondo cda che arriverà a ridosso dell' assemblea di bilancio della holding infrastrutturale, controllata al 30% dalla famiglia Benetton, e convocata per il 28 aprile. Ma non sarà quella l' assemblea a cui il cda di Atlantia sottoporrà l' offerta di Cdp e dei suoi partner.

 

fabio cerchiai

Mancano i tempi tecnici per inserirla nell' ordine del giorno. Occorrerà una nuova assemblea che verrà convocata probabilmente nella prima quindicina di maggio. E qui nascono i problemi.

 

crollo ponte morandi

Dal punto di vista del prezzo, l' offerta di Cdp e dei fondi si conferma a 9,1 miliardi. Su questo la discussione non si è mai riaperta. Nella proposta sono state invece riconsiderate le garanzie che Atlantia deve dare per i possibili indennizzi cui Aspi sarà chiamata, in primis relativi al crollo del Ponte Morandi a Genova. La cifra originaria, che era pari a 1,5 miliardi, ne esce sostanzialmente dimezzata: la manleva richiesta per i due «indemnity basket» è pari a un totale di 870 milioni.

AUTOSTRADE PER L ITALIA

 

La prima garanzia richiesta passa da 700 a 430 milioni, mentre quella relativa alla causa con il ministero dell' Ambiente per la Variante di valico scende da 810 a 440 milioni. Tanto basta, secondo Edizione, finanziaria della famiglia Benetton decisa a chiudere la partita.

enrico giovannini

 

Al punto che, secondo indiscrezioni, il presidente Enrico Laghi starebbe cercando attivamente investitori istituzionali con cui rafforzare, dentro Atlantia, il fronte del sì all' offerta di Cdp e fondi, un fronte di cui fa già parte Fondazione Crt. Ma che potrebbe non essere sufficiente.

 

ENRICO LAGHI

Questo soprattutto nel caso - nodo ancora non sciolto - non basti un' assemblea ordinaria, ma serva una straordinaria. Nella prima, si approva a maggioranza semplice, nella seconda servono i due terzi dei consensi. In questo guazzabuglio, il neo ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, non sembra dare molte aperture ad Atlantia. Giovannini ha inviato una lettera alla holding controllata dai Benetton sul dossier Aspi, invitando la società a rispettare l' accordo preso col governo precedente e che prevede il passaggio di Aspi in mano pubblica con la vendita a Cdp. Anche se sulla questione pende la minaccia di intervento dell' Unione Europea.

florentino perezENRICO LAGHILA DEMOLIZIONE CONTROLLATA DEL PONTE MORANDIcamion basko ponte morandiENRICO LAGHI 2

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...