donald trump dazi

TRUMP HA FATTO UN GRAN CASINO CON QUESTI DAZI: A CHI IL 10, A CHI IL 20, A CHI IL 45%. E LE INDUSTRIE STANNO IMPAZZENDO – UN ESEMPIO SU TUTTI: IL GIAPPONE, CHE HA CONCORDATO CON LA CASA BIANCA UNA TARIFFA DEL 15%. TOKYO ESPORTA MERCI PER PIÙ DI 140 MILIARDI DI DOLLARI, E UN QUARTO DELLA SOMMA ARRIVA DAL SETTORE AUTO. L’ACCORDO NON HA RESO FELICI I COSTRUTTORI AMERICANI, CHE TEMONO, A RAGIONE, CHE LE AUTO D’IMPORTAZIONE GIAPPONESE FINIRANNO PER PAGARE TASSE DOGANALI INFERIORI AI VEICOLI ASSEMBLATI NEGLI USA, COLPITI DALLE TARIFFE SU ACCIAIO E COMPONENTI DI ALTRI PAESI - I CHIP DI TAIWAN, I PRODOTTI AGRICOLI INDIANI, LE FABBRICHE IN MESSICO: LA MAPPA

TELECINESI - MEME BY EMILIANO CARLI

PUNITE INDIA E BRASILE POWELL RESISTE A TRUMP "NO AL TAGLIO DEI TASSI"

Estratto dell’articolo di Anna Lombardi per “la Repubblica”

 

[…] Tanto più che proprio ieri Trump ha confermato via social che non ci saranno proroghe all'entrata in vigore dei nuovi tributi: «Il primo agosto vale per tutti». Compresa quella che ha definito «amica India»: tartassata con «dazi del 25 per cento più una penalità per l'acquisto di armi ed energia dalla Russia».

 

Primo esempio di sanzioni secondarie minacciate contro Mosca e i suoi partner commerciali allo scadere dell'ultimatum di 10 giorni al Cremlino per mettere fine alla guerra. Penalizzando brutalmente e per motivi politici il "nemico" Brasile di Lula de Silva con dazi al 50 per cento: accusato di aver avviato una «caccia alle streghe» contro il golpista Bolsonaro.

 

[…]

 

MEME SUI DAZI DI TRUMP ALLE ISOLE MCDONALD E HEARD

TARIFFE USA PAESE PER PAESE , LE INTESE FIRMATE DA DONALD

Estratto dell’articolo di Andrea Rinaldi e Francesco Bertolino per il “Corriere della Sera”

 

I dazi americani minacciano di ridisegnare le catene di approvvigionamento globali. L’obiettivo di Donald Trump è riportare la produzione negli Stati Uniti. Il puzzle doganale formato dagli accordi commerciali siglati dagli Stati Uniti potrebbe però finire per favorire agli occhi di consumatori e imprese americani i beni prodotti in Paesi che hanno spuntato tasse doganali più basse rispetto ad altri.

VIGNETTA ELLEKAPPA - TRUMP E L'ACCORDO SUI DAZI CON URSULA VON DER LEYEN

 

Come si posizionano le aziende europee e italiane in questo caleidoscopio tariffario rispetto ai concorrenti globali?

 

[…] Il Regno Unito è stato il primo Paese a raggiungere un accordo commerciale con gli Stati Uniti, accettando un dazio aggiuntivo del 10% che riguarda anche le prime 100 mila auto esportate negli Usa.

 

L’intesa di Londra è quindi più vantaggiosa di quella europea, ma solo in teoria. Da un lato, il 10% britannico si aggiunge alle tasse doganali precedenti, mentre il 15% europeo dovrebbe essere sostitutivo e onnicomprensivo. Dall’altro, la quota dei 100 mila veicoli corrisponde all’attuale export del Regno Unito in Usa sicché ogni aumento di vendite sarebbe sottoposto a un dazio del 25%, superiore a quello europeo.

 

METTI IL DAZIO TOGLI IL DAZIO - MEME SU TRUMP

L’acciaio britannico gode invece di un privilegio perché è colpito da una tariffa del 25%, dimezzata rispetto a quella del resto del mondo: il valore dell’export è però attualmente modesto, nell’ordine dei 500 milioni.

 

[…] Il Giappone ha concordato con la Casa Bianca un dazio generalizzato del 15%. Tokyo è uno dei principali partner commerciali degli Stati Uniti, dove esporta merci per oltre 140 miliardi di dollari. Un quarto della somma è frutto del settore auto.

 

L’accordo non ha reso perciò felici i costruttori americani — le «Tre Sorelle» di Detroit — che temono che le auto d’importazione giapponese finiranno per pagare tasse doganali inferiori ai veicoli assemblati negli Usa, colpiti dalle tariffe su acciaio e componenti.

 

[…]  Donald Trump ha imposto al Messico barriere alla dogana per un 30% (ancora negoziabili) e al Canada per un 35%. Aggravi che ricadranno su un comparto nevralgico come quello automotive e che impongono un serio confronto con quello europeo, colpito al 15%.

 

MEME SUL CROLLO DEL VALORE DEL DOLLARO BY TRUMP

In apparenza pare un regalo ai costruttori del Vecchio continente, nota Matteo Villa, senior research fellow di Ispi. «In realtà i costruttori statunitensi come Stellantis, Ford e General Motors, che fanno transitare auto o loro parti tra Messico e Canada, sono rispettosi del vecchio accordo Nafta ( North America free trade agreement ) quindi sono di fatto esenti da dazi. Ad aprile noi di Ispi abbiamo calcolato per il Messico un dazio del 10% e per il Canada del 4%».

 

[…]  Minacciato di un dazio del 46%, alla fine il Vietnam ha accettato di subire una tariffa del 20%. Negli anni il Paese asiatico è diventato non solo il centro produttivo di diversi marchi statunitensi, fra cui Apple, Nike, Gap e Lululemon, ma anche il centro logistico di molti gruppi cinesi che hanno fatto transitare per il Vietnam merci destinate al mercato americano per evitare i dazi.

LE ENTRATE TARIFFARIE NEGLI STATI UNITI

 

L’intesa con la Casa Bianca prevede perciò anche un dazio del 40% per bloccare il fenomeno del «trans-shipping», anche se la misura appare di difficile applicazione.

 

[…] Trump ieri ha annunciato che gli Stati Uniti imporranno un dazio del 25% sui prodotti indiani, citando le elevate tariffe di New Delhi e le rigorose barriere commerciali non monetarie.

 

Secondo una scheda informativa della Casa Bianca, l’India applica una tariffa media Mfn (Nazione Più Favorita) del 39% sui prodotti agricoli importati, contro il 5% negli Stati Uniti, con alcuni dazi che arrivano fino al 50%.

 

Il premier Narendra Modi vuole proteggere la propria agricoltura dalla concorrenza estera e teme i prodotti Usa sovvenzionati. Anche i costruttori nazionali di auto, le aziende farmaceutiche e le piccole imprese hanno sollecitato il governo per un’apertura solo graduale.

DONALD TRUMP I DAZI E I MERCATI

 

[…] Le merci di Taiwan dirette Oltrepacifico verranno colpite da un aggravio del 10%.

L’isola è il più grande produttore mondiale di chip, pannelli Lcd, memorie informatiche e in genere elettronica di consumo e ospita un mega fornitore come Tsmc.

 

Cosa potrebbe succedere ad esempio al campione italo-francese dei semiconduttori, StMicroelectronics? Ufficialmente non verranno colpiti, ma Trump sarebbe intenzionato ad applicarvi dazi progressivi.

 

donald trump - forza dazio - immagine generata dall intelligenza artificiale

[…] La scadenza del 1° agosto si avvicina e diversi Paesi non hanno ancora stretto accordi con gli Stati Uniti. Alcuni non lo stanno nemmeno cercando; altri sono pronti a trattare sino all’ultima ora. Proprio nella notte la Corea del Sud, che rischiava di subire una tariffa del 25%, ha trovato in extremis un accordo al 15%. Minacciato di dazi al 50%, il Brasile non sembra per ora intenzionato a trattare.

 

C’è poi una lunga serie di Paesi che non è mai entrata nel ciclone doganale. Turchia ed Egitto, per esempio, hanno subito dall’inizio un «dazio reciproco» del 10% e potrebbero attrarre la produzione di aziende europee e non, pronte a sfruttare il divario doganale.

TADAZI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA giorgia meloni - meme by vukicGIORGIA MELONI E I DAZI DI TRUMP - VIGNETTA BY NATANGELOMEME SU DONALD TRUMP GOLFISTA E DAZISTA

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…