TUTTI IN OLANDA! - SALINI (IMPREGILO) E TRAPANI, VICEPRESIDENTE DEL FONDO CLESSIDRA, EX MANAGER BULGARI, SEGUONO L’ESEMPIO DI JOHN ELKANN E ABBANDONANO L’ITALIA DELLE TASSE

1. TRAPANI COME ELKANN: ITALIA, ADDIO.

Andrea Giacobino http://andreagiacobino.wordpress.com/

 

PIETRO SALINI IMPREGILOPIETRO SALINI IMPREGILO

Francesco Trapani, neoazionista e vicepresidente operativo del fondo Clessidra, nonché ex manager storico e azionista di Bulgari, segue l’esempio di John Elkann e abbandona l’Italia. Qualche giorno fa, infatti, si svolta a Roma davanti al notaio Marco Liguori un’assemblea della sua Argenta Holding che ha deliberato il trasferimento della sede legale da Via Condotti a Roma in Lussemburgo, rue du Curé.

 

Il motivo? Lo ha spiegato il presidente Luis Armando Palacios: il trasferimento è “allo scopo di rendere l’operatività della società sempre più collegata al mondo della finanza internazionale”. Proprio come la FCA di Elkann la cui sede legale da Torino si è spostata in Olanda.

 

Francesco TrapaniFrancesco Trapani

Dopo poche ore è così stata costituita nel Granducato, davanti al notaio Henri Hellinckx, la Argenta Holding Sarl, con un capitale di 21 milioni di euro, un net asset value di 192,8 milioni e lo stesso board della ex società italiana composto, oltre che da Palacios, da Carlo Schneider, Patrick Meurier, Anna Rita De Meis e Luca Benigni.

Francesco TrapaniFrancesco Trapani

 

In Argenta Holding l’asset principale era rappresentato fino al 2012 da un consistente pacchetto di titoli Lvmh in carico per 165 milioni ricevuto da Trapani quando Bulgari passò sotto il controllo del big francese del lusso. Lo scorso marzo il manager, avendo portato a termine con successo l’integrazione di Bulgari in Lvmh, ha lasciato le sue cariche operative in Lvmh come capo della divisione orologi e gioielleria del gruppo, per assumere l’incarico di consulente del presidente del gruppo, Bernard Arnault, sulle questioni connesse alle attività di gioielleria, ed è rimasto membro del board di Lvmh.

 

SERGIO MARCHIONNE E JOHN ELKANN SERGIO MARCHIONNE E JOHN ELKANN

Contestualmente ha venduto gran parte dei titoli Lvmh, realizzando una plusvalenza di 16,1 milioni, e ora la sua quota è di sole 200.000 azioni in carico per 23,8 milioni. Per il resto Trapani, secondo quanto riporta il bilancio 2013 di Argenta Holding allora ancora italiana, ha acquistato alcune partecipazioni industriali per circa 29 milioni, così come ha fatto shopping per 23 milioni di quote di fondi hedge emessi da Cheyne Capital. Nel portafoglio di Trapani figurano poi obbligazioni per 5 milioni, di cui quasi 2 milioni sono bund tedeschi e una consistente liquidità pari a 97,4 milioni.

 

2. MARCHIONNE FA SCUOLA ANCHE SALINI ALL'ESTERO

Sofia Fraschini per "Il Giornale"

 

Lo stile Marchionne prende piede tra i grandi dell'industria italiana e dopo la Fiat e Gtech (ex Lottomatica) anche Salini Impregilo si prepara a lasciare l'Italia spostando la sede fuori dai confini nazionali. Un po' come è accaduto con la decisione di uscire da Confindustria, le scelte targate Marchionne sembrano fare scuola.

 

marchionne elkann x marchionne elkann x

E l'ultimo, in ordine di tempo, a seguirne l'esempio è Pietro Salini, numero uno dell'omonima azienda di costruzioni che due anni fa ha scalato e conquistato Impregilo per poi integrarla. Sulle colonne del Financial Times , l'imprenditore romano spiega di «essere alla ricerca di acquisizioni allo scopo di internazionalizzare ulteriormente il gruppo. Una mossa con la quale potrebbe seguire Fiat spostando la propria sede centrale al di fuori dell'Italia».

 

Una scelta, quella di passare prima da una grande fusione internazionale, che è stata adottata da Fiat con Chrysler e, di recente, dalla famiglia Boroli che dopo aver conquistato l'americana Igt ha dato vita a un colosso dei giochi con l'azienda di famiglia, la Gtech (ex Lottomatica). Per Fiat e Gtech la nuova sede fiscale sarà a Londra, mentre per Salini resta ancora da decidere.

 

gtechgtech

«Possiamo iniziare a cercare opportunità di crescita. Non si tratterebbe di un altro concorrente in Italia: vorremmo trovare realtà provenienti da altre parti del mondo e che ci forniscano esposizione a nuovi mercati» spiega Salini (escludendo a priori Astaldi, da anni considerata sposa naturale). «Vorrei ottenere un'esposizione in quei Paesi dove possiamo crescere molto più velocemente, che sono un numero molto ristretto», aggiunge.

 

E sebbene il manager smorzi un po' i toni sottolineando che «all'inizio dell'anno stava valutando di trasferire tutto», perchè era difficile rimanere con spread consistenti e tasse più alte che all'estero. E chiaro che un nuovo socio sarà il Cavallo di Troia per la nuova sede fuori Italia.

 

Chairman and CEO Bernard Arnault on LVMH Chairman and CEO Bernard Arnault on LVMH

«Siamo una società sempre più internazionale ogni giorno che passa. Non escludo che lo faremo, prima o poi. Il nostro organico in Italia è molto ridotto rispetto ai 35.000 dipendenti che lavorano per noi complessivamente». Per non parlare del business che, per oltre l'85% dei ricavi (90% al 2016) si svolge fuori dai confini (in 50 diversi Paesi).

 

In Italia, Salini Impregilo lamenta da tempo una mancanza di gare e opportunità ma è ancora «appesa» ad alcuni grandi progetti come il Terzo Valico, da anni in balìa degli umori del governo che stanzia a singhiozzo i finanziamenti; la metropolitana B1 di Roma, e 4 di Milano; la Salerno-Reggio Calabria; la Pedemontana e la Galleria di Base del Brennero. Per non scordare la questione del Ponte sullo Stretto di Messina per la quale è in corso un contenzioso proprio con lo Stato.

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…