TWEET TWEET, NO CASH - IL SOCIAL NETWORK RADDOPPIA I RICAVI, MA GLI UTILI ARRANCANO. E IL TITOLO HA PERSO IL 33% DA INIZIO ANNO - MA I MANAGER PROMETTONO DI SPREMERE PROFITTI DAI CINGUETTII

Filippo Santelli per "Affari & Finanza - La Repubblica"

 

logo twitter logo twitter

Il programmatore di app. Il pasticcere. La fabbrica di friggitrici. Quanto Twitter si stia allargando, lo si capisce dalla varietà di storie che Adam Bain racconta. Ora, dice il manager della società, responsabile del “Global revenue”, in pratica il numero due del gruppo, c’è un prodotto per ognuno di quei clienti: la piattaforma per sviluppatori Fabric, il canale per le piccole imprese che vogliono farsi pubblicità, i dati messi a disposizione delle aziende.

 

Una trasformazione «eccitante» che, seduto nella hall di un hotel di Dublino, Bain spiega così: «Solo due anni fa avevamo un unico prodotto, i tweet. Ora ci stiamo trasformando in una piattaforma». Non solo pubblicità, anche e-commerce e big data, nuovi rami che, dice, rispondono alla «volontà di diversificare». Sembrano lontani i dubbi degli analisti, i timori che tanto “zompettare” denunci in realtà un’assenza di direzione. Il suo compito è trasformare gli utenti in profitti.

 

Sorriso genuino, capelli a spazzola, all’arrivo di Bain in Twitter nel 2010 la società ancora doveva incassare il primo dollaro, quest’anno fatturerà oltre un miliardo. Il terzo trimestre si è chiuso a quota 361 milioni, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2013. Cifre ancora distanti da Facebook e Google, ma superiori alle attese: «Tra i big della pubblicità nessuno cresce più veloce».

 

TWITTER VS FACEBOOK TWITTER VS FACEBOOK

Per capire cosa non piace alla Borsa (da inizio anno il titolo è sceso del 33%) bisogna guardare altrove, e oltre il rosso di bilancio, figlio legittimo dell’espansione. A deludere è stata la progressione degli utenti mensili: appena più 4,8% nel trimestre, sono ora 284 milioni. Neppure troppo attivi, se è vero che meno della metà visita Twitter ogni giorno. A differenza dei «Like» di Facebook, i 140 caratteri non danno dipendenza.

 

L’imputato numero uno, «senza visione» dicono i critici, è il Ceo Dick Costolo. Che mercoledì scorso, in un incontro con gli analisti, ha provato a recuperare: «La priorità è costruire la più grande audience giornaliera al mondo». Ha convinto, il titolo è rimbalzato, ma ora bisogna eseguire. L’esperienza di Twitter è rimasta, al netto di selfie delle celebrità e mini video di Vine (6 secondi), la stessa degli inizi. «Vogliamo che sia più facile da usare per chi si iscrive spiega Bain - e vogliamo portare più vicino alle persone i contenuti rilevanti ».

 

I primi esperimenti sono stati fatti con i mondiali di calcio e il football americano, degli stream tematici che superano il rigoroso ordine cronologico, per offrire una selezione dei cinguettii più rilevanti: «L’idea è organizzare la conversazione». Arricchendola poi con dei video che da gennaio sarà possibile twittare insieme a testo e foto. Ma l’audience globale a cui Twitter mira non è solo di iscritti. «Gli utenti che incrociano i nostri contenuti su altri siti o dai motori di ricerca sono 500 milioni, anche su di loro possiamo monetizzare », spiega Bain.

dick costolo jack dorsey evan williams biz stone dick costolo jack dorsey evan williams biz stone

 

E ad allargare ancora di più il perimetro contribuirà pure Fabric, la nuova piattaforma dedicata ai programmatori di app: «La prossima ondata di innovazione verrà da loro - ragiona Bain - noi li aiuteremo a sviluppare e monetizzare, diventando centrali per l’ecosistema mobile».

 

In questa cassetta degli attrezzi Twitter ha messo a disposizione tante delle tecnologie acquisite nell’ultimo anno. Come Digits, un sistema di autenticazione via sms. A che scopo? Più clienti per MoPub, la società pubblicitaria comprata a fine 2013. E dati più precisi sugli utenti, grazie ai mattoncini targati Twitter integrati nelle applicazioni di terzi. Bain non nega: «Ma è il programmatore che sceglie quali informazioni condividere e quali no, in trasparenza ».

 

ECOMMERCEECOMMERCE

Dall’audience, poi, si dovrà estrarre valore, seconda parte del piano. Il fatturato per utente, indicatore chiave nella pubblicità online, cresce, ma ancora una volta insegue Facebook. «Monetizziamo da appena quattro anni», motiva Bain, che vede il ritardo come un’opportunità. «Stiamo espandendo la platea degli inserzionisti ». Due mesi fa la società ha lanciato in dodici Paesi, tra cui l’Italia, un servizio fai da te per le piccole imprese che permette loro di acquistare e gestire in autonomia le campagne pubblicitarie. «Tante aziende, anche nel vostro Paese, hanno strategie online sofisticate ».

 

L’esempio che fa, però, viene dall’Inghilterra: un pasticcere il cui forno twitta quando i muffin caldi stanno uscendo. Quasi il 90% dei profitti arrivano dalla pubblicità, in larga parte su dispositivi mobili. Ai social si accede sempre più da smartphone, un terreno su cui Twitter gioca in casa. La società però sta anche cercando di diversificare. Il primo fronte sono i dati, il miliardo di messaggini pubblicati ogni due giorni, informazioni preziose per le aziende.

 

«Abbiamo appena chiuso un accordo di licenza con Ibm - racconta Bain - ma anche con un produttore di friggitrici». Come li usa? «Cerca persone che si lamentano perché le patatine sono molli, poi va dai ristoranti a proporre le sue macchine». Vale un decimo del fatturato, ma cresce anno su anno del 171%. Quanto all’e-commerce, l’atteso tasto «buy» che dovrebbe apparire accanto ai tweet, sarà un terzo tassello. Ma Bain non si sbilancia sui tempi: «Lo stiamo testando negli Usa, dobbiamo mostrare se e come siamo in grado di generare acquisiti ».

VIRGINIA ROMETTY DI IBM VIRGINIA ROMETTY DI IBM

 

Tanti esperimenti. Al momento però a fruttare davvero è solo la pubblicità. L’altalena in Borsa dice che, dell’uccellino, gli investitori faticano a capire la rotta. E non solo loro, a giudicare dalla quantità di dirigenti che negli ultimi mesi se ne è andata sbattendo la porta, dal capo delle operazioni Ali Rowghani in giù. Cosa sarà Twitter? «Una piattaforma», ripete Bain. Ma è solo un inizio di risposta. 

Ultimi Dagoreport

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…