UNIPOL-FONSAI, UN MATRIMONIO SANCITO DA NEGO-NAGEL E BENEDETTO DA ISVAP, CONSOB E DAI GIORNALONI DI LOR SIGNORI

Gianni Barbacetto per il "Fatto quotidiano"

Il triangolo no: perché il rapporto è a quattro. Mediobanca, Isvap, Consob. E i giornalisti. È in questo intreccio mistico che cresce la fusione tra Fonsai e Unipol. Le autorità che dovrebbero controllare (l'Isvap le assicurazioni, la Consob le società quotate) invece di essere arbitri neutrali tifano in modo smaccato per la compagnia bolognese controllata dalle coop: è fra le sue braccia che deve finire Fonsai, portata da Salvatore Ligresti sull'orlo del crac.

Così ha deciso Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, che chiede "di non esaminare la proposta con gli altri": cioè la richiesta della Palladio di Matteo Arpe e della Sator di Roberto Meneguzzo. Usciti di scena i Ligresti, il matrimonio va celebrato con Unipol: questa "è la via maestra".

Nei mesi della primavera-estate 2012 le nozze sono preparate con cura, fino al 19 luglio in cui avviene l'aumento di capitale che porta la compagnia bolognese all'81 per cento di Premafin, la holding di Salvatore Ligresti. Ora le carte dell'indagine milanese del pm Luigi Orsi, appena depositate, rivelano l'incredibile groviglio tra controllati e controllori. Le intercettazioni telefoniche realizzate dai carabinieri del Noe dimostrano che gli arbitri tifavano pesantemente per una delle due squadre in campo.

Protagonista di primo piano è la vice del presidente dell'Isvap, Giancarlo Giannini (indagato dalla Procura di Milano per corruzione e calunnia), e cioè Flavia Mazzarella. È lei a tenere i contatti con gli altri protagonisti dell'operazione e in particolare con Carlo Cimbri, amministratore delegato di Unipol. Ma è anche molto attenta ai giornalisti e a quanto scrivono i giornali.

NOTIZIE E INDISCREZIONI A DOPPIO SENSO
Il più assiduo è Riccardo Sabbatini, che allora scriveva sul Sole24oree oggi lavora all'Ania, la Confindustra delle imprese assicuratrici. Telefona spesso a Mazzarella, chiede notizie (com'è naturale per un giornalista), ma anche gliele dà. Come quando il 1 giugno riporta ciò che ha sentito dagli advisor di Fonsai, o il 9 le riferisce "le indiscrezioni provenienti da Mediobanca dove dicono che potrebbe non esserci l'assemblea di Premafin perché, se le banche non ristrutturano i crediti e non viene approvata l'operazione, non avrebbe senso fare l'assemblea".

Molto apprezzato da Mazzarella è anche Massimo Mucchetti, allora commentatore del Corriere della sera e oggi senatore del Pd. La sintonia tra i due è forte, perché Mucchetti è (legittimamente) favorevole al matrimonio con Unipol e lo scrive chiaramente sul suo giornale. Il 25 giugno, Mazzarella chiama un dirigente di Mediobanca, Stefano Vincenzi, che le detta il numero di cellulare di Mucchetti "e le dice che questa persona domani è a Roma e non ha nulla in contrario a prendersi un caffè con lei. Il contact name è Lorenza" (probabilmente Lorenza Pigozzi, addetta stampa di Mediobanca).

QUEGLI ARTICOLI CHE PREOCCUPANO
Ma c'è anche chi dà invece molte preoccupazioni alla signora dell'Isvap: sono i giornalisti di Repubblica Giovanni Pons e Vittoria Puledda e il cronista del sito Linkiesta Lorenzo Dilena, che nei loro pezzi mettono in rilievo anche gli aspetti critici dell'operazione Fonsai-Unipol. Pons e Puledda raccontano anche quanto dice uno studio di Ernst&Young denominato "Plinio", secondo cui i conti reali di Unipol, che ha la pancia piena di titoli strutturati, sono ben diversi da quelli scritti nei bilanci ufficiali.

Dilena poi pubblicherà "Plinio" integrale sull'Linkiesta. Se sono veri i numeri di "Plinio", la fusione non sarebbe più l'auspicato salvataggio della disastrata Fonsai da parte di un'Unipol in ottima salute, ma sarebbe invece un matrimonio riparatore, in cui si uniscono due debolezze per risolvere i problemi della banca creditrice di entrambe, e cioè Mediobanca. Il 23 giugno, Mazzarella chiama il suo presidente, Giannini, "e gli parla dell'articolo apparso quel giorno su Repubblica . Mazzarella lo giudica vergognoso".

Indica anche chi ritiene essere la fonte interna, che presume spalleggi la proposta Sator-Palladio: è Giovanni Cucinotta, capo di una delle due divisioni della Vigilanza di Isvap (poi spostato). "Mazzarella e Giannini parlano del comportamento infedele e scorretto di una persona che non ha firmato all'ultimo momento... Mazzarella parla dell'apertura di un procedimento disciplinare nei confronti di Cucinotta. Dice che le hanno proposto di parlare con Dilena, ma non ne vale la pena e sta pensando di parlare con Mucchetti".

Parole dure, il 25 giugno, per Salvatore Bragantini, ex consigliere Consob in quel periodo consigliere Fonsai su nomina di Sator-Palladio: "Mazzarella dà del bandito a Bragantini e dello smidollato a Marco Cecchini". Quest'ultimo è l'addetto stampa di Isvap, accusato di "prendere i soldi da noi e lavorare per altri". "Cucinotta è un truffatore" e "un mascalzone".

IL CONTROLLATO E IL CONTROLLORE
Intanto il controllato, è cioè Cimbri di Unipol, chiama il controllore, Mazzarella di Isvap, con cui scambia informazioni, preoccupazioni e documenti ("una comparazione da mandare al consulente... dice che se ha già qualcosa domani gliela porterà sicuramente") e progetta incontri a Roma con lei e con il presidente Giannini.

Qualche mese dopo, l'11 dicembre 2012, Pons e Puledda scriveranno su Repubblica un articolo ("Consob fa le pulci ai conti Unipol") che costerà loro l'apertura di un'inchiesta amministrativa di Consob per aggiotaggio informativo. In realtà è una mossa per ottenere i loro tabulati telefonici, poi effettivamente consegnati alla Consob dalla Procura di Milano, nel tentativo di individuare la fonte dei due cronisti.

 

CARLO CIMBRI jpegALBERTO NAGELMATTEO ARPE Massimo Mucchetti giovanni pons IL QUARTIER GENERALE DI UNIPOL CHE PUNTA AD ASSICURARSI FONSAI GIANCARLO GIANNINI

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