VACANZE A SBAFO CON LIGRESTI - AL TANKA VILLAGE DI VILLASIMIUS, IN SARDEGNA, I PREFETTI BRUNO FERRANTE E ACHILLE SERRA, TABACCI E PISANU - IN CAMBIO? LA SIRENA BLU PER GIRARE AGILMENTE NEL TRAFFICO

Gianluca Paolucci per La Stampa

Si potrebbe incominciare dalle aragoste. «Sì, è vero, ne abbiamo servite a quintali negli anni belli. Non che piacessero particolarmente all'ingegnere, ma Salvatore Ligresti ha sempre trattato i suoi ospiti con grande riguardo». Oppure si potrebbe incominciare dal ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri: «Non è mai stata a dormire al Tanka Village di Villasimius, in Sardegna. Questo lo posso assicurare. È stata ospite ad alcune cene nel resort di Taormina, quando era in carica a Catania. Ma certo non era l'unico prefetto amico della famiglia Ligresti...».

Antonio Cavaletto ha visto l'Italia che conta andare in vacanza. Ha conosciuto Salvatore Ligresti nel 1978. Subito nominato vicedirettore dell'Hotel Planibel di La Thuile, in Val d'Aosta. Non si è più fermato. Alla fine del 2009 è andato in pensione con la qualifica di Direttore generale dei Resort di Atahotels.

Per tre anni è stato nel consiglio d'amministrazione. Sempre presente. «Un fedelissimo», si definisce lui. Perché quando l'ingegnere si muoveva, lui c'era. C'è sempre stato. «Prima di Tangentopoli erano molti i politici che frequentavano la famiglia. Ricordo nitidamente Craxi e Pillitteri, sempre ospiti da noi in montagna. Nel 1992 siamo rimasti soli. Ma poi, a poco a poco, sono tornati...». Antonio Cavaletto non voleva fare questa intervista. Però alla fine si lascia prendere dai ricordi.

Chi sono gli altri prefetti ospiti della famiglia Ligresti?
«Bruno Ferrante è venuto per vent'anni al seguito dell'ingegnere».
Cosa intende per ospite?
«Beh... Diciamo sotto tutti gli aspetti».
A sbafo?
«Qualcuno c'è stato, sì».
Chi altro?
«Il prefetto Achille Serra. Anche quando è entrato in politica, ed è diventato senatore del Pd».
Lui sostiene di aver sempre pagato. È lui quello che l'ex amministratore delegato di Fonsai, Fausto Marchionni, nelle intercettazioni chiama in codice «Sierra Mike»?
«Sì. Lui».

Quello della frase: «Quando gli ho detto che doveva pagare, non è più venuto»?
«Serra era uno dei più pesanti».
Chi altro, ancora?
«Un prefetto morto due anni fa, di cui preferisco non fare il nome».
Ma perché la famiglia Ligresti li ospitava?
«Si conoscono da una vita. Sono amici. Per esempio Serra, era questore di Milano quando è stata rapita la moglie dell'ingegnere. Ha fatto lui le indagini per liberarla. Sono rimasti legati».

I Ligresti ottenevano qualcosa in cambio di tanta generosità?
«Cose minime. La sirena blu per girare agilmente nel traffico di Roma e Firenze».
Qualcos'altro?
«Assolutamente no. Su questo avete montato un gigantesco polverone».
Politici della Seconda Repubblica?
«Ignazio La Russa è un amico vero. L'unico rimasto anche nei momenti bui. È di Paternò come l'ingegnere, ha celebrato il matrimonio della figlia. Lui è sempre stato nostro ospite al Tanka e in Sicilia, come tutta la famiglia La Russa».

Altri politici in vacanza?
«Bruno Tabacci (anche lui sostiene di aver sempre pagato, ndr.) -veniva e andava quando voleva, i suoi figli erano nel consiglio di amministrazione di Fonsai. Anche Beppe Pisanu veniva al Tanka quando si trovava in Sardegna. C'erano cene a cui partecipavano trenta politici».
Chi pagava il conto?
«La stragrande maggioranza, quasi tutti. Per esempio, Gianfranco Fini, un vero signore. Così come Francesco Rutelli o la buonanima di Manganelli, l'ex capo della polizia: hanno sempre pagato».
Ma le aragoste?
«Allora... Se tu sei in pensione al Tanka, paghi il tuo conto regolarmente, e poi ti invitano a una cena con la famiglia Ligresti...».

Aragoste gratis per tutti?
«Non le davamo a trecento persone. Le davamo a qualcuno. E certamente, ai tavoli dell'ingegnere e della sua famiglia c'erano sempre».
L'ingegnere Ligresti pativa gli scrocconi?
«Al contrario. Lui ci sguazzava in queste situazioni. È una cosa pompata. Sproporzionata. Al limite, dovreste approfondire di più chi andava alla Tenuta della Cesarina, a Roma. Troverete da Bertinotti all'estrema destra. Ma non nei villaggi: Salvatore Ligresti è sempre stato amato e odiato. Non tutti erano disposti a farsi vedere in compagnia dell'ingegnere».

Qualcuno, secondo i suoi ricordi, non era poi così in imbarazzo. Piccoli pezzi di Stato avrebbero approfittato di vecchi rapporti. È così?
«Sì. Qualcuno».
Quando ha sentito l'ultima volta Salvatore Ligresti?
«Tre giorni prima dell'arresto. Voleva andare a La Thuile, al Planibel».
Cosa pensa leggendo le cronache quotidiane?
«Credo che state esagerando nell'accanirvi con quel mondo. A molti piaceva farne parte. Certo, ci sono stati degli eccessi. Come quando i figli dell'ingegnere volevano tre elicotteri personali per fare lo stesso percorso. Anche io, da piccolo azionista di Fonsai, ho patito quel genere di cose».

 

Achille Serra foto mezzelani gmt Bruno FerranteALBERTO NAGEL E SALVATORE LIGRESTIPisapia - TabacciSchifani, Bossi, Formigoni, Ligrestigsc 116 sal ligresti al profumoGiuseppe PisanuGiulia Paolo Jonella e Salvatore LigrestiSalvatore Ligresti e Silvio Berlusconi lbc16 salvatore ligresti linda giuva mo amb

Ultimi Dagoreport

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...