leonardo del vecchio

DEL VECCHIO HA UNA PAROLA BUONA PER TUTTI - MENTRE CALTAGIRONE COMPRA QUOTE DI GENERALI, IL PATRON LUXOTTICA LIQUIDA GHIZZONI (''NON CONTA NIENTE''), MARIO GRECO (''LA SOCIETÀ MIGLIORERÀ SENZA DI LUI'') E PURE IL SUO EX DELFINO ANDREA GUERRA (''BASTA COI GENI ESTERNI''). E POI GUFA PURE CAIRO: ''GLI AZIONISTI NON ACCETTERANNO LO SCAMBIO''

1. CALTAGIRONE SALE ANCORA IN GENERALI LA STRETTA SUL LEONE

Michelangelo Borrillo per il “Corriere della Sera”

 

A una manciata di titoli dal 3% di Generali. L’imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone, attraverso la Fincal, è arrivato a circa il 3% della compagnia triestina con acquisti effettuati la scorsa settimana. Secondo un internal dealing , infatti, Caltagirone ha acquistato il 5 e il 7 aprile scorsi 1,25 milioni di azioni Generali, pari allo 0,08% del capitale, per un controvalore di 15,36 milioni di euro.

DEL VECCHIO E LA MOGLIEDEL VECCHIO E LA MOGLIE

 

Questi ultimi due pacchetti (acquistati a prezzi unitari pari a 12,39 e 12,21 euro) sono andati ad aggiungersi al 2,9% dell’ultimo aggiornamento del 1° aprile; così il gruppo Caltagirone si è avvicinato alla quota del secondo azionista Leonardo Del Vecchio (che ha in portafoglio il 3,17%, posizionandosi alle spalle di Mediobanca al 13,2%) e la sensazione è che la quota di Caltagirone sia destinata ad aumentare, almeno al livello del patron di Luxottica.

 

E proprio ieri Del Vecchio si è detto soddisfatto della scelta di Philippe Donnet come nuovo amministratore delegato di Generali. Il patron di Luxottica ha parlato all’uscita da Mediobanca dove si è tenuto un pranzo di lavoro incentrato sulle Generali. Durante l’incontro — a cui ha preso parte l’amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel — Del Vecchio ha avuto modo di confrontarsi proprio con Donnet.

francesco gaetano caltagirone (2)francesco gaetano caltagirone (2)

 

«Sì, ho visto Donnet», ha sottolineato Del Vecchio uscendo da Mediobanca accompagnato da Romolo Bardin, il cfo di Delfin (holding della famiglia Del Vecchio), che entrerà nel cda di Generali che sarà eletto dall’assemblea del prossimo 28 aprile.

 

«Sono contento, non mi piacciono tanto i geni e preferisco la crescita interna». Quanto all’ingresso in cda di Bardin, ciò non significherà che Del Vecchio avrà un ruolo più attivo nella gestione di Generali: «No, no», ha risposto in proposito il patron di Luxottica. «Ci hanno offerto la possibilità di avere un rappresentante in cda e io l’ho accettata».

 

Sulle prime settimane in Generali si è soffermato anche Donnet: «Sono stati giorni impegnativi, ma sono molto contento, è una bellissima società». Donnet intende restare nel consiglio di sorveglianza di Vivendi: «Devo valutare la compatibilità in termini di carico di lavoro con il ruolo di amministratore delegato di Generali. Se è compatibile — ha spiegato — rimango».

 

@MicBorrillo

 

 

2. DEL VECCHIO: «GENERALI MIGLIORERÀ SENZA GRECO»

philippe donnet generaliphilippe donnet generali

Camilla Conti per ''il Giornale''

 

Leonardo Del Vecchio contro tutti. Intercettato dalle agenzie di stampa in centro a Milano, poco prima di salire ai piani alti di Mediobanca, il patron di Luxottica ha mandato a stendere l'ex ad delle Generali Mario Greco e ha inviato un nuovo messaggio al timoniere di Unicredit, Federico Ghizzoni. Poi ha «gufato» sulla scalata di Urbano Cairo a Rcs. E infine ha assicurato che in casa sua non entreranno più «geni esterni» (facendo fischiare le orecchie all'ex delfino, Andrea Guerra).

MARIO GRECO GENERALI MARIO GRECO GENERALI

 

La giornata milanese del fondatore del colosso dell'occhialeria di Agordo era dedicata all'incontro di quasi tre ore a tema Generali che si è tenuto nella sede di Mediobanca. Del Vecchio, azionista del Leone con circa il 3,1% del capitale (alle spalle della stessa Mediobanca che ha il 13,2%), è arrivato in piazzetta Cuccia dopo mezzogiorno accompagnato da Romolo Bardin, il direttore finanziario della holding Delfin, che dopo l'assemblea del 28 aprile entrerà in sua rappresentanza nel cda della compagnia triestina.

 

In sede era già presente Philippe Donnet, da qualche settimana amministratore delegato del Leone in sostituzione di Mario Greco, oltre all'ad di Mediobanca, Alberto Nagel. «Sono contento della nomina di Donnet. Vedrete che adesso Generali andrà bene», ha commentato l'imprenditore. Sottolineando di preferire «la crescita interna, non mi piacciono tanto i genii esterni». Insomma, due messaggi in uno: senza Greco il Leone graffierà di più e senza manager esterni (come Guerra) anche Luxottica.

galateri mario greco alberto minaligalateri mario greco alberto minali

 

Una frecciata tira l'altra, perché incalzato dai cronisti Del Vecchio ha commentato anche la strategia del vertice di Unicredit (di cui possiede una quota sotto al 2%): «il titolo della banca è salito del 15% in due giorni» ma «Ghizzoni non conta niente. Conta il fatto che le banche, per fortuna, hanno fatto questo accordo (il fondo allo studio del governo, ndr) che praticamente risolve i problemi degli istituti che possono fallire e far perdere soldi alla povera gente e ai risparmiatori».

 

federico ghizzonifederico ghizzoni

Su un possibile cambio al vertice dell'istituto di piazza Gae Aulenti il patron di Luxottica ha risposto: «Io non sono per troppi cambiamenti, resta sempre la domanda» su cosa farebbe un eventuale successore. La domanda che ci facciamo adesso poi dovremmo rifarcela domani», ha detto Del Vecchio. Che lo scorso 8 febbraio, in un'intervista, aveva auspicato una discontinuità al timone della banca che «ha bisogno di cambiamenti radicali». Quanto all'offerta di Cairo su Rcs, «Non so, non mi convince. Non credo che gli azionisti attuali accettino questo scambio», ha commentato.

 

Infine, Luxottica: tra i progetti allo studio della multinazionale degli occhiali c'è l'ampliamento del sito di Sedico, in provincia di Belluno da terminare in agosto, ha detto Del Vecchio, «e poi inizieremo a settembre. Quando sarà finito assumeremo ancora, penso 400-500 persone».

urbano cairo la7 urbano cairo la7

 

Ultimi Dagoreport

meloni salvini giorgetti orcel giuseppe castagna hugues brasseur bpm

DAGOREPORT - COME SI DICE BANCO BPM IN FRANCESE? - SIETE PRONTI AL LANCIO DI RISO E CONFETTI? IL COLOSSO CRÉDIT AGRICOLE SI PREPARA A CONVOLARE A NOZZE CON LA BANCA CARA ALLA LEGA – IN BARBA AL SOVRANISMO SBANDIERATO DA SALVINI & GIORGETTI (L’OPS DI UNICREDIT FU LIQUIDATA A COLPI DI GOLDEN POWER PERCHÉ… “BANCA STRANIERA”), PER PORTARSI A CASA IL TERZO GRUPPO BANCARIO ITALIANO, I FRANCESI NON HANNO NEMMENO BISOGNO DI APRIRE IL PORTAFOGLI E IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA: CON UN PROGETTO DI “FUSIONE AMICHEVOLE” TRA BPM E CREDIT AGRICOLE ITALIA, LA BANCA GUIDATA (SI FA PER DIRE) DA GIUSEPPE CASTAGNA SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI: BASTA FA CREDERE CHE SIA BANCO BPM AD ACQUISIRE LA CONTROLLATA FRANCESE IN ITALIA ...

salvini ferrovie inchingolo strisciuglio trifone altieri

DAGOREPORT – ALBERTO DA GIUSSANO ALLE CIME DI RAPA: LA LEGA HA SBIANCHETTATO IL “SALVINI PREMIER” DAL SIMBOLO, MA IL CARROCCIO È RIMASTO ORIENTATO AL SUD! A CONFERMA DELL'ALTA ATTENZIONE DEL SEGRETARIO PER IL MEZZOGIORNO, BASTA DARE UN’OCCHIATA ALLE NOMINE – A FARLA DA PADRONE NELLA SPARTIZIONE DEGLI INCARICHI È LA COMPONENTE PUGLIESE: DA TRIFONE ALTIERI A STRISCIUGLIO - E AL NORD MUGUGNANO: SE CONTINUA COSÌ, SALVINI DOVRA' SPOSTARE LA SEDE DELLA LEGA DA VIA BELLERIO ALLA TRAFFICATA VIA SPARANO DI BARI… - VIDEO

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...