berlusconi bollore

LA VERITÀ CHE NESSUNO SCRIVE SU TELECOM - VIVENDI VUOLE MONETIZZARE L’INVESTIMENTO E USCIRE - BERLUSCONI VUOLE VENDERE MEDIASET E BOLLORÈ VUOLE COMPRARLA (INSIEME ALLA SUA MEGA-TORTA PUBBLICITARIA) - IL PD VUOLE L'ACCORDO POLITICO CON BERLUSCONI - OGGI L'AVVOCATO DEI FRANCESI, IL FINE GIURISTA SABINO CASSESE FINALMENTE LO DICE BENE: TROVIAMO L'ACCORDO, ALTRE STRADE NON ESISTONO, QUINDI CACCIATE LA PECUNIA E TUTTI SARANNO FELICI E CONTENTI! 

1. INTERFAX PER DAGOSPIA: L'UNICA TRATTATIVA È SULLA PECUNIA

BOLLORE BERLUSCONIBOLLORE BERLUSCONI

Lo abbiamo scritto più volte nelle scorse settimane, in tutte le salse, con molti particolari, con tutte le spiegazioni tecniche, finanziarie, politiche, industriali, biologiche (rileggetevi bene le precedenti puntate su Dagospia del 18, 20 e 21 Agosto). Cerchiamo oggi solo di riepilogare la questione.

 

Lo sanno tutti, i contendenti in campo, i governi italiani e francesi, gli esperti di diritto amministrativo e di trattati internazionali (oltre a Zoppini, li' per caso..), Bollore', Gentiloni, Berlusconi, eccetera eccetera, ma nessuno lo dice e nessun giornalista nemmeno lo scrive, cioè che:

 

1) i francesi di Vivendi vogliono monetizzare il loro investimento in Telecom Italia, vogliono guadagnare e uscire. Stop! 

DE PUYFONTAINE BOLLOREDE PUYFONTAINE BOLLORE

 

2) Berlusconi vuole accordarsi con Bollore' per disegnare la successione industriale di Mediaset (i figli sono uno più inadeguato dell'altro e la biologia è contro la sua età) a un prezzo più che soddisfacente e in un modo "esteticamente" gradito sia al sistema politico che al grande pubblico (leggesi Forza Italia in avvicinamento alle elezioni politiche);

 

alberto nagel vincent bollorealberto nagel vincent bollore

3) Bollorè vuole comprare Mediaset (insieme alla sua mega-torta monopolista pubblicitaria) che era e rimane la sua vera principale preda sul mercato italiano (Telecom Italia invece se l'è trovata a seguito dell'accordo con Telefonica); 

 

4) Bollore' e Berlusconi vogliono la tregua/pace/patto col Governo (presente e futuro, qualunque esso sia) per siglare il loro affare (noi lo abbiamo definito "Patto Doppio" e/o "Doppio Piatto");

 

5) il Governo deve salvare la faccia: troppe mancanze (nell'era Renzi e anche prima) sul fronte della difesa della "italianità", troppi cedimenti al mondo francese ( siamo la colonia sud-europea nelle mani del neo-colonialismo francese). Quindi, spada sguainata della "Golden Power" e tricolore al vento per la difesa pubblica della rete (o reti) di proprietà Telecom Italia, per farla comprare allo Stato (vedi Cassa Dep e Prestiti).

 

6) Il Governo Gentiloni vuole l'accordo politico con Berlusconi sia per la sua durata naturale che in preparazione del prossimo Governo PD-Berlusconi post elezioni politiche del 2018.

 

Ecco, tutto questo lo sanno tutti, giornalisti compresi ma evitano di scriverlo girandoci attorno.

 

vincent bollore dal financial timesvincent bollore dal financial times

Ma oggi l'avvocato difensore dei francesi di Vivendi, il fine giurista Sabino Cassese finalmente lo dice bene se pur dietro le affermazioni giuridiche e soprattutto con le parole "non dette" nella sua intervista sul Corriere della Sera.

 

Cassese afferma cioè che tutti sappiamo quale è la situazione sostanziale e giuridica della questione in oggetto. Esistono trattati internazionali sul libero scambio e sul libero mercato che tutelano gli investimenti esteri come quelli dei francesi in Telecom Italia; recitiamo pure tutte le nostre parti in commedia ma alla fine dobbiamo chiuderla qui e in fretta; troviamo l'accordo perché altre strade non esistono, quindi cacciate la pecunia e tutti saranno felici e contenti! A parte quei poveri azionisti di Telecom Italia. Ciaoooone a tutti!

 

2. CASSESE: «TIM-VIVENDI E IL GOLDEN POWER? ATTENZIONE AI NUOVI NAZIONALISMI»

Paola Pica per Corriere.it

 

sabino cassese sabino cassese

Professor Cassese, nel governo sembra rafforzarsi la convinzione che i francesi di Vivendi esercitino il controllo su Tim-Telecom. Questo rende più probabile l’applicazione del golden power...

«I poteri speciali che lo Stato si è dato per impedire eventuali cosiddette “scorrerie” di imprese di altri Paesi, un insieme di poteri derogatori, possono essere usati entro limiti precisi, perché in possibile contrasto sia con principi dell’Organizzazione mondiale del commercio, sia con quelli dell’Unione Europea. Questo ci interessa anche perché, se usiamo mezzi di ritorsione nei confronti di imprese straniere, dobbiamo aspettarci ritorsioni di altri Paesi, con gravi danni per le nostre imprese che operano all’estero, e specialmente in Europa, gestendo o partecipando al capitale di imprese di gestione di reti, come Enel, Eni, Autostrade».

 

Resta il fatto che Tim potrebbe venir sanzionata per la mancata notifica sul controllo...

«Le norme prevedono che la notifica debba essere fatta se la società che detiene “attivi” strategici nel settore delle telecomunicazioni decidesse di venderli o disporne con operazioni societarie. Questo non è avvenuto».

sabino cassese sabino cassese

 

Quali sono i punti cardine del parere che ha scritto con il collega giurista Andrea Zoppini?

«Primo: né la presa d’atto da parte di Tim dell’avvio della “direzione e coordinamento” da parte di Vivendi, né l’attribuzione di deleghe agli amministratori fanno sorgere per Tim l’obbligo di notifica al governo previsto dalla legge: quelli sono atti interni. Vivendi aveva il 24 per cento del capitale di Tim fin dal marzo 2016 e continua avere tale percentuale del capitale (Anzi, ne ha ora una percentuale inferiore). È questo che conta. Secondo: eventuali mutamenti nel controllo, in base al codice civile o al Testo unico della finanza, rilevano solo se l’acquisto della partecipazione che conferisce tale controllo è operato da un soggetto esterno all’Unione Europea. Terzo: quanto al tema della sicurezza nazionale, per la rete Telecom non vi sono i presupposti previsti dalla legge».

MAGGIO SARKOZY E FAMIGLIA DOPO LA VITTORIA TRASCORRONO TRE GIORNI DI VACANZA SULLO YACHT DELLAMICO BOLLORE MAGGIO SARKOZY E FAMIGLIA DOPO LA VITTORIA TRASCORRONO TRE GIORNI DI VACANZA SULLO YACHT DELLAMICO BOLLORE

 

La direzione e coordinamento della società non comporta nella sostanza un’assunzione di responsabilità assimilabile se non superiore a quella derivante dal possesso di una quota azionaria di maggioranza?

«La disciplina della “direzione e coordinamento”, prevista dal codice civile, costituisce una regola dell’assetto interno, che mira ad assicurare la trasparenza sul mercato e che tutela la società e i suoi azionisti, in particolare quelli di minoranza. Ma nulla si modifica quanto al controllo assembleare e alla responsabilità esclusiva del consiglio di valutare e gestire la società».

 

Si può opporre il golden power a un soggetto comunitario?

«Bisogna distinguere. I poteri speciali possono essere usati in due ipotesi: per la difesa e la sicurezza nazionale, ma solo se il rischio è effettivo, e per i settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni. Non possiamo far parte dell’Unione, accettando le libertà di circolazione delle imprese e dei capitali, e poi sottrarci alle regole dell’Unione quando ci potrebbe far comodo».

 

Quando sono applicabili le norme a tutela della sicurezza nazionale?

«Si può lamentare un attacco alla sicurezza nazionale solo se il rischio è effettivo e concreto, non quando è astratto o ipotetico. I poteri speciali non sono applicabili alla rete delle telecomunicazioni di Tim»

 

Come valuta complessivamente la situazione?

FIORINA CAPOZZI - VINCENT BOLLORE IL RE DEI MEDIAFIORINA CAPOZZI - VINCENT BOLLORE IL RE DEI MEDIA

«Ritengo pericolosi gli arroccamenti nazionalistici, specialmente se sono ispirati dall’intento di operare ritorsioni. Vedo con preoccupazione riaffiorare, accanto ai motivi colbertisti, idee di tipo statalistico: riportiamo sotto il controllo statale la rete di telecomunicazioni oppure sue parti, semmai in nome dell’interesse per la sicurezza. Mi chiedo che senso abbia questo neo-nazionalismo, quando poi tutti i giorni diciamo che dobbiamo gestire in comune con l’Unione le frontiere esterne, che la Guardia costiera deve essere multinazionale, che dobbiamo mettere in comune le informazioni dei servizi segreti contro il terrorismo, che dobbiamo intensificare la nostra partecipazione nella Nato e nell’Europol (le ricordo che quest’ultimo ha ben mille addetti). Non vede anche lei la contraddizione? »

 

Insomma, lei pensa che con quello che lei chiama arroccamento nazionalistico violiamo i trattati europei?

«Lei pensa che il Wyoming possa impedire a un’impresa del Massachusetts di acquisire la direzione e il coordinamento di un’impresa localizzata nel Wyoming? Perché diciamo tutti i giorni che l’Unione Europea ha come modello gli Stati Uniti e poi mettiamo in dubbio le premesse economiche della costituzione di un mercato unico?»

 

Ma al di là delle questioni giuridiche, non crede che lo stile dei nuovi soci francesi avrebbe dovuto essere più attento?

TARAK BEN AMMAR BOLLORe? PADRE E FIGLIATARAK BEN AMMAR BOLLORe? PADRE E FIGLIA

«Sia loro, sia noi dobbiamo rispettare il diritto nazionale, conforme ai principi europei. Il nostro diritto non prevede obbligo di notifica all’atto dell’avvio della “direzione e coordinamento”. E non dimentichiamo che in Italia gestiscono reti altri tre operatori di telecomunicazioni stranieri».

 

Ultimi Dagoreport

donald trump va in pezzi

DAGOREPORT - COSA HA SPINTO TRUMP AD “ANNULLARE” LA PARTECIPAZIONE DEL SUO VICE PRESIDENTE JD VANCE ALLA CONFERENZA SULLA SICUREZZA, MANDANDO A MONACO IL MASSIMO AVVERSARIO DEL MOVIMENTO MAGA, IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO, “COLOMBA” DEI REPUBBLICANI? - I FATTI E I FATTACCI INANELLATI DURANTE L’ULTIMO ANNO DAL TRUMPISMO SONO ARRIVATI AL PETTINE. DAL DAZISMO GLOBALE CHE HA TRAFITTO LE TASCHE DEI CONSUMATORI AMERICANI AL PIANO DI DEPORTARE I PALESTINESI TRASFORMANDO GAZA IN UN “RESORT”, DAL DELIRIO DI COMPRARE LA GROENLANDIA AL PESTAGGIO DEL PRESIDENTE UCRAINO ZELENSKY, DALLE TRATTATIVE-FARSA CON PUTIN ALLA ROTTURA CON LA GRAN BRETAGNA, DALL'UNIONE EUROPEA "SCROCCONA" E ''PARASSITA'' ALLA SEPOLTURA DELLA NATO E DELL'ONU, GLI STATI UNITI INCOMINCIANO AD ESSERE PERCEPITI COME LA PRINCIPALE MINACCIA ALL'ORDINE GLOBALE, BEN PRIMA DELLA CINA – A NOVEMBRE LE ELEZIONI DI MIDTERM PREVEDONO TEMPI CUPI PER TRUMP…

alberto arbasino fratelli d italia moravia bassani agosti

DAGOREPORT ARBASINIANO – A PROPOSITO DELL’EGEMONIA CULTURALE DELLA SINISTRA: COME FU MASSACRATO NEL 1963 IL CAPOLAVORO DI ALBERTO ARBASINO, “FRATELLI D’ITALIA” (ORA RIPUBBLICATO CON BELLA POSTFAZIONE DI GIOVANNI AGOSTI) – PER FARLO A PEZZI BASTÒ ALLA MAFIETTA DEI MORAVIA, VITTORINI, MONTALE, LEGGERE QUESTE RIGHE: “LA PENNA SINISTRA VIENE USATA PER PROTESTARE CONTRO GLI STESSI PADRONI DEL VAPORE CHE LA PENNA DESTRA STA BENE ATTENTA A NON DISTURBARE COLLABORANDO IN TUTTA APOLITICITÀ AI LORO FOGLI BENPENSANTI” – UN SISTEMA DI POTERE CHE SOPRAVVIVE IN UNIVERSITÀ, CASE EDITRICI, GIORNALI, SI STRINGE A COORTE CON CONTROFIGURE WOKE EMULI DI MURGIA: I VERONESI, I GENOVESI, I GIORDANO, I LAGIOIA, LE CHIARA VALERIO, LE CHIARA GAMBERALE…

beatrice venezi andrea ruggieri nicola porro

DAGOREPORT – SUL CASO BEATRICE VENEZI, NESSUNO ERA ANCORA SCESO ALLE PROFONDITÀ DI BECERA VOLGARITÀ E IGNORANZA RAGGIUNTI DAL PARRUCCHINATO ANDREA RUGGIERI. IN UN VIDEO INCREDIBILE, A UNA MANIFESTAZIONE DI QUELL’ALTRO MAÎTRE-À-PENSER DI NICOLA PORRO, RUGGIERI PRESENTA UNA “LECTIO MAGISTRALIS” DI VENEZI INFORMANDO CHE È “ACCLAMATA IN TUTTO IL MONDO COME UN FENOMENO”. PER LA VERITÀ, QUALSIASI GIORNALE STRANIERO CHE SI SIA OCCUPATO DELLE SUE DISAVVENTURE VENEZIANE HA SCRITTO ESATTAMENTE L’OPPOSTO. MA, “IN QUESTA NAZIONE DI CAGACAZZI”, SECONDO IL RAFFINATISSIMO RUGGIERI, “BEATRICE VENEZI È UNA FIGA BESTIALE” - DI PIÙ INDECENTE DI QUESTO SPROLOQUIO C’È SOLTANTO CHE SUBITO DOPO, SALGA SUL PALCO AD ABBRACCIARNE L’AUTORE LA DIRETTA INTERESSATA. EVIDENTEMENTE, VENEZI È D’ACCORDO SUL FATTO CHE I PROFESSORI, CHE VORREBBE A TUTTI I COSTI DIRIGERE, SIANO “QUATTRO PIPPE”. CI SI CHIEDE ALLORA PERCHÉ ABBIA MOSSO MARI E MONTI PER OTTENERE QUEL PODIO – VIDEO

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO