MENO VITA IN UNICREDIT – COL RINNOVO DEI VERTICI DEL 2015, IL PRESIDENTE GIUSEPPE VITA LASCERA’ LA POLTRONA. PER LA QUALE SI SCALDA GIA’ MONTEPREZZEMOLO, ANSIOSO DI RICONQUISTARE UN POSTO AL SOLE

Carlotta Scozzari per Dagospia

Dall'anno prossimo ci sarà un meno Vita in Unicredit. Secondo quanto risulta a Dagospia, il presidente della prima banca italiana per attivi, Giuseppe Vita, classe 1935 e scelto nell'aprile del 2012 per sostituire Dieter Rampl, non dovrebbe essere riconfermato in occasione del rinnovo del consiglio di amministrazione della primavera del 2015 per cui sono da poco partiti i giochi. Vita sembra abbia perso l'appoggio dell'ala tedesca dell'azionariato, rappresentata da Allianz, che ha in mano il 2,185% dell'istituto di credito di Piazza Gae Aulenti (ex Piazza Cordusio) e che sembra rimproverargli una presidenza "seduta" e poco incisiva.

Tuttavia, la fazione tedesca, potente nella seconda metà degli Duemila fin dai tempi dell'acquisizione di Hvb nel 2005, conta ormai sempre meno in Unicredit. Al punto che non si esclude che la presidenza, proprio dal 2015, possa divenire espressione di un'altra ala dell'azionariato. Magari, si dice, degli arabi di Aabar, primi soci singoli della banca con una partecipazione del 5,089 per cento.

E poiché l'uomo di riferimento di Aabar in Italia è Luca Cordero di Montezemolo, al momento già vicepresidente della banca, qualcuno ipotizza che possa essere proprio lui a occupare il posto di Vita. Del resto, per Monteprezzemolo, classe 1947 e presidente della Ferrari, sarebbe un modo per riconquistare una poltrona importante nel mondo della finanza italiana in un momento in cui i problemi di Ntv, il concorrente di Ferrovie dello Stato nell'alta velocità partecipato da Luchino e dall'amico Dieguito Della Valle, hanno un po' oscurato la sua stella. Per non parlare dello scarso successo ottenuto con la discesa nell'arena politica.

Molto più blindata rispetto a quella di Vita sarebbe invece la poltrona dell'amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, scelto all'interno del gruppo nel settembre del 2010 dopo la tumultuosa uscita di scena di Alessandro Profumo. Per quanto Ghizzoni in questi anni non abbia certo brillato per intraprendenza, le Fondazioni (Cariverona, Crt e Carimonte in primis) e i soci industriali (le famiglie Del Vecchio, Caltagirone e Maramotti, mentre Della Valle avrebbe ormai azzerato la piccola quota rilevata con l'aumento di capitale di inizio 2012) gli riconoscono di essere stato in grado, a differenza di altri suoi colleghi, di condurre la nave anche nei momenti di tempesta. E il buon rapporto con il consigliere espressione dei soci tedeschi, Manfred Bischoff, potrebbe consentire a Ghizzoni di assicurarsi anche il sostegno, al momento per nulla scontato, dell'ala teutonica dell'azionariato.

E mentre i giochi per il rinnovo delle cariche di Unicredit del 2015 sono ormai aperti, una certezza va delineandosi: il consiglio di amministrazione, anche in scia al pressing di Bankitalia, che spinge più che mai per un taglio nei posti nei board, subirà una netta revisione dei componenti, ora pari a 19 unità.

 

giuseppe vita GIUSEPPE VITA FAMIGLIA GHIZZONI LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO francesco gaetano caltagirone con il figlio francesco junior DEL VECCHIO

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