UN SONNIFERO CHIAMATO SANREMO! ANCHE LA SECONDA SERATA E’ UNA SBOBBA INDIGERIBILE – CARLO CONTI SPARA SULLA CROCE ROSSA E PERCULA PETRECCA (“DOVE SIAMO, AL TEATRO OLIMPICO?”), QUELLA SVALVOLONA DI ELETTRA LAMBORGHINI IN NUDE LOOK (SEGUE DIBATTITO: PORTERÀ GLI SLIP?) FA UN APPELLO PERCHÉ IN ALBERGO FINISCANO “I FESTINI BILATERALI”. CHE VORRÀ DIRE? - PILAR FOGLIATI RIPROPONE I DIALETTI ROMANI (A SANREMO? MA CHI LA CAPISCE?), ACHILLE LAURO COMMUOVE L’ARISTON CON L'OMAGGIO ALLE VITTIME DI CRANS MONTANA (E MANDA IN TILT LA CAMPIONESSA OLIMPICA LISA VITTOZZI) - LA FRETTA DI CONTI DI CHIUDERE IN TEMPO ANESTETIZZA PURE LILLO (CHE E' L'UNICO CHE PORTA UN PO' DI BRIO), LO SPETTACOLO RESTA IL GRANDE ASSENTE - POLEMICHE PER L’OMAGGIO A ORNELLA VANONI CHE FINISCE A UN ORARIO PER VAMPIRI – LA CLASSIFICA: ANCORA BENE FEDEZ E MASINI – VIDEO
I 5 PIÙ VOTATI DELLA SERATA DI IERI SONO TOMMASO PARADISO, LDA & AKA 7EVEN, NAYT, FEDEZ E MASINI, ERMAL META
Silvia Fumarola per repubblica.it
No, non è stata buona la prima. Ma Carlo Conti non guarda i numeri: «Grazie per l'affetto dimostrato non solo per noi, ma per l'istituzione di Sanremo» dice al pubblico. La seconda serata parte dalla gara delle Nuove proposte.
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L'Ariston esplode, c'è vita su Marte, con Achille Lauro. Urla da stadio. «Quindi non sono stato un incosciente anziano a chiamare Achille a co-condurre», scherza Conti. Completo bianco, gilet chiuso da un gran fiocco, umile collana di rubini alla Liz Taylor, viene invocato dal pubblico in galleria: «Carlo, Lauro, venite su!». Pausini: «E io?». «È stato un anno bellissimo», dice il cantante «dopo Incoscienti giovani è successa una magia: gli stadi, la fondazione e oggi anche questo. È successo, è tutto vero».
È la sua serata: il duetto con Pausini sulle note di 16 marzo, poi il momento più emozionante, quando — in omaggio ai ragazzi di Crans-Montana — interpreta Perdutamente.
Era previsto che cantasse Incoscienti giovani ma, dopo la tragedia, con Conti hascelto la canzone con cui la mamma ha dato l'ultimo saluto al figlio, Achille Barosi. Quel coro sulle note di Perdutamente, il brano preferito dal ragazzo, davanti alla bara, aveva commosso l'Italia. E ora,
all'Ariston, con la soprano Valentina Gargano e un coro di 28 elementi, Lauro canta il brano che diventa un inno alla vita. Emoziona e commuove, il pubblico è in piedi: «Ci tengo a dire una cosa importante» spiega, «la musica ha il compito di accompagnarci nella vita, credo che se questa cosa può aver confortato anche solo una persona, per noi è stato un dovere».
Insieme a Lillo, che strappa applausi con le sue lezioni di ballo, e a Pilar Fogliati, Lauro è il complice di Conti e Pausini. Patty Pravo apre la gara: «Benvenuta divina» le dice Pausini. Fogliati, famosa per la sua galleria di ragazze (portate al cinema nel film Romantiche), gioca con l'aristocratica super snob Uvetta Budini di Raso: «Pazzesco, siete bellissimi, la fate ogni anno questa cosa? È il vostro lavoro? Percepite del denaro? Le persone che lavorano sono super fortunate, sanno cosa fare tutti i giorni. Io ho lavorato con il vetro di Burano, facevo le boccette monogoccia». Attimo di perplessità in platea, poi il pubblico applaude. Lillo è Lillo: «Meglio fare tante cose male che una bene» esordisce, dopo aver sceso le scale a passo di moonwalk.
Si avvera anche il sogno del Coro dell'Anffas, l'Associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, che interpreta Si può dare di più di Morandi-Ruggeri-Tozzi.
Si unisce al coro Pausini. «Posso solo dire una cosa, alla faccia di tutti i leoni da tastiera: questa sera c'è Laura con noi», dice il loro leader Simi. Sul palco le campionesse olimpiche Francesca Lollobrigida (due ori nel pattinaggio di velocità) e Lisa Vittozzi (primo oro nel biathlon), che chiede di conoscere Achille Lauro. Con loro gli atleti paralimpici che gareggeranno tra pochi giorni. Il resto è gara con Levante applauditissima
Elettra Lamborghini in nude look — dibattito: porterà gli slip? — che fa un appello perché in albergo finiscano «i festini bilaterali». Che vorrà dire? Ermal Meta, dopo aver cantato Stella stellina, ninna nanna per una piccola vittima di Gaza, ricorda che «i bambini dovrebbero fare rumore, non silenzio». "Niscemi R-Esiste" è scritto sullo striscione in galleria, Conti si avvicina: «Niscemi esiste e deve resistere». Standing ovation per il premio alla carriera a Fausto Leali, Camilla Ardenzi ricorda la nonna Ornella Vanoni interpretando L'eternità. I cinque cantanti più votati dalla sala stampa radio e dal televoto sono Tommaso Paradiso, Lda e Aka 7even, Nayt, Fedez e Masini, Ermal Meta.
NELLA RAI OLD STYLE L'IMPERATIVO È ANESTETIZZARE
Antonio Dipollina per repubblica - Estratti
Troncare, sopire, anestetizzare. È un metodo antico ma, ci fossero stati dei dubbi, alla vigilia Carlo Conti si è tolto anche lo sfizio di aggiungere quell'auto-definizione: sono cristiano e democratico. Chi si stupisce dell'avvio, soporifero a detta di quasi tutti, ha dimenticato quelle premesse e soprattutto ripone ancora speranze incontenibili nel baraccone musicale in questione, che anche in seconda serata mantiene il suo profilo da fiume tranquillo – Lillo che scende le scale ballando Happy diventa pressoché una botta di vita.
Il punto è che si è ancora sotto l'effetto degli anni di Amadeus, nei quali si era trovato un equilibrio tra proposte nuove di una certa rilevanza, scelte con convinzione e sostenute con slancio: e presenze festivaliere vecchio stile, anche in gara, in grado di rassicurare il – soverchiante - pubblico di una certa età. (...)
Il gioco aveva retto lo scorso anno, perché era anche il festival post-trauma dell'improvvida fuga di Amadeus: e del rientro di Carlo Conti come una sorta di capo della Protezione civile, per salvare il baraccone, intorno al quale stringersi a coorte. Stavolta si è fatto tutto più difficile.
L'equilibrio di cui sopra, impossibile da ritrovare. I giovani in gara, saldamente in mano a produttori che forse la sanno lunga ma nessuno all'esterno li capisce, allestiscono anche una sfilata di rapper che invece cantano, o viceversa. I big anziani nessuno li vuole più, Patty Pravo gioca un campionato a parte, quelli di generazione intermedia (ottimi recuperi, da Renga a Raf etc.) vanno a comporre un festival appunto intermedio.
Il livello delle polemiche pre-sanremesi è poi finito rasoterra subito, caso Pucci in primis. Lì, Carlo Conti ha l'aria di aver deciso di portare a casa un risultato purchessia, ribadendo che questo Sanremo sarebbe stato il suo ultimo e giocandoselo da esecutore inappuntabile, prima di dileguarsi nella notte un minuto dopo la finale di sabato.
La tattica, a quel punto, prevede l'anestesia: essere corretti oltre ogni limite, non alimentare scintille, raschiare il barile dell'esistente e degli ospiti e co-conduttori possibili, accettare una valanga di canzoni tentando di scegliere le meno peggio. Ovvio che si parte e gli ascolti subiscano una notevole mazzata, come da previsione generale e dello stesso Conti, tra le righe della vigilia. Ma sabato in fondo arriva presto – e in mezzo c'è la serata cover di venerdì che, forse, restituirà buonumore a tutti.
E la formula magica di Amadeus? L'ha cancellata lo stesso Ama: che ci può fare l'anestesista Carlo abituato in stagione a produrre programmi del tutto lineari old-style? Unica controdeduzione: un Fiorello, ovviamente, salverebbe tutto. Ma quello stava nella formula magica precedente, anzi ne era l'ingrediente principe.








