bollore berlusconi

VIVENDI IN GUERRA CON FININVEST, MA CATTANEO (TELECOM, CONTROLLATA DA BOLLORE’) DIALOGA CON MEDIASET PER PORTARE IL CALCIO SU TIM VISION – BATTAGLIA LEGALE SUI DIRITTI DI VOTO IN ASSEMBLEA SENZA ESCLUSIONE DI COLPI

 

Sara Bennewitz per Affari&Finanza – la Repubblica

 

BOLLORE BERLUSCONIBOLLORE BERLUSCONI

Datemi una rete e la riempirò di contenuti. Con questo mantra in mente Vivendi prima ha conquistato la maggioranza relativa di Telecom Italia e poi ha siglato un' alleanza strategica - finita male con Mediaset.

 

Fatto sta, che in attesa che l' AgCom sciolga i dubbi su come il colosso de contenuti d' Oltralpe possa essere il primo azionista del leader italiano della telefonia, e il secondo socio della prima tv commerciale tricolore, Telecom e Mediaset sono legate obtorto collo dal bisogno di fare business insieme per contrastare una concorrenza accerchiante: quella di Sky sulla pay tv e sullo sport (soprattutto ora che il colosso che fa capo a Rupert Murdoch ha stretto accordi con Vodafone), quella di Enel Open Fiber sulla rete fissa, quella dei francesi di Free sul mobile, e così via.

FLAVIO CATTANEOFLAVIO CATTANEO

 

Paradossalmente Mediaset è messa meglio di Telecom, perché la competizione è sempre stata nel dna del gruppo di Cologno, ma per la società guidata da Flavio Cattaneo è tempo di fare squadra per non farsi mettere all' angolo dai rivali. E così Cattaneo, a dispetto del fatto che Vivendi e Fininvest si scontrino per le vie legali, tratta con Pier Silvio Berlusconi nuovi accordi commerciali tra Tim Vision e Mediaset Premium. Sia per evitare cause sui minimi garantiti (che Telecom non ha onorato a Cologno) sia per aggiudicarsi esclusive sul calcio che è l' unico sport per cui gli italiani sono disposti a pagare.

 

piersilvio berlusconipiersilvio berlusconi

Cattaneo poi si difende come può sulla rete fissa facendo accordi con Fastweb per la fibra, e sulle aree bianche con un socio finanziario da scegliere insieme a Rothschild. Intanto le assemblee di Telecom da una parte (4 maggio) e di Mediaset (che ha spostato l' assise più lontano possibile, cioè il 28 giugno), si preannunciano calde e decisive anche per capire gli assetti futuri dei rapporti tra Vincent Bolloré e la famiglia Berlusconi.

 

Telecom insieme al bilancio dovrà approvare il rinnovo del cda, e quanto Vivendi influenzerà la governance futura del gruppo sarà uno dei fattori che l' Agcom valuterà a i fini della sua decisione. I legali di Vivendi di fronte all' Autorità hanno sostenuto di non controllare né Telecom né Mediaset, mentre in settimana il collegio di sindacale di Telecom ai fini delle parti correlate ha detto esattamente il contrario.

vincent bollore vincent bollore

 

Per i sindaci Vivendi controlla Telecom, pertanto ogni volta che il gruppo di tlc sigla un contratto con la Universal Music, ma anche con Havas (l' agenzia pubblicitaria che fa capo direttamente a Vincent Bollorè) il cda del gruppo telefonico deve attivare la procedura rafforzata delle parti correlate per evitare che gli amici degli azionisti, ricevano un trattamento di favore. Il cda di Telecom, invece, ha votato contro la proposta dei sindaci, ma guarda caso si sarebbero astenuti solo due su tre dei consiglieri espressi dalla lista di Assogestioni.

mediaset vivendi 3mediaset vivendi 3

 

L' assemblea di Cologno prevede invece oltre il bilancio, l' elezione del collegio sindacale ma non è escluso che altre tematiche vengano messe all' ordine del giorno, sia da parte di Vivendi, sia da parte di Fininvest. Anzi Pier Silvio Berlusconi ha lasciato capire che, come successo con Mondadori, dove verrà chiesto ai soci di votare l' introduzione del voto multiplo, anche per il gruppo televisivo questa strada potrebbe «dare stabilità » all' azionariato.

 

Solo che se Fininvest ha il 53% di Mondadori, ha appena il 40% di Mediaset, pertanto se superasse il 50% dovrebbe lanciare un' Opa obbligatoria. Ma paradossalmente, ipotizzando che il voto multiplo venga approvato e che Fininvest e in francesi mantengano inalterata l' attuale quota, Vivendi che ha il 29% di Cologno, rischia di incorrere nell' obbligo dell' offerta obbligatoria prima della holding dei Berlusconi, con l' aggravante che dovrà lanciare un' offerta a cascata anche su Mediaset Espana.

 

mediaset vivendimediaset vivendi

Resta che difficilmente l' assemblea di Mediaset potrebbe approvare l' introduzione del voto multiplo senza l' approvazione di Vivendi, che detiene una minoranza di blocco. Ma anche in questo caso, sarebbe bizzarro per Bolloré votare contro l' introduzione del voto maggiorato in Mediaset, quando con lo stesso stratagemma il finanziere bretone è arrivato a un passo del 30% del controllo di Vivendi senza dover investire per equivalente.

 

mediaset premiummediaset premium

Tutto questo sempre che l' AgCom per il 28 maggio non abbia «sterilizzato» i diritti di voto di Vivendi nel gruppo di Cologno, in ottemperanza della legge sui Sic (40% della quota nel settore telefonico e 10% nei media nazionali). Eppure chi conosce Bolloré continua a ripetere che il finanziere bretone è più interessato a Mediaset che a Telecom.

 

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…