WHAT’S IOR NAME? - LA BANCA VATICANA FA PULIZIA DI “CATTIVI CLIENTI” E RICICLAGGI VARI

Marco Politi per "il Fatto Quotidiano"

Per papa Francesco ripulire lo Ior è cruciale. Glielo hanno chiesto i suoi elettori in conclave, a partire dai cardinali americani. A breve la commissione di riforma, guidata dal cardinale Farina, gli fornirà i primi orientamenti. "Il mio impegno - afferma il 55enne Ernst von Freyberg, presidente della banca dal 15 febbraio - è di modificare la cattiva fama dello Ior e farne un istituto finanziario moderno, efficiente, discreto. Piena trasparenza e Total Compliance alle regole internazionali".

Stretta aderenza alle norme antiriciclaggio. Tre fattori hanno, nel frattempo, sgombrato il campo da zavorre del passato. Il cardinale Bertone è stato pensionato, il caso Scarano ha decapitato il vecchio vertice dello Ior (Paolo Cipriani e Massimo Tulli) e le rivelazioni sulla corrispondenza di Gotti Tedeschi hanno dimostrato che avere alla presidenza un banchiere tedesco, estraneo alle manovre dell'Italietta, era provvidenziale.

Da maggio l'agenzia internazionale Promontory ha installato una squadra di 20-25 persone nel salone dei presidenti Ior e fa la radiografia dei conti dei 13.700 clienti individuali della banca (cioè non gli enti religiosi): 5.000 dipendenti vaticani, circa 8.000 preti, frati e suore e 700 diplomatici e "altri". A fine agosto ne erano stati controllati 3.200. Allo Ior l'ammontare dei conti correnti individuali è di 1,1 miliardi, corrispondente al 15 per cento del patrimonio della banca.

Retrospettivamente lo scandalo di monsignor Scarano, il funzionario vaticano (capo della contabilità dell'Amministrazione Patrimonio Sede Apostolica) che progettava di importare illegalmente 20 milioni di euro dalla Svizzera, servendosi dei suoi conti Ior, è stato provvidenziale per accelerare il processo di pulizia.

"Uno shock positivo", ammette Freyberg. "Certo era frustrante apprendere l'affare dai giornali - continua - ma avevamo una squadra per affrontarlo. Eravamo nella palude, però in una riunione di sei ore abbiamo messo al lavoro cinque addetti per passare al setaccio dieci anni di operazioni di Scarano. Il risultato è stato un rapporto di 89 pagine trasmesso all'Autorità di Informazione Finanziaria (l'ente di controllo vaticano)".

Anno per anno, colonna su colonna, i traffici di Scarano sono nero su bianco. Mai nello Ior era stata fatta una verifica del genere. È risultato che il monsignore di Salerno aveva nell'ultimo decennio ben dieci conti correnti (e non due come si sapeva finora), di cui cinque al momento vuoti, tre attivi e due depositi. Scarano operava con differenti valute. In dieci anni vi sono state movimentazioni per sette milioni di euro: 4,7 in entrata e 2,3 uscita. I conti sono stati immediatamente congelati.

Il rapporto dello Ior e quello parallelo dell'Aif hanno permesso a Francesco, tornando dal Brasile, di dichiarare con inedita franchezza ai giornalisti: "Abbiamo questo monsignore in galera, perché non era uno stinco di santo!".

Francesco segue lo Ior passo passo. Il suo referente monsignor Ricca, nominato il 15 giugno prelato ad interim della banca vaticana, partecipa alle riunioni direttive. "Ascolta attentamente, pone domande concrete e trasmette in alto", dicono di lui allo Ior.

Non è raro che Freyberg si veda arrivare documenti chiosati da Francesco. "Fa piacere - afferma - ricevere osservazioni scritte a mano dal papa".

Incontro Freyberg mentre è appena uscito dal suo studio il cardinale Farina. A giorni si riunirà il Consiglio di sovrintendenza della banca. Adesso il ritmo di analisi degli esperti di Promontory è passato a 130 clienti al giorno. "È un'Account Remediation a tutto campo", spiega Freyberg. "Chi è il cliente? Il suo passaporto? Ci sono cose su di lui su Internet? A chi appartiene la firma delegata? Quanto ritira ogni giorno?".

Promontory segue una metodologia precisa. Si è cominciato con i due-tremila clienti ad "alto rischio". Che non vuol dire automaticamente affari illegali. Ma i parametri permettono di scoprirlo. Ci si basa su liste statunitensi di paesi considerati poco affidabili: Cuba, Iran, Nigeria , Siria, Sudan tanto per citarne alcuni o comunque stati poco trasparenti dal punto di vista finanziario.

Si consultano elenchi Peps: political exposed persons, personalità connesse con rischi politici. Si verificano volume e frequenza delle transazioni o il troppo ripetersi di operazioni ufficialmente regolari (come il ritiro di cash sotto i diecimila euro). "Ci sono anche clienti, che non ci piacciono - precisa Freyberg - che non corrispondono alle nostre regole, rese più rigide".

Come si comporta lo Ior? "Con chi non è in sintonia con il nuovo ‘profilo' richiesto, interrompiamo i rapporti". Quanti sono i conti sospetti individuati? "Un numero a due cifre", risponde abbottonato. Insomma parecchie decine. La J.P.Morgan ha ripreso i rapporti con lo Ior dopo averli interrotti per scarsa trasparenza? Alla domanda il presidente non risponde.

Vecchi impiegati sostengono che molti pasticci li fanno i singoli preti, ma spesso a livello medio. Un grosso problema rappresentano le operazioni in contanti. Su 2,2 miliardi di transazioni rappresentano il venti per cento: cioè 440 milioni di euro cash. All'origine, si dice, è il flusso di donazioni, che affluiscono a parroci o prelati, e lì si può annidare l'imbroglio. Perciò ora si chiedono dichiarazioni più stringenti. "E non diamo più di 5.000 euro cash".

Freyberg ha preso un impegno. Chiudere per sempre i "conti esterni", intestati a persone che non c'entrano con il Vaticano, il clero o i diplomatici in servizio. Conti aperti in passato per un Andreotti o un Balducci e chissà chi ancora. "Entro Natale - garantisce - saranno inviate le lettere a tutti i titolari di simili conti" per chiuderli.

Di fronte a uno sguardo interrogativo, aggiunge: "Non potranno sparire semplicemente con i soldi o portarli alle Cayman. Niente ritiro cash. Potranno trasferirli solo a paesi in linea con le norme internazionali. Se necessario faremo un Suspicious Transaction Report all'Autorità di Informazione Finanziaria". In caso di irregolarità.

Nello Ior risanato i "depositi dovranno servire esclusivamente per opere di religione al servizio della Chiesa", sottolinea Freyberg. A dicembre l'esame del comitato europeo Moneyval.

 

ERNEST VON FREYBERGERNEST VON FREYBERG LA GUARDIA DI FINANZA ACCOMPANGA MONSIGNOR SCARANO DOPO LARRESTO jpegnunzio scarano vescovo BERTONE-BERGOGLIOSEDE DELLO IOR - ISTITUTO OPERE DI RELIGIONEJPMORGAN papa francesco bergoglio guardia svizzeraMONSIGNOR RICCA E PAPA BERGOGLIO

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