1- “AMATEVI: NON IMPORTA DI CHE SESSO SIETE, E NON ABBIATE PAURA DELLE VOSTRE SCELTE" 2- A CONCLUDERE IL GAY VILLAGE, ‘MANNO VENDOLA” E AMANDA LEAR CHE HA LASCIATO TUTTI DI STUCCO PRESENTANDOSI SUL PALCO FASCIATA IN UN ABITINO DI PIZZO NERO NUDE-LOOK 3- A 73 ANNI AMANDA SGUAINA LA DENTIERA E AZZANNA LA “TV DELLE MIGNOTTE”: “ORA LAVORANO SOLO LE BIMBE CARINE. SE SEI BRAVA MA RACCHIA, TI SOSTITUISCONO CON UNA SUDAMERICANA. IN ITALIA, RESTANO IN TV SOLO GLI UOMINI, COME BAUDO. NESSUNO LI MANDA VIA ANCHE SE INVECCHIANO. HANNO VIETATO AI MINORI IL VIDEO DELLA MIA CANZONE: MA CON TUTTE QUESTE MIGNOTTE IN GIRO, DOVEVANO CENSURARE ME?”

Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia

1- AMANDO AMANDA
Gabriella Sassone per Dagospia


File di ore all'ingresso che manco sulla Salerno-Reggio Calabria, una folla oceanica dentro, oltre 10mila anime, pigiate una sull'altra, che a un certo punto si faceva fatica non solo a camminare ma anche a respirare. E per qualcuno più sensibile l'attacco di panico era in agguato. Trans in transito, gay allegri, lesbiche tristi, volti noti e gente comune, anche tanti super coattoni o truzzi che dir si voglia, abbigliati alla "Dio ce ne scampi e liberi": nessuno è voluto mancare al mega party di chiusura del Villaggio gaio dell'Eur, sabato scorso.

Un finale in grande stile, dopo un'estate de fuego, con oltre trecentomila ingressi registrati dagli organizzatori, e un arrivederci alla prossima stagione. A concludere degnamente la kermesse, le menti del Gay Village hanno chiamato una delle icone gay più amate: la signora Amanda Lear, personaggio ambiguo e per questo da sempre affascinante, musa di Salvador Dalì e regina della disco dance anni '70.

Alla faccia dei suoi quasi 73 anni (il prossimo novembre), Amanda è tornata a gorgheggiare su un palco italiano dopo almeno 10 anni di assenza. Sta per tornare infatti a teatro a Parigi con "Lady Oscar", sold out per 6 mesi la scorsa stagione. Impossibile per i fotografi entrare nel suo camerino per qualche scatto più intimo: a fare da badante alla Lear, più feroce di un rottweiler, c'era Angelo Perrone, noto press-agent di dive vere nonché direttore artistico del Villaggio.

Grazie a lui quest'anno i personaggi non si sono fatti pregare per esibirsi o portare solo un saluto e un segnale di solidarietà alla comunità LGBT. Anzi, Amanda avrebbe dovuto inaugurare lei la kermesse, ma ha preferito chiuderla, per non dover dividere la scena con i Facchinetti vari presenti la sera dell'inaugurazione. E digiamolo! La Lear ha lasciato tutti di stucco presentandosi sul palco fasciata in un abitino di pizzo nero effetto nude-look con cinturone alla vita.

"Ahò questa sarà pure ritoccata alla grande, ma ha fatto il patto col diavolo", bofonchiava qualche coat arrivato dalla Prenestina o dal Laurentino P38 (come lo chiama la blogger Boosta Pazzesca). Un due tre via: Amanda impugna il microfono e con la sua inconfondibile voce roca incanta l'alta marea di gente assiepata cantando alcuni dei suoi successi vecchi e nuovi, da "Tomorrow" al nuovissimo "I don't like disco".

Alcuni boys la accompagnano con balli sensuali. "Amatevi: non importa di che sesso siete, e non abbiate paura delle vostre scelte", ha gridato alla fine la divina per ribadire che l'amore non conosce limiti e regole. Infine, tra applausi scroscianti e urla di approvazione, è stata premiata con il "Gay Village Awards".

Il riconoscimento ideato dal giornalista Pino Gagliardi è andato anche a un commosso Nichi Vendola ("E' un premio particolarmente sentito per me, che in tempi non sospetti, tra i primi, ho dichiarato la mia omosessualità", ha detto), abbracciato a lungo dalla battagliera Imma Battaglia, amica di lungo corso.

Altri premi sono andati nelle mani di Maria Grazia Cucinotta, Mirka Viola, Pappi Corsicato, l'Istituto Cine Tv Rossellini, Lando Buzzanca e Cristiano Malgioglio. Questi ultimi due, bloccati da impegni di lavoro, hanno mandato un videomessaggio di ringraziamento. La seratona era iniziata con la presentazione sul del libro "DIcoNOdiMe", scritto dall'ex concorrente di "Amici" Marina Marchione, che racconta la sua esperienza omosessuale in un mix tra "Sex and The City" e "L World".

A darle manforte, l'immancabile Paola Concia. Per non scontentare nessuno, ecco anche la proiezione del cortometraggio animato a tematica gay "Il mondo sopra la testa" di Peter Marcias. E poi tutti in pista fino alle ore piccole per ballare scatenati sui mix dei Dj Brezet, Gaia Logan, Yuri e Manuel Rotondo, tra le performance imparruccate dei Karma B. Cartellino timbrato anche per la sempre bellissima Eva Grimaldi, Raffaello Balzo, Corrado Ferrante, Mario Serpa, Alessio Poeta, accolti dal pierre doc Alfonso Stani.

E tra saluti, baci e abbracci, il popolo tarantolato del Gay Village si è dato appuntamento sabato 22 settembre al Piper. Nel cantinone di Via Tagliamento, infatti, inaugura una nuova one-night a scadenza mensile: "Le Desir - Luxury House Party", di cui è direttore artistico Diego Longobardi.

 

2- AMANDA LEAR SGUAINA LA DENTIERA E AZZANNA LA TV DELLE BONAZZE: "ORA LAVORANO SOLO LE BIMBE CARINE"
Annamaria Piacentini per "Libero"

In Italia, in televisione, non si vede da molto. Almeno in ruoli da protagonista. In compenso la divina Amanda Lear (settantatre anni, difficile da credere) ha animato l'ultimo Gay Village di Roma con la sua simpatia e intelligenza. Ha cantato davanti a ottomila persone, e si è confessata.

Amanda, dopo tanti successi ottenuti con la conduzione di programmi televisivi, è sparita dalla circolazione. Perché?
«Mi sono resa conto che in tv come in politica bisogna fingere. Ed io fingo solo se recito un ruolo in palcoscenico. Quando lavoravo in televisione mi dicevano: Amanda, fai la cattiva! Io eseguivo. Però le mie battute facevano ridere, ma anche tanta paura. Non sono mai stata politicamente corretta e dico ancora le cose che penso».

Per esempio?
«Che ora in tv preferiscono far lavorare le «bimbe» carine. Mi era stata data la possibilità di un nuovo programma. La risposta? No, prendiamone un'altra. Amanda è troppo grande. Non voglio fare di tutto per convincere che so ancora dare tanto».

Non le hanno offerto altro?
«Giurie e il ruolo dell'opinionista. Sono stata anche chiamata per far parte del programma Ballando con le stelle, ma ho detto di no. Penso di valere di più».

Quindi è tornata in Francia, giusto?
La Francia mi ha aperto le braccia. Ho riempito i teatri e continuo a farlo con la commedia Panico al ministero, che un produttore italiano nel 2014 vuole portare anche qui. Sa quanta gente non sapeva che avevo successo a teatro? Ma cosa credevano che ero in pensione?».

Noi eravamo informati del suo successo parigino. Ora ha inciso un cd, I don't like, dieci brani davvero fantastici, che stanno ottenendo un riscontro anche oltreoceano. In Italia ha presentato alcune canzoni alla serata finale del Gay Village romano. A convincerla è stato uno tra i più grandi uffici stampa, Angelo Perrone. Come ci è riuscito?
«Con la sua professionalità. Ha creduto nel successo di questo cd è ha avuto ragione. È già entrato nella classifica francese e americana. A Miami lo ascoltano tutti».

Perché dopo 10 anni è tornata a cantare?
«È stata una richiesta da parte dei giovani. Anche inglesi. In sala di registrazione, sono voluta andare chiedendo nuove canzoni, ma ho girato un video che ha fatto scandalo. Ero «svestita» da Dolce e Gabbana. Poi, mi spogliavo e mi rotolavo sul letto. È stato proibito ai minori. Allora mi sono chiesta: possibile che con tutte queste mignotte che ci sono in giro, dovevano censurare proprio me?»

Ah, le donne pagano sempre qualcosa. Non lo sapeva?
«Siamo giudicate unicamente sulla bellezza: se sei brava ma sei racchia, ti sostituiscono con una sudamericana. In Italia, sono sopravvissuti in tv solo gli uomini, come Pippo Baudo, il povero Mike e Gerry Scotti. Nessuno gli ha mai chiesto di andare via perché stavano diventando vecchi».

A guardarla da vicino è molto bella e può dare del filo da torcere alle giovani leve. E l'intelligenza, dove la mettiamo?
«Basta? Ho i miei dubbi. Ma la vita mi regala sempre qualcosa. Ho girato un film con Depardieu e sarò in tournè anche in Svizzera e Marocco con Lady Oscar. Il mio ruolo? Una miliardaria odiosa».

Cosa non sopporta?
«Sentirmi definire un'icona. Non sono mica morta!».

Cosa fa Amanda quando non lavora?
«Curo i miei otto gatti, ho un grande giardino e mi faccio l'olio da sola. La mia vita è piena di cose belle, di emozioni e di amici. Non ho nostalgia del passato».

E l'amore?
«Ho scoperto che dura solo tre o quattro anni e poi finisce. Ora non mi interessa più trovare un uomo per sempre, preferisco sapere cosa farò domani».

 

 

GV Ridotte Direttamente da Amsterdam GV Ridotte Amanda Lear GV Ridotte Amanda Lear GV Ridotte Imma Battaglia e Niki Vendola GV Ridotte Il Quartetto Meravigliao GV Ridotte Gino Landi coreografo GV Ridotte Niki Vendola GV Ridotte Video Messaggio Lando Buzzanca GV Ridotte Video Messaggio Malgioglio GV Ridotte Maria Grazia Cucinotta GV Ridotte Eva Grimaldi e Imma Battaglia GV Ridotte Amanda Lear GV Ridotte Alessandro Baracchini GV Ridotte Panoramica GV GV Ridotte La Pepa

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO