1.’’DIMISSIONI IRREVOCABILI! INOFFENSIVE MA GRAVI BALLE PRIVATE NON DEVONO NUOCERE” 2. ALTRE BUFALE DI GIANNINO: È MAGISTRATO! MA NON GLI ANDAVA E HA DETTO “NO, GRAZIE” 3. AUDIO SCOVATO DALLA “ZANZARA” SU RADIO24, DOVE GIANNINO CONDUCEVA L’AMATISSIMO PROGRAMMA “NOVE IN PUNTO”: “IL MIO MASTER ALLA CHICAGO UNIVERSITY” 4. IERI SERA A ROMA PER IL TOUR “UNA CENA ITALIANA”, CANDIDATI E SOSTENITORI GLI CHIEDONO DI NON LASCIARE IL MOVIMENTO PER NON FAR FELICE IL BIECO SILVIO BANANONI 5. SUL TEMPISMO DELL’USCITA DI ZINGALES, A CINQUE GIORNI DALLE ELEZIONI, SI GRIDA AL COMPLOTTO E ALLA MACCHINA DEL FANGO. MA GIANNINO NON RIESCE A FARSI UNA RAGIONE PER “L’ENORME AUTOGOL”. E SBOTTA: “LA NAVE LA DEVO LASCIARE. SONO DISPOSTO A PAGARE IL PREZZO, LA STORIA DELLA MIA VITA È BASATA SULLA COERENZA” (VIDEO DELLA SERATA)

Video di Veronica Del Soldà per Dagospia
Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia

A ROMA L'ULTIMA CENA DI GIANNINO


1 - GIANNINO: DIMISSIONI IRREVOCABILI DA GUIDA MOVIMENTO
(TMNews) - "Dimissioni irrevocabili da presidente in Direzione. I danni su di me per inoffensive ma gravi balle private non devono nuocere a Fare per Fermare il declino". Lo ha scritto Oscar Giannino su twitter mentre è in corso in un hotel romano una direzione fiume del suo movimento, chiamata a discutere il suo passo indietro dopo il caso del finto master alla Booth University di Chicago.

2 - DAGOREPORT: ALTRE BUFALE DI GIANNINO: È MAGISTRATO! MA NON GLI ANDAVA E HA DETTO "NO, GRAZIE"

Ci segnala il dagolettore "flo" che nel 2009, sul blog www.noisefromamerika.com, su cui Giannino ha scritto molto spesso, si svolge questo interessante scambio, in cui Oscar racconta la sua "carriera" da giurista. "Dopo il tirocinio superai scritti e orali del concorso per l'accesso in magistratura, ma rifiutai l'assegnazione a ruolo". (Ricordiamo che non ha la laurea in giurisprudenza, condizione necessaria per iscriversi al concorso in magistratura).
http://noisefromamerika.org/articolo/mourinho-toghe-rosse

-------------

Re(3): E no! non sono affatto "vittima" di SB!
• oscar giannino •4/6/2009 - 17:08

Caro Axel, rispondo per punti ai quesiti.

1: sbagli nel pensare che siano chiacchiere ripetute orecchiate dagli avvocati, sbagli nel dire che i miei argomenti "non stanno nè in cielo né in terra", e provo a dartene gli estremi. con misura, perché non mi sembra utile dire a chi non la pensa come me che viene dal pianeta rosso...

2: no, non esercito. dopo il prescritto tirocinio, ormai 22 anni fa superai scritti e poi orali del concorso per l'accesso alla magistratura, ma rifiutai l'assegnazione a ruolo, allora ero portavoce nazionale del Pri

-------------

La stessa storia avrebbe raccontato a Cremona un mese fa. Wfal scrive a Dagospia:

Buongiorno, sono stato all'incontro di Giannino che si è tenuto a Cremona l'11 gennaio.

Nell'incontro Giannino ha iniziato a parlare della sua vita ... citando almeno 6 volte sua madre ... che tra l'altro non gli ha più parlato per 4 anni dopo che laureato in giurisprudenza (laurea mai presa) ha partecipato al concorso da magistrato superandolo brillantemente e prendendosi anche gli insulti dei suoi amici e colleghi giuristi che non l'avevano passato (concorso mai effettuato). Poi non accetta il posto da magistrato perchè i suoi interessi erano già su altri versanti...

Al di là che a me piaceva il programma di Fare per fermare il declino questo mi sembra un caso "clinico" ....
Un saluto


3 - AUDIO SCOVATO DALLA "ZANZARA" SU RADIO 24, DOVE FINO A POCHI MESI FA GIANNINO CONDUCEVA L'AMATISSIMO PROGRAMMA "NOVE IN PUNTO": "IL MIO MASTER ALLA CHICAGO UNIVERSITY"

http://video.corriere.it/audio-che-incastra-giannino-master-fantasma/a332a790-7b3d-11e2-ba69-3fd719869bcf


4 - CAFONALINO: OSCAR GIANNINO A ROMA PER IL TOUR "UNA CENA ITALIANA": CANDIDATI E SOSTENITORI GLI CHIEDONO DI NON LASCIARE IL MOVIMENTO
DAGOREPORT

«Giannino ha il compito di togliere i voti a Berlusconi, ma bisogna avere anche i "titoli" per farlo...». Si apre con la battuta in platea del giornalista-blogger Diego Bianchi, in arte Zoro, la tappa romana dello spettacolo elettorale del movimento "FARE per Fermare il Declino".

Al teatro Orione di Roma, va in scena "Una Cena Italiana", una commedia "politica" che in un tinello da Strapaese ripropone in chiave leggera le incertezze e lo smarrimento dell'Italia di oggi. Una famiglia di quattro persone intorno al tavolo: la mamma, imprenditrice, che ha sempre votato per Berlusconi, il nonno operaio che vota Pd, la figlia giovane che ama Grillo, il diciottenne disinteressato in fuga dalla politica e dall'Italia.

A dialogare con loro, sul palco, "l'ospite d'eccezione", Oscar Giannino, attore per gioco, autoironico («Tra poco solo questo mi resta da fare») e corrosivo nei confronti di Pd e Pdl. «Ma come si a fidarsi ancora di questi che sono lì da 20 anni e hanno votato qualsiasi cosa con Monti: credo più facilmente alla vita su Marte». Il M5S ? «Alcune proposte non sono sbagliate: la politica deve campare senza contributi pubblici e, poi, sono favorevole alla diretta web del consiglio dei ministri».

Si prosegue tra una strizzatina d'occhio al reaganismo fuori tempo massimo genere "Lo Stato non è la soluzione ma il problema" e temi e toni da Tea Party su tasse e cuneo fiscale. L'intemerata contro lo Stato «che non sa fare né il padrone, né il regolatore» porta il candidato premier di FARE inciampato nel master-gate a cannoneggiare l'università italiana «che dovrebbe essere il luogo in cui si premia il merito» con annesso invito a dubitare sempre di quei professori che dicono: «o hai il pezzo di carta o non vai da nessuna parte».

Come sarebbe corretto dubitare anche di chi ha omesso per anni di controllare il proprio curriculum che viaggiava sul web gonfiato da lauree e titoli, in realtà, mai conseguiti. In Rete, intanto, si moltiplicano i video che ritraggono l'ex portavoce di Giorgio La Malfa mentre fa vanto del suo master alla Chicago Booth ma Giannino in conclusione dello spettacolo-comizio, preferisce non affrontare la questione nei dettagli.

Tra la polvere e le tavole del palcoscenico, il giornalista economico si rifugia nella retorica del teatro ateniese «in cui si rappresentava ciò che in politica non si poteva dire» e avvampa di rabbia: «Non avrei mai pensato di figurare come il delinquente peggiore che la vita pubblica italiana abbia mai conosciuto», mastica amaro il leader di FARE. «Era difficile mettermi sotto sui numeri, allora sono dovuti intervenire con questo espediente».

Ma lui dice di aver ammesso l'errore. Solo che «nella politica, come nella vita, gli avversari devono essere di fronte. Se sono alle spalle, qualcosa non funziona...»

Mentre Giannino ribadisce il passo indietro e affida alla direzione nazionale l'ultima parola sulla vicenda, una processione di candidati invade il palco. «Non ho bisogno di affetto. Il danno viene da casa nostra, io ne rispondo». Alessandra Baldassari, cotonatissima candidata alla regione Lazio, si infila in un giro di parole vagamente democristo: «Vogliamo che la battaglia continui, ma non vogliamo continui senza di te. La qualità della persona non è in discussione. In Parlamento ci sono persone che non hanno millantato un titolo presunto ma hanno commesso cose ben peggiori...»

Il teatro è un catino: gente in piedi, volti paonazzi. Gli chiedono di battersi fino a domenica: «la nave devi condurla in porto». Sul tempismo dell'uscita di Zingales, a cinque giorni dalle elezioni, si grida al complotto e alla macchina del fango. Ma Giannino si rammarica, soprattutto, per «l'enorme autogol che a pochi giorni dal voto rappresenta un freno all'elettorato potenziale». Chi era in finestra, ora sbatte le persiane. Il giornalista economico non riesce a farsene una ragione e sbotta: «la nave la devo lasciare»...

Gli urlano: «Ricordati di John Wayne ne "Il giorno più lungo"...» in previsione del vertice dell'indomani, ma Giannino si schermisce e tiene il punto: «se verrò eletto, lascio il seggio». E, poi, rincara: «Sono disposto a pagare il prezzo, la storia della mia vita è basata sulla coerenza. Mi sono stancato di fondatori che non partecipano, e riconosco come organo politico solo la Direzione Nazionale. Ma non vi lascerò soli».

La campagna elettorale si chiuderà venerdì, "FARE" vorrebbe organizzare un evento all'aperto, ma le previsioni dicono pioggia. «In quel caso ci sarà un teatro. Ma per quanto piova - tuona Giannino in versione grillesca - il diluvio lo porteremo noi!». Anche se un ombrello per ripararsi dalle accuse potrebbe tornare sempre utile.

 

 

 

GIANNINO SU NOISEFROMAMERIKA SI SPACCIA PER MAGISTRATOVolontari Volontari per Giannino Teatro Orione Politica spettacolo Politica spettacolo Giannino microfonato Giannino microfonato Entra Giannino Interno teatro Comizio di Oscar Giannino Comizio di Oscar Giannino Girotondo con Giannino Comizio di Oscar Giannino oscar twitt Candidati sul palco OSCAR GIANNINO COME DJANGO jpeg

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…