1- DA “MITO” DELLA DESTRA CULTURALE E RADICALE A ICONA LIBERAL, DA BLOGGER A REGINA DELLA NEW ECONOMY, ARIANNA HUFFINGTON È SBARCATA AL MACRO ACCOLTA DALLE SIGNORE ROMANE: SANDRA VERUSIO, ROSY GRECO E MARINA CICOGNA, IRENE GHERGO E MARINA PIGNATELLI; PRESENTE OVVIAMENTE UNA RADIOSA LUCIA ANNUNZIATA 2- ALLA PLATEA DE’ NOANTRI, ARIANNA HA DISTILLATO ‘GENIALI’ CONSIGLI: “DORMIRE CON IL PROPRIO SMARTPHONE IL PIU’ LONTANO POSSIBILE…” SIETE CURIOSI DI SAPERE COSA NON LE PIACE DELL’AMERICA? “NEGLI USA IL NUOVO MITO PARE ESSERE DORMIR POCO…” 3- FORSE AVEVA RAGIONE DONALD TRUMP QUANDO SU TWITTER SPARO’ UN MESSAGGIO CRUDELE: "ARIANNA E' BRUTTA DENTRO E FUORI. CAPISCO PERFETTAMENTE PERCHE' SUO MARITO L'ABBIA LASCIATA PER UN UOMO - E' STATA SICURAMENTE LA DECISIONE GIUSTA"

Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia

1- DAGOREPORT

Una icona della new economy, ma che ha scritto ben 16 libri cartacei. Arianna Huffington sbarca al Macro. L'occasione e' l'iniziativa "Leader femminile singolare", organizzata da Enel, un programma di appuntamenti che prevede una serie di incontri con personaggi femminili che si sono distinti nel mondo professionale. E ieri la scena era tutta per la giornalista diventata oramai un'icona della comunicazione digitale con il suo Huffington Post, da pochi giorni presente anche con un'edizione italiana.

Al braccio dell'ex portaborsette dell'Avvocato Agnelli, il banchiere per mancanza di prove Mario D'Urso, Arianna è stata accolta dallle signore romane: la marchesa salottista Sandra Verusio col badante al seguito, Rosy Greco e Marina Cicogna, Irene Ghergo e Marina Pignatelli; ovviamente una radiosa Lucia Annunziata timbrava il cartellino.

Più numerosi i fotografi che non l'ha lasciata un momento in pace, nemmeno quando si è seduta al Bar del Macro per prendere un cappuccino insieme a un grigliato Franco di Mare.

Un inglese il cui accento non nasconde le origini greche, la Huffington è stata presentata da Fulvio Conti (Ad e di Enel) e poi intervistata da Di Mare con il quale ha parlato del suo HufPost, della collaborazione con Lucia Annunziata e del lancio della versione italiana.

A Di Mare che le chiedeva dei consigli da dare ai giovani che si avvicinano al mondo web, la Huffington ha distillato geniali consigli, uno su tutti: "dormire con il proprio smartphone il piu' lontano possibile...".

Ancora. A chi gli chiedeva cosa non le piace dell'America ha infine risposto: "negli USA il nuovo mito pare essere dormir poco. Pochi giorni fa ero a cena con una persona che si vantava di aver dormito solo 4 ore la sera prima. Io da par mia non gli ho detto quello che pensavo e cioè che se avesse dormito cinque ore quella cena sarebbe stata molto piu' interessante".

2- DONALD TRUMP CONTRO LA "COZZA" ARIANNA HUFFINGTON: "CAPISCO PERCHE' IL MARITO L'ABBIA LASCIATA PER UN UOMO"...
Da Dagospia del 29 agosto 2012
http://www.dagospia.com/rubrica-1/varie/donald-trump-contro-la-cozza-arianna-huffington-capisco-perche-il-marito-labbia-lasciata-per-43223.htm

http://bit.ly/Ub8noD
Gossip Cop - E' guerra tra Donald Trump e Arianna Huffington... Trump offeso da un articolo postato sul sito della Huffington il 16 agosto, si e' vendicato su Twitter con un messaggio crudele:

"Arianna Huffington e' brutta dentro e fuori. Capisco perfettamente perche' suo marito l'abbia lasciata per un uomo - e' stata sicuramente la decisione giusta".

3- L'EROINA PROGRESSISTA ERA UN'ICONA DELLA DESTRA
Gennaro Malgieri per "Libero"

Da «mito» della destra culturale e radicale a icona liberal. Il percorso, per quanto ardito, non è stato tuttavia accidentato. Almeno per Arianna Huffington, l'ultima stella apparsa nel firmamento progressista italiano proveniente dagli Stati Uniti. Fino a pochi giorni fa nessuno sapeva chi fosse: da martedì scorso almeno «quelli che contano», ed in particolare i cosiddetti radicalchic, la conoscono benissimo.

Il lancio del suo straordinario portale nel nostro Paese, edito dal gruppo Repubblica- L'Espresso e diretto da Lucia Annunziata, ha fatto balzare la signora greco-statunitense agli onori della curiosità politicogiornalistica. La fama, comunque, la precedeva. Dopo l'affer - mazione strepitosa in America del suo giornale on-line, l'Huffington Post, appunto, è sbarcata nel Vecchio Continente prima in Francia e in Spagna e poi in Italia. Avrà successo anche da noi per il semplice fatto che il prodotto è eccellente.

Si potrà non condividerne la linea editoriale, ma si deve riconoscere che il giornale è di ottima qualità, ricco di notizie, commenti, reportage, opinioni, blog. Della signora Huffington, però, si sa ancora poco. Soprattutto del suo itinerario culturale, politico e perfino spirituale (si dice che anni fa sia avvicinata a circoli vagamente New Age, tanto per dire). Si è al corrente che nacque sessantadue anni fa ad Atene, che si formò in Gran Bretagna, che negli Stati Uniti conobbe e sposò nel 1986 il ricchissimo petroliere Michael Huffington, deputato repubblicano, del quale assunse il nome, che mantenne pure dopo il divorzio nel 1997, facendo dimenticare quello di nascita, Stassinopoulos.

In quel tempo, la giovane intraprendente intellettuale rafforzò le proprie convinzioni conservatrici sostenendo il Grand Old Party almeno fino al 2000 e scrivendo per le riviste più accreditate che facevano riferimento all'ambiente nel quale suo marito contava molto. In Italia, nel 1980, diventò, come si diceva, un'icona della destra. Quasi nessuno ci fece caso. Tantomeno giornali come Repubblica. L'uscita, infatti, del suo libro «La donna donna»,apparso negli Stati Uniti sette anni prima con il titolo The female women, non venne tenuto nella benché minima considerazione da intellettuali e analisti che scrivevano per testate importanti.

Lo pubblicò un piccolo, ma raffinato editore, Luciano Beggiato, già direttore editoriale della Rusconi libri, con il suo marchio Il falco, nel cui catalogo comparivano opere di Pound, Evola, Ritter ed altri esponenti della cultura anticonformista. Non poteva passare sotto silenzio a destra, quella colta e alla ricerca di riferimenti non usurati naturalmente, un libro che recava come sottotitolo «Contro il femminismo per la femminilità ».

La Stassinopoulos passava in rassegna, in duecentoventicinque pagine, le contraddizioni di una delle ideologie più stupide e contraddittorie manifestatesi nel Novecento, sostenendo le ragioni della «stragrande maggioranza delle donne da una sparuta e aggressiva minoranza predicante l'odio verso l'uomoe la società». Un manifesto niente male per chi a destra era assediato da autentiche «religioni » come il femminismo e non aveva che pochi strumenti a disposizione per far conoscere un pensiero diverso, come per esempio il quindicinale Linea di Pino Rauti e la rivista al femminile Eowyn redatta da giovanissime intellettuali-militanti tra le migliori che la destra italiana abbia potuto annoverare tra le sue file, che diederomolto spazio al libro aprendo discussioni di indubbio interesse.

Nello scagliarsi contro il mito della «liberazione», la giovane Arianna sosteneva che «la donna femminile difenderà il suo diritto di essere libera, ma si rifiuterà di permettere alle femministe di costringerla a diventare un surrogato maschile. Il frenetico estremismo del femminismo non cerca di emancipare le donne, ma di distruggere la società».

Un atto di accusa inequivocabile al Movimento di liberazione della donna che in quegli anni aveva la sua massima espansione. Rivolgendosi, dunque, alle donne che volevano essere emancipate, ma non ideologicamente «liberate», cioè a quelle che non credono che la via della loro emancipazione passi attraverso la sovversione sociale ed il rifiuto della maternità, la Stassinopoulos riaffermava pure la differenza sostanziale che doveva tradursi in necessaria complementarità tra uomo e donna, circostanza negata dal femminismo più oltranzista. Scriveva che nell'età adulta «le donne continuano ad eccellere nelle attività verbali e gli uomini nelle attività non verbali. Gli uomini si mostrano superiori nel maneggiamento logico dei concetti e dei rapporti, si tratti di cifre, di parole o di relazioni spaziali.

Le donne dominano nell'espres - sione verbale e nell'esecuzione. In media non esistono differenze di intelligenza tra i sessi.Sono semplicemente differentemente dotati». Una verità, perfino banale, negata però da un movimento che ambiva ad accrescere l'antagonismo di genere travolgendo la barriera del buon senso. La Stassinopoulos stava dall'altra parte ed accusava, con efficacia dialettica, il Mdl di «neo-puritanesimo» poiché esso aveva un rapporto con la sessualità tutt'altro che naturale e gioioso. Altro che liberazione...

Dopo il divorzio e la morte del marito, la Stassinopoulos, fattasi conoscere nel frattempo come Huffington, ha cambiato idee e bandiere. È divenuta liberal. Non saprei né come, né perché. Ha scritto sulla Callas e su Picasso attirandosi molte critiche. Ha capito prima di altri l'importanza e l'impatto dei giornali on-line. Ha fondato l'Huffington Post, grazie ai miliardi ereditati dal coniuge. Il resto è cronaca. Ma per completezza di informazione, come dicono dalle parti dei progressisti, è utile sapere che la signora Huntington di oggi è stata la Stassinopoulos di tempo fa. Di nome faceva e fa, naturalmente, sempre Arianna.

 

 

Mario D urso e Rosy Greco Huffington fotografata in posa per le foto Platea per Huffington Huffington e Conti Fulvio Conti Franco Di Mare Foto con Arianna Marina Cicogna Arianna Huffington Arianna Huffington Conti Annunziata Huffington Olivetti Mario D urso Fulvio Conti Arianna Huffington

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