un bel giorno

CIAK, MI GIRA! - INCASSUCCI DEL LUNEDÌ. “UN BEL GIORNO” TORNA IN CIMA ALLA CLASSIFICA IERI CON € 97.557, 14.235 SPETTATORI E UN TOTALE DI € 1.759.078. NON È UN GRAN RISULTATO. SONO LONTANI I TEMPI DI “BUEN CAMINO” CON CHECCO ZALONE, E FRA TAGLI DI TAX CREDIT PORTERANNO A SITUAZIONI, TEMO, ANCHE PEGGIORI - DEL RESTO COSA PRETENDIAMO DA UN PAESE CHE IL MASSIMO CHE POTRÀ OFFRIRE ALL’IMMINENTE FESTIVAL DI CANNES È IL NUOVO FILM DI NANNI MORETTI? DOVE SONO I GIOVANI COMICI IN GRADO DI FARCI RIDERE? - VIDEO

fabio de luigi virginia raffaele un bel giorno

Marco Giusti per Dagospia

 

Incassucci del lunedì. “Un bel giorno”, la commedia diretta e interpretata da Fabio De Luigi in coppia con Virginia Raffaele torna in cima alla classifica ieri con € 97.557, 14.235 spettatori e un totale di € 1.759.078. Non è un gran risultato. Ma il cinema italiano, per non parlare di quello americano, sembra non offrire moltissimo in questo inizio di stagione. Come si poteva prevedere sono lontani i tempi di “Buen camino” con Checco Zalone, e fra tagli di tax credit porteranno a situazioni, temo, anche peggiori.

 

un bel giorno

Del resto cosa pretendiamo da un paese che il massimo che potrà offrire all’imminente Festival di Cannes, dove si vedranno i nuovi film della stagione, è il nuovo film di Nanni Moretti? C’è da segnalare anche che il cinema italiano, si è rapidamente invecchiato. Fabio De Luigi è un comico di quasi 60 anni, Antonio Albanese ne ha 61, Aldo Baglio 67. Checco Zalone, più giovane ne ha quasi 50. Dove sono i giovani comici in grado di farci ridere?

jumpers – un salto tra gli animali 5

 

Secondo posto per il cartone animato della Pixar “Jumpers – Un salto tra gli animali” che almeno nel weekend ha portato tanti bambini al cinema. Ieri ha incassato € 75.118, 11.072 spettatori in 344 sale per un totale di  € 1.722.899. L’horror “Scream 7” di Kevin Williamson con Neve Campbell è terzo con € 43.512, 5.538 spettatori in 255 sale per un totale di € 2.547.315. Quarto posto per “Cime tempestose” di Emerald Fennell con Margot Robbie e Jacob Elordi, € 40.580, 5.524 spettatori in  252 per un bel totale di € 10.648.433. La differenza la fa in questo caso un cast giovane, col Jacob Elordi di “Euphoria”.

 

moulin rouge! 1

La riedizione per i 25 anni di “Moulin Rouge!” di BAz Luhrmann con Nicole Kidman e Ewan Mc Gregor è quinta con un niente-de-ché da € 31.681, 3.589 spettatori in 160 sale. Il disastrato “La sposa!”, grande horror femminista diretto da Maggie Gyllenhaal con Jessie Buckley e Christian Bale giace al sesto posto con € 22.643, 3.398 spettatori in 297 sale per un totalino di € 249.646. Settimo “Hamnet – Nel nome del figlio” di Chloe Zhao con Jessie Buckley e Paul Mescal, € 21.690, 3.339 spettatori in 181 sale per un totale di € 3.176.866. E speriamo che il disastro de “La sposa” non tolga l’Oscar strameritato a Jessie Buckley.

nouvelle vague

“Rental Family” con Brendan Fraser è ottavo con € 17.806, 3.022 spettatori in 173 sale con un totale di € 1.663.433. Interessante il nono e il decimo posto, quasi lo stesso pubblico…, di “Nouvelle Vague” di Richard Linklater e del suo prototipo originale, cioè “Fino all’ultimo respiro” di Jean-Luc Godard con Jean-Paul Belmondo e Jean Seberg, rimesso in circolazione con gran tempismo dalla Cineteca di Bologna.

 

 Il primo ha incassato € 14.172 con 2.241 spettatori in 58 sale e un totale di € 178.357, il secondo € 13.982 con 2.264 spettatori in 39 sale e un totale di € 112.816. Per voi giovani (e non più giovani cinéphiles, vi ricordo della bella rassegna su Agnès Varda appena iniziata a Bologna al Modernissimo organizzata dalla Cineteca di Bologna. E vi ricordo, che dal 25 marzo al 25 maggio 2026 a Villa Medici, cioè nella sede dell’Accademia di Francia a Roma, ci sarà la prima grande retrospettiva italiana dedicata alle fotografie di Agnès Varda (1928–2019).

fino all’ultimo respiro 1

 

Se date un’occhiata al documentario su Agnés Varda di Mubi, “Les plages d’Agnès”, trovate tutta la storia di quando era fotografa di scena di attori celebri. Al Palazzo delle Esposizioni a Roma sta andando avanti, invece, la rassegna dedicata a Fritz Lang, “Fritz Lang 50”. Oggi alle 20 passa il muto “Harakiri”, accompagnato dal vivo dal maestro Antonio Coppola, domani un capolavoro come “La confessione della Signora Doyle”, dopodomani “You and Me”. Al Cinema Farnese si sta svolgendo invece la rassegna curata dal CSC “Custodi di sogni - I tesori della Cineteca Nazionale”.

 

condenados a vivir 1

 Oggi alle 15 presento con Steve Della Casa, il folle e stracultissimo western spagnolo mai arrivato in Italia, appena restaurato dalla Filmoteca Española, “Condenados a vivir” o “Cut-Throat Nine” di Joaquim Romero Marchent con Robert Hundar e Emma Cohen che ha non poco ispirato l’”Hateful Eight” di Quentin Tarantino.

 

Protagonista è un sergente nordista, Hundar, accompagnato dalla figlia, Emma Cohen, che scorta a piedi, dopo un terribile incidente con un gruppo di banditi, un gruppo di sette pazzi criminali in mezzo alle Montagne Rocciose in pieno inverno. È ovvio che i criminali si daranno da fare per fare a pezzi il sergente, saltare addosso alla figlia e scappare con le catene che hanno ai piedi che, guarda caso, sono fatte d’oro.

condenados a vivir 2

Occhio alle scene di cannibalismo e di zombi. Joaquim Romero Marchent è il padre degli western spagnoli, nati prima di “Per un pugno di dollari” e Robert Hundar alias Claudio Undari, altissimo siciliano, era la sua star. Alberto Grimaldi, grazie ai piccoli western di Marchent, aveva fatto una fortuna. Ma quando produce “Per qualche dollaro in più” e “Il buono il brutto il cattivo” si scorda di Marchent. “

condenados a vivir 3

 

Condenados a vivir” è una sorta di risposta polemica allo spaghetti western di Leone e di Grimaldi. Come spiegava Hundar: “Non arrivò mai in Italia perché Joaquín Romero Marchent non si era mosso, sperava che lo distribuisse, come i suoi primi western, Grimaldi, che ormai stava seduto su una poltrona d’oro”. Ma oggi vedo che passano due capolavori come “India” di Roberto Rossellini (1958, 91’) alle 17 e a seguire “Two” di Satyajit Ray (1960, 12’). 

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