silvia salis

COS’HA IN TESTA SILVIA SALIS, LA SINDACA CHE BALLA SU TACCHI DA 1.200 EURO? RONCONE: “VUOLE DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. E NON SOLO: A PALAZZO CHIGI INTENDE ARRIVARCI SENZA PASSARE PER LE PRIMARIE” - COME DAGO DIXIT, RENZI, IL SUO TUTOR, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE. MENTRE SALIS ASPETTA E CI RAGIONA, RILASCIA INTERVISTE (A BLOOMBERG), SI LASCIA FOTOGRAFARE (I PIEDI, E SOPRATTUTTO LE SCARPE), SI MUOVE (IN PIAZZA MATTEOTTI, DIETRO ALLA DJ CHARLOTTE DE WITTE) E RESTA SULLE PAGINE DEI GIORNALI. E SE LA LEGGE ELETTORALE RESTASSE QUELLA ATTUALE… - DAGOREPORT+VIDEO

 

https://video.corriere.it/politica/la-sindaca-di-genova-salis-e-il-ballo-techno-al-dj-set-in-piazza-matteotti/17915659-4a61-44b0-afa5-f6cd49501xlk

 

DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/politica/primarie-campo-largo-renzi-spinge-perche-silvia-salis-partita-i-motivi-470782

 

Fabrizio Roncone per corriere.it - Estratti

 

(...)

 

charlotte de witte a genova con silvia salis

La domanda più calda del Campo largo è lì: cos’ha in testa la sindaca che balla su tacchi da 1.200 euro?

 

Per inquadrare il personaggio, perché ormai di un personaggio, piaccia o no, stiamo parlando, bisogna partire da alcune certezze: è mediaticamente fresca e di ambizione sfrenata, di rapace determinazione, furba di tre cotte, è anche bella, bionda e brillante, è spavalda e competitiva (come già scritto: dieci titoli italiani, due Olimpiadi e tre mondiali: lanciava con il martello, sport di una noia mortale, ma — appunto — ci sarà un motivo se non ha scelto la ginnastica ritmica).

 

Non deve perciò sorprendere se una così, a 40 anni, il suo personale piano d’azione l’abbia deciso da tempo: vuole diventare presidente del Consiglio. E non solo: a Palazzo Chigi intende arrivarci direttamente. Senza passare per le primarie.

 

Lo ripete ogni volta che può. Le primarie sono divisive (il che è abbastanza vero). E poi, aggiunge, a Palazzo Chigi deve andarci la persona più «competitiva», non quella con il maggior numero di truppe (anche qui: difficile darle torto). Più nel dettaglio: alla Salis non sfugge che la sua partecipazione alle primarie servirebbe solo come azione di disturbo, avrebbe l’unico miserabile (ma strategico) compito di succhiare altri voti alla Schlein, che già — come annunciano certi sondaggi — viene data perdente nei confronti di Conte.

 

La Salis pensa: escluso. Io non faccio la comparsa. Io sono certa di essere la persona giusta per fare il match contro la Meloni.

silvia salis al dj set di charlotte de witte piazza mattoetti genova

Il progetto ha una sua grandiosa complessità, ovvio. E richiede mosse precise, dosi di fortuna, destino. La Salis sa tutto. Il suo capolavoro ha bisogno di tempo. Mentre aspetta e ci ragiona, rilascia però interviste (a Bloomberg), si lascia fotografare (i piedi, e soprattutto le scarpe) e si muove (Zum zum zum! Musica techno, eccola che balla in piazza Matteotti, dietro alla dj Charlotte de Witte: ma ci arriviamo tra poco). Insomma, si tiene pronta.

Guardate: questa Salis, più passa il tempo, più dimostra di essere tanta roba (Matteo Renzi, tutor ufficiale, gongola) .

 

Per capirci: appena finito il referendum, sembra che Dario Franceschini — no, dico: il potente Franceschini — abbia deciso di andarle a parlare, portandosi dietro un vassoio d’argento. S

 

u cui c’era la proposta di diventare la gran capa d’una specie di Margherita 3.0. Il ragionamento, raccontano, sarebbe stato questo: per vincere le elezioni serve anche una forza centrista e, per guidarla, noi abbiamo pensato a te. Ernesto Maria Ruffini si sarebbe messo a ballare il cha cha cha dalla felicità. E così, non so, pure Giorgio Gori. Lei, invece, è rimasta freddina.

 

E, sfoggiando un sorriso dei suoi, avrebbe risposto con una frase tipo: Dario, ma che bello! Sul serio? Oh, beh, sono davvero lusingata, non ho parole e però no, guarda, no grazie, credimi, preferisco continuare a fare la sindaca di Genova.

silvia salis al dj set di charlotte de witte piazza mattoetti genova 2

 

Franceschini, diciamo, non è molto abituato a sentirsi rispondere di no. Però ha preso atto, e se l’è segnata. Così, al Corriere, ha rilasciato un’intervista dal titolo: «Nessun federatore, io dico sì alle primarie». Sott’inteso: cara Salis, se speri che qualcuno venga a chiederti di fare la candidata premier perché Conte e Schlein non si sono messi d’accordo, sbagli. Il nostro candidato lo troveremo ai gazebo.

 

Il che, tuttavia, è da vedere se accadrà. Un po’ perché Conte detta condizioni — «Primarie aperte a tutti!» — che bisogna capire se verranno accettate dalla Schlein. Un po’ perché se la legge elettorale restasse quella attuale, e la maggioranza non ne dovesse varare una che preveda invece l’obbligo di indicare il candidato premier prima del voto, l’ipotesi che il Campo largo possa andare alle urne in ordine sparso, resta sul tavolo.

 

A quel punto, in caso di vittoria, la segretaria del Pd e il capo grillino dovrebbero sedersi e trovare un accordo. Si tratta di una situazione dall’esito totalmente incerto. Con il rischio, concreto, della baruffa. Che imporrebbe la necessità di trovare una figura di mediazione.

silvia salis dietro charlotte de witte

 

Ecco perché, l’altro giorno, a Bloomberg la Salis ha detto: «Se mi chiedessero di candidarmi premier contro Giorgia Meloni? Sarebbe una bugia dire che, davanti a una richiesta unitaria, non lo prenderei in considerazione».

 

La reazione del Pd e dei 5 Stelle è stata: gelo totale. Quelli che la seguono — tra cui il marito, Fausto Brizzi, regista e scrittore — decidono perciò di frenare (però la prossima volta chiedete di rileggerla prima, l’intervista: è proprio l’abc, ragazzi). E lei, rapida: «Poi, intendiamoci: io voglio comunque fare il sindaco di Genova».

 

Ma intanto di lei si parla, resta sulle pagine dei giornali, sui social, rotola nel web la foto che, su Facebook, posta Franco Zaffini, senatore umbro di FdI. C’è lei, seduta, in tailleur, e a piedi nudi. Con, accanto, un paio di scarpe. La frase del post è: «Saliremo sulle barricate antifasciste e proletarie, calzando scarpette Manolo Blahnik!» (seguono 4.400 commenti e 2.200 «Mi piace»).

silvia salis al dj set di charlotte de witte piazza mattoetti genova

 

Zaffini è uno di quelli convinti che per essere democratici si debba essere pure un po’ poverelli: ma vabbè, è troppo lunga da spiegargliela. Le scarpe della sindaca, comunque, sono costose assai e così, nemmeno 48 ore dopo, la Salis ce la troviamo mentre balla durante un dj set di musica techno. Con migliaia di ragazzi felici e scatenati. Quasi un rave. Quelli che il governo Meloni ha vietato.

 

Zum zum zum!

 

Un bel festone. Pieno di allegria. E di politica (capito, no?).

silvia salis con charlotte de wittesilvia salis dietro charlotte de wittesilvia salis dietro charlotte de witte 1silvia salis 3charlotte de witte a genova con silvia salis SILVIA SALIS IN PIAZZA A GENOVA AL DJ SET DI CHARLOTTE DE WITTESILVIA SALIS SU BLOOMBERG silvia salis matteo renziSILVIA SALIS CON MATTEO RENZI silvia salis al dj set di charlotte de witte piazza mattoetti genova 3

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI - LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO