omicidio ferrara

IL 16ENNE CHE HA FATTO UCCIDERE I GENITORI A COLPI D’ASCIA A FERRARA PIPPAVA COCAINA - I RAGAZZI DEL PAESE: “QUANDO TIRO’ LA COCA DISSE DI SENTIRSI COME UN SUPEREROE. ODIAVA LA MADRE, LA RIEMPIVA DI INSULTI. UNA VOLTA LEI SI ARRABBIO’ PERCHÉ LUI LE AVEVA PRESO 10 EURO DAL PORTAFOGLIO. VENNE FUORI UN LITIGIO DI TRE ORE, QUASI UNA RISSA”

Omicidio di Ferrara - I due assassiniOmicidio di Ferrara - I due assassini

Niccolò Zancan per “la Stampa”

 

«È successo davanti alla lavanderia», dice adesso un caro amico degli assassini. È un mondo stretto. Senza aria alle finestre e senza sogni. Tutto compreso qui, fra il Bar Club 1 e questa lavanderia con un parcheggio e una panchina davanti. Passano le auto sulla strada provinciale, i ragazzi fumano le sigarette elettroniche, entrano, escono, fumano ancora, giocano a biliardino, raccontano.

 

Questo amico degli assassini ha 17 anni, dà nome, cognome e numero di telefono: «R. aveva provato la coca. Lo ha raccontato qui davanti alla lavanderia. Gli era piaciuta molto. Si sentiva proprio bene, carico. Aveva tirato calci a una porta e sfondato una finestra a pugni. Mi ricordo che aveva detto di essersi sentito come un supereroe. Secondo me, per combinare quello che hanno fatto l'avevano presa entrambi. E poi so che fumavano anche le canne e l'oppio».

 

Salvatore Vincelli - Nunzia Di Gianni - Omicidio FerraraSalvatore Vincelli - Nunzia Di Gianni - Omicidio Ferrara

R. è il timido, il ricco, il figlio dei ristoratori ammazzati a colpi d'ascia. Invece M. è il povero, l'estroverso, quello pieno di fidanzate, quello che ogni giorno posta una foto nuova su Instagram riflessa nello stesso specchio di casa: muscoli addominali, fumo dalle narici, un balletto, un ciuffo. «Ogni tanto si arrabbiava, ma niente di che. Una volta ha sfasciato la televisione perché era stato lasciato da una ragazza».

 

Ma torniamo al timido R. «Posso dire questo, con le fidanzate aveva sempre paura di essere rifiutato. Forse ne aveva avuta una. Non era molto sicuro di sé. La madre la odiava proprio. Diceva frasi tipo: Quella t di mia madre! Quella p! Voleva essere lasciato in pace, non andare a scuola. Mentre la madre insisteva perché frequentasse l' istituto tecnico, per prendere il diploma. Chiedeva cose normali, la madre di R. era uguale a mia madre».

 

Tu li hai mai visti litigare? «Sì, un giorno ero a casa loro. Pomeriggio. La madre si è arrabbiata perché R. gli aveva preso 10 euro dal portafoglio senza chiedere il permesso. È venuto fuori un litigio di tre ore, voglio dire una rissa. Una cosa infinita. Lui la riempiva di parolacce. Urlava. Era fuori di sé. Al punto che ho preso e me ne sono andato». Due chilometri e 200 metri.

Omicidio di Nunzia Di Gianni e Salvatore Vincelli Omicidio di Nunzia Di Gianni e Salvatore Vincelli

 

Questa è la distanza fra la casa del timido R. e quella dell' estroverso M. A metà strada, c'è questa lavanderia e un pezzo di campagna illuminato adesso dalle luci innaturali delle telecamere. Cosa facevano R. e M. prima di diventare due assassini? «Erano stati bocciati entrambi. Ma R. cercava ancora di venire a scuola, M. invece tagliava quasi sempre. Alle volte stava tutta la notte a giocare alla XBox, sai Fifa 2016? Quello del calcio. Così di mattina cercava solo un posto per andare a dormire».

 

Omicidio di Ferrara - La villa di Salvatore Vincelli e Nunzia Di GianniOmicidio di Ferrara - La villa di Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni

E poi? «D'inverno la discoteca Caprice, d' estate all'Ipanema. Certe volte M. andava a fare i tuffi dal pontile di Lido di Volano». E poi, cos' altro? «Te l'ho detto. Le canne, queste sigarette elettroniche». Qual è l'ultima volta che l' avete visto? «M. era scomparso da due settimane, una cosa strana perché lui era sempre in giro, non so dove fosse finito», dice adesso una sua amica. Ma il pomeriggio del giorno successivo all' omicidio era di nuovo qui, al solito bar a giocare a biliardino. Erano le 17. «Sembrava la persona più tranquilla del mondo», dicono tutti. Insegne lungo la strada: Bar Sport, Universo Capelli, da J Pizza, la macelleria con «somarino, cinghiale e salsiccia».

 

Omicidio di Nunzia Di Gianni e Salvatore VincelliOmicidio di Nunzia Di Gianni e Salvatore Vincelli

«Te non ci credi, ma noi siamo traumatizzati», dice un altro amico con il berretto nero di lana in testa. Anche lui ama quelle sigarette che svaporano, con una grossa ricarica piena di liquido. «Noi le telecamere le avevamo viste solo in televisione, ora stanno tutte qui. E tutti ci fate la stessa domanda, i giornalisti, i genitori, i vecchi del paese. Io non ci dormo la notte, ma non avevo capito. Erano amici miei. Erano amici di tutti, eravamo sempre qui insieme. Ma non ho mai visto un segno, qualcosa che mi facesse pensare a quello che poi hanno fatto».

 

Ma chi comandava fra i due? «Entrambi si mettevano i piedi in testa, a seconda dei giorni. Erano cose normali, scherzavano. R. aveva i soldi, i genitori con il ristorante. Invece M. era sempre in cerca di 10 euro per comprarsi da fumare». Fra la lavanderia e la strada di casa, il piano era questo: 80 euro di anticipo e mille euro a lavoro concluso per uccidere i genitori di R a colpi d' ascia. Deve essere sembrato un buon affare ad entrambi.

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