“A NISCEMI L’INTERA COLLINA STA CROLLANDO” – NON SI ARRESTA LA FRANA CAUSATA DAL MALTEMPO NEL COMUNE IN PROVINCIA DI CALTANISSETTA – LA DISPERAZIONE DEGLI SFOLLATI (GIÀ OLTRE 1.500) A CUI VENGONO DATI DIECI MINUTI PER ENTRARE IN CASA A RECUPERARE GLI EFFETTI PERSONALI: A CHI HA PERSO TUTTO SARANNO DATI 400 EURO AL MESE PER UN ANNO – GIORGIA MELONI TACE, IL GOVERNATORE RENATO SCHIFANI VIENE CONTESTATO, MENTRE ELLY SCHLEIN SI PRESENTA A NISCEMI E NEI COMUNI DEVASTATI DAL CICLONE HARRY: “IL GOVERNO USI IL MILIARDO STANZIATO PER IL PONTE SULLO STRETTO…” - VIDEO
1. FRANA A NISCEMI, «L'INTERA COLLINA STA CROLLANDO»: L'ALLARME DELLA PROTEZIONE CIVILE. GLI SFOLLATI SONO 1.500
Estratto dell’articolo di www.corriere.it
«L'intera collina sta crollando sulla piana di Gela […] La frana è ancora attiva». Lo ha detto il capo del dipartimento della protezione civile nazionale Fabio Ciciliano, che a Niscemi (Caltanissetta) sta partecipando alla riunione col presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, nel centro operativo comunale (Coc) per fare il punto sulla frana nel comune.
L'intero costone su cui è appoggiato il centro abitato di Niscemi si sta muovendo, mettendo a repentaglio la stabilità di decine di costruzioni. Come è noto le persone costrette ad abbandonare la loro abitazione sono già 1.500 e per la protezione civile sono destinate ad aumentare. […]
Ieri il consiglio dei ministri ha stanziato i primi fondi per l'emergenza; per gli sfollati sono in arrivo i contributi del fondo Cas dello Stato, 400 euro a famiglia più 100 euro per ogni componente fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno.
La procedura sarebbe già stata attivata in presenza dell'ordinanza di sgombero e dovrebbe essere completata nel giro di qualche giorno. Il contributo di autonoma sistemazione (Cas) è destinato a chi ha dovuto lasciare la propria abitazione: al momento circa 1.500 persone. Il presidente dell'Assemblea siciliana, Gaetano Galvagno, ne ha dato comunicazione ai capigruppo.
La preoccupazione tra i residenti è altra ed è sintetizzata dalle parole del parroco don Giuseppe Cafà: «I geologi che sono allo studio di questo evento franoso dicono che non c'è paragone in tutta Europa. Non c'è mai stato un fenomeno del genere. Il fronte frana è esteso per circa 4 km, in alcuni punti raggiunge la profondità di 50 metri. Si è creato un canyon, nel vero senso della parola».
Elly Schlein a Niscemi
A Niscemi questa mattina è arrivata anche la segretaria del Partito democratico Elly Schlein: «Siamo qui per dare la nostra vicinanza alla comunità di Niscemi. C'è grande apprensione, ci sono 1500 sfollati, bisogna mettere in sicurezza le persone e il territorio e il più presto possibile dare loro una prospettiva chiara».
«Naturalmente siamo pronti come Pd a fare la nostra parte - ha aggiunto la leader dem - per fare avere tutto il supporto necessario alla comunità e alle amministrazioni coinvolte. «Abbiamo già chiesto di destinare un miliardo di euro che non verrà usato per infrastrutture inutili come il ponte sullo Stretto per dare sostegno alle aree colpite dal maltempo» ha concluso.
2. TRA LE CASE DI NISCEMI SULL’ORLO DEL BARATRO: “NON TORNEREMO PIÙ”
Estratto dell’articolo di Claudia Brunetto per “la Repubblica”
«Tramontana, Salerno, Di Benedetto». I vigili del fuoco li chiamano a uno a uno davanti allo sportello aperto d’urgenza al piano terra del palazzo comunale. «Andiamo sul posto, subito. Ha dieci minuti di tempo per recuperare soltanto i generi di prima necessità», dice Vincenzo Petitto, vicedirettore del comando provinciale dei vigili del fuoco di Caltanissetta, a Luigi Di Martino che da domenica è fuori casa con la moglie.
A Niscemi, città di 25mila abitanti su una collina in provincia di Caltanissetta, a sessanta chilometri da Catania, la frana non si ferma.
[…] Quattro chilometri di frattura per un’altezza di cinquanta metri che hanno fatto precipitare nella zona rossa due interi quartieri, Sante Croci e Pirillo. Nei primi cinquanta metri dalla frana le case sono irrecuperabili. Tutte le abitazioni fino a 150 metri dalla frana sono state fatte evacuare. Le ultime ieri sera con il numero di sfollati destinato a crescere fino almeno a 1500 persone.
A guardare il paesaggio dal belvedere la collina sembra un canyon. «Dopo un ulteriore volo dei droni e degli elicotteri dei vigili del fuoco aggiorneremo la zona rossa in base alle criticità — dice Massimiliano Conti, sindaco di Niscemi — Tanti hanno trovato ospitalità in casa di amici e parenti. Una ventina sono ospitati in una casa di riposo e stiamo cercando altri alloggi. Le scuole restano chiuse».
[…] «La mia casa non è più raggiungibile — dice Adriana Palumbo, avvocata arrivata da Catania — è proprio sulla frana, non riuscirò a rientrare neppure per recuperare i ricordi di famiglia. Abbiamo passato lì il Natale tutti insieme, era l’unico legame con mia madre morta dieci anni fa. Non posso credere di avere perso tutto». Piange mentre insiste con i vigili del fuoco per provare a raggiungere l’abitazione. «Impossibile signora, è troppo pericoloso», le rispondono.
Due settimane fa un primo cedimento ha reso impraticabile la strada provinciale 12, domenica un secondo crollo ha determinato la chiusura della provinciale 10. In mezzo è arrivato il ciclone Harry. Per raggiungere Niscemi, al momento, resta solo la strada provinciale numero 11, tenuta sotto controllo dal Centro operativo comunale dove tutti i tecnici della protezione civile regionale sono al lavoro senza sosta. Ai niscemesi, però, importa soltanto di poter rientrare a casa. Anche soltanto per dieci minuti. Anche solo per prendere farmaci, vestiti, foto di famiglia, ricordi.
«Siamo ospiti da amici, ma non può essere così a lungo», dice Vincenzo Di Benedetto, 65 anni, che si regge sulle stampelle. «Dobbiamo tornare a casa a recuperare almeno le cose più importanti»,
[…] «È stata la notte peggiore della mia vita — dice Flavio Cincotta, due figli adolescenti, che ha trovato rifugio in una casa in campagna — Mi sembra davvero di impazzire. Ho preso un furgone per cercare di caricare tutto, ma non ho fatto in tempo, spero di poter tornare sul posto».
A Niscemi una catastrofe del genere non se la ricorda nessuno. Niente di paragonabile neppure al 12 ottobre del 1997 quando una frana “sconvolse la vita” della cittadina, come recita una targa nel quartiere Sante Croci con gente che aspetta ancora il risarcimento di allora. «L’Assemblea regionale siciliana ha già ricevuto da parte del governo un primo ddl che tratterà gli aiuti da dare immediatamente — dice Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea regionale siciliana, ieri sul posto — la situazione è catastrofica, serve un pool di psicologi». […]
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