stalliere maneggio lager

“ADESSO TI SBUDELLO COME UN CAPRETTO” – LO STALLIERE TORTURATO PER AVER DENUNCIATO IL MANEGGIO LAGER RACCONTA LE VIOLENZE SUBITE DAI DATORI DI LAVORO: “MI HANNO ACCUSATO DI AVER CHIAMATO “STRISCIA” E PROGETTAVANO DI INFILARMI DENTRO UNA FOSSA" - VIDEO

 

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/allevatori-senza-scrupoli_28203.shtml

 

Federico Genta per la Stampa

 

MANEGGIOMANEGGIO

Salvatore Carvelli e Camilla Cassina erano davanti alla televisione quando, la sera del 2 marzo, «Striscia la notizia» ha mandato in onda il servizio su un maneggio alle porte di Torino che maltratta gli animali. Il loro maneggio di Caluso. Hanno visto scorrere le immagini dei cavalli feriti, delle guardie zoofile e dei carabinieri che sequestrano bastoni, medicinali scaduti, «stimolatori» elettrici e due carabine senza matricola.

 

Davanti alle telecamere ci sono anche loro, Salvatore e Camilla, 63 e 29 anni. Poi l' inviato, Edoardo Stoppa, parla con due anonimi segnalatori. Il primo è vestito con una felpa di colore nero. Il viso e la voce sono irriconoscibili. Le sue mani no. Incrociate su un tavolo, sono quelle del loro stalliere e istruttore.

 

Così, la mattina dopo, quando Giovanni Santi è già legato mani e piedi e messo a testa in giù, appeso a una corda e con un braccio rotto, Salvatore gli spiega cosa deve fare. «Ci serve una tua deposizione, scritta. Devi dire che sei stato tu a chiamare Striscia. Tu a portare nel maneggio i medicinali e tutto quello che hanno portato via i carabinieri. L' hai fatto perché volevi incastrarci. La firmi e chiudiamo questa storia». È finita diversamente. I titolari del maneggio sono stati arrestati per sequestro di persona, lesioni gravi e tentata estorsione in concorso. Il giudice gli ha concesso i domiciliari.

TITOLARI MANEGGIOTITOLARI MANEGGIO

 

E dire che la vittima, che dopo essere svenuta per le torture era stato accompagnato in ospedale, aveva provato a nascondere la verità. «Sono caduto da una scala mentre davo una mano a un amico, nel suo giardino. Sono ancora confuso, non ricordo né il suo nome né dove abita». I medici non gli hanno creduto e sono scattate le indagini. Che sono proseguite ancora ieri, dopo la notifica degli arresti, con nuovi sequestri e nuove ricerche. I forestali dei carabinieri cercano delle carcasse. Perché i «passaporti» sequestrati sono più dei 37 cavalli trovati nei box. Due le ipotesi: o gli animali sono stati seppelliti, oppure rivenduti a commercianti alimentari.

 

MANEGGIOMANEGGIO

Il maneggio comprende più di due ettari di terreno: ci vorrà tempo. E poi ci sono due cavalli con ferite quantomeno sospette, i farmaci scaduti da anni, i bastoni a cui erano stati applicati dei «taser» per dare la scossa agli animali, trovati durante le riprese, a metà febbraio, e che erano già costati alla coppia una denuncia a piede libero.

 

2. PROGETTAVANO DI INFILARMI DENTRO A UNA FOSSA

Gianni Giacomino per la Stampa

 

«Quando ero appeso a testa in giù e stavo rantolando, lui mi ha puntano delle grosse forbici al petto e mi ha detto "adesso ti sbudello come un capretto". Ho pensato: stavolta è finita, non rivedrò più mia moglie e mia figlia. Intanto sentivo ancora lui che diceva a lei: «Prendiamo un' escavatore e lo seppelliamo da qualche parte, la macchina la nascondiamo e poi le diamo fuoco". Poi lui è uscito, lei mi ha tirato giù e io sono rimasto steso per terra».

 

Giovanni Santi, stalliere di 61 anni, ha visto la morte in faccia dopo una vita trascorsa nel mondo del cavalli, nelle scuderie torinesi e a preparare atleti per gare internazionali di equitazione. Da tre mesi lavorava a Caluso. Ha paura?

«Si, molta. Non dormo più. Ieri, prima di essere arrestato, Carvelli mi ha ancora tempestato di telefonate. L' ho detto ai carabinieri e mi hanno detto di non rispondere. Sono stato male, ho vomitato».

 

Si aspettava tanta violenza?

MANEGGIOMANEGGIO

«Francamente no, anche perché ci conoscevamo da una vita. Perché siamo nel mondo dei cavalli da sempre. Pensi che era un venerdì e io, il lunedì successivo, avrei dovuto iniziare a lavorare da un' altra parte».

 

Cosa è successo quella mattina?

«Stavo prendendo un caffè con Camilla quando lei mi ha chiesto se avevo visto il programma "Striscia la Notizia" della sera prima. Io ho risposto di no. Allora me l' ha fatto vedere lei con il suo telefonino».

Poi cosa è successo?

«Ad un certo punto mi fa "questo che parla sei tu". Io gli ho risposto di no, assolutamente, che con quel servizio proprio non c' entravo. Appena siamo usciti all' esterno, Carvelli ha iniziato a colpirmi con un pezzo di legno, quello che poi hanno sequestrato i carabinieri. Io sono caduto a terra e ho perso i sensi. Cercavo di ripararmi con le braccia e lui continuava a colpirmi. Ho cercato di scappare, ma lei mi si è avventata contro con una forza incredibile».

 

STALLIERE TORTURATOSTALLIERE TORTURATO

Riprende fiato e si tocca il braccio destro, che gli fa ancora male. Riprende il racconto...

«Quando ho riacquistato i sensi ero a testa in giù e avevo male dappertutto. Ad un certo punto lui, con delle grosse forbici, ha anche tentato di tagliarmi le dita di una mano. Mi hanno minacciato anche quando siamo usciti dall' ospedale».

 

Cosa le hanno detto?

«Di stare attento a quello che facevo. Insistevano con la deposizione che dovevo firmare per scagionarli da tutte le accuse. Che sapevano che mia figlia gira spesso per il paese dove abito».

 

Cosa pensa di Camilla e Salvatore?

«Che hanno proprio sbagliato persona perché io, con il servizio di "Striscia", non c' entro.

Quello che so è che adesso qualcuno dovrà pagare per il male che mi ha fatto».

 

MANEGGIOMANEGGIO

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