MEMORIE DI UN GRANDE ATTORE CHIAMATO ALBERTAZZI: “VISCONTI MI CHIESE “QUALCOSA DI PIU'” OLTRE ALL’AMICIZIA. PASSAMMO A QUALCHE AZIONE DI TENEREZZA, FORSE UN BACIO, NIENTE DI PIU'” - QUANDO MOLIÈRE MORÌ IN SCENA, IL PUBBLICO IN SALA, CHE NON SI ERA ACCORTO DEL DECESSO, MORMORÒ: "STASERA È MORTO MALE"... ED ERA MORTO DAVVERO! PERCHÉ LA FINZIONE SCENICA È PIÙ VERITIERA DEL REALE, IN QUANTO RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTÀ. MORIRE IN SCENA È UNO SBERLEFFO!»

Emilia Costantini per il "Corriere della Sera"

GIORGIO ALBERTAZZI E ORNELLA VANONI

Vive circondato dalle donne, segretarie, addette alle pubbliche relazioni, musiciste, attrici e naturalmente soprattutto la moglie Pia de' Tolomei. A 90 anni suonati Albertazzi non si stanca di essere un irriducibile libertino. Non a caso festeggerà il suo novantesimo compleanno il 20 agosto recitando, anzi, celebrando Gabriele D'Annunzio, un suo cavallo di battaglia dai tempi della Dannunziana. "Io ho quel che ho donato" si intitola lo spettacolo con cui festeggerà il genetliaco alla Versiliana.

GIORGIO ALBERTAZZI E FRANCO ZEFFIRELLI

«Eh sì! Novanta belli scoccati. Ma io ogni sera mi armo come un guerriero, scendo nell'arena per uccidere il toro e invece.... Mi trovo davanti a una platea di uomini e soprattutto donne che sono desiderosi di abbracciarmi, complimentarsi, baciarmi... ormai tutti mi vogliono toccare come fossi un santo».

 

E racconta un aneddoto: «Un mio amico mi disse che quando Mussolini era impegnato nella campagna del grano, un giorno si avvicinò un uomo che spingeva davanti a sé la moglie tenendola per le anche. E gridò al Duce "Pigliala! Voglio un figlio da te!"». Si ferma un attimo e commenta: «Ci manca poco che lo chiedano pure a me. Anzi... ora che ci penso, me l'hanno chiesto. Qualche anno fa, in un teatro, mi è venuta a salutare una bellissima e giovane donna, dicendomi "devo dirle due cose importanti: la prima è che voglio un figlio da lei"» .

 

GIORGIO ALBERTAZZI

E la seconda?
«Non gliel'ho fatta dire...se quella era la prima, figuriamoci la seconda».

Lei non ha avuto figli...
«Veramente un paio di volte ci sono andato vicino. La prima volta fu con una ragazza con cui ebbi una breve storia alla fine della guerra, mentre scappavamo dal fronte sud. Dopo qualche tempo mi disse che era rimasta incinta... ma poi ho scoperto che la figlia che nacque non era mia. La seconda fu con Bianca Toccafondi. Eravamo ragazzi, lei aveva lasciato per me marito e casa... sono stato uno scassafamiglie, insomma. E rimase incinta, ma abortì involontariamente. Ricordo che non avevo i soldi per ricoverarla e farla curare».

GIORGIO ALBERTAZZI

 

Ma avrebbe voluto diventare padre?
«Forse mio figlio è stato quello di Bianca, che non è mai nato. No... non mi è mai mancato il ruolo di padre, anche se Vittorio Gassman mi diceva sempre "devi fare un figlio, è un'esperienza eccezionale!", ma io non sono tagliato... e probabilmente le donne, che si adattano alle circostanze, l'hanno capito e non me l'hanno mai chiesto. Ho fatto un po' da padre, questo sì, ad Antonia Brancati, figlia della mia adorata Anna Proclemer».

 

Albertazzi è stato più Casanova o Don Giovanni?
«Assolutamente il primo. Le geometrie mentali del Don Giovanni, dove quel che conta è solo il numero e non il sentimento, non le capisco. Casanova invece è uno che ama la bellezza femminile e non si vanta, anzi, accetta anche le sconfitte. È un artista. Per quanto mi riguarda, ripeto sempre che tutti i fatti artistici della mia vita sono stati ispirati da una presenza femminile».

GIORGIO ALBERTAZZI CARLA FRACCI

Albertazzi trasgressivo come D'Annunzio?
«D'Annunzio era un erotomane, che si riempiva pure di tante parole. Quando copriva il corpo della sua amante di petali di rose, più che un gioco trasgressivo, era un gesto poetico. Per me, come spesso accade agli amatori, conta solo il fatto di far diventare la cosa un atto indimenticabile.

 

È stato anche oggetto di attenzioni maschili...
«Sì, Luchino mi chiese "qualcosa di più" oltre alla nostra sincera amicizia. Ricordo che eravamo in una stanza, nella sua casa. Passammo a qualche azione di tenerezza, forse un bacio, ma niente di più».

 

GIORGIO ALBERTAZZI

Lei è stato spesso definito un compagno paterno e generoso.
«Sono generoso per ringraziare le donne della loro presenza nella mia esistenza. E, in omaggio a loro, sto scrivendo una commedia che si intitola Memorie di un grande amore , dove un novantenne che, nella sua vita, ha sempre pagato le femmine per andarci a letto, vuole passare una notte con una giovane vergine: solo per guardarla nuda mentre è addormentata».

 

Toccafondi, Proclemer, Elisabetta Pozzi, Mariangela D'Abbraccio... compagne di vita e di palcoscenico... Ha amato molto: ha fatto anche soffrire molto?
«Ho anche sofferto molto io. Ricordo la terribile gelosia retroattiva che provavo per la Proclemer: volevo impossessarmi del suo passato e, per questo, la tormentavo».

GIORGIO ALBERTAZZI MAURIZIO GASPARRI

Al traguardo dei 90 anni, un bilancio: molte le occasioni mancate?
«Tantissime, ma nella carriera e per ragioni politiche. Mi hanno massacrato. Ancora mi chiedo com'è stato possibile che abbia potuto fare il direttore del Teatro Stabile di Roma, forse perché all'epoca si impuntò Veltroni. Le istituzioni con me non sono state generose. Prendo la pensione più bassa d'Italia, con tutti i miliardi che ho versato!».

 

Cosa la infastidisce di più della vecchiaia?
«La vecchiaia è più corporea della giovinezza, ti costringe a fare i conti con il tuo corpo, che reclama le sue esigenze. Quando sei giovane non ti accorgi di averlo, ti obbedisce, se vuoi fare un salto lo fai, se ti vuoi piegare ti pieghi... Poi arriva il momento che ti dice "no, questo non lo puoi fare". Allora, prendi in mano un oggetto con la mano destra, pensi di averlo afferrato e invece ti scivola, così tenti di recuperarlo con la sinistra... e ti scivola di nuovo anche dalla sinistra: quando sei vecchio, insomma, tutto tende a terra! Le scale, poi, sono il peggior nemico: quella salita si rizza sempre più, diventa come una scala a pioli, diventa una parete! E per me, che mi sono sempre mosso come un felino, è una vera disdetta».

 

Giorgio Albertazzi

Molti acciacchi fisici?
«Ho una gamba che mi dà fastidio e a volte anche in palcoscenico uso il bastone. C'è un brano di Memorie di Adriano dove l'imperatore, da me interpretato, descrive proprio un suo problema fisico. Dice "questo corpo mi è caro, mi ha servito bene, ma nessuno può nulla sulla natura e ora le gambe non mi sorreggono più tanto bene durante le cerimonie ufficiali". È il caso mio!»

fio15 veltroni bea rebecchini melandri albertazzi

Ha paura della morte?
«È un avvenimento importante, è l'assoluto. È un mistero. Non mi fa paura, temo solo se fosse accompagnata dalla sofferenza: insomma, essere aggredito dalla morte. Non mi dispiace morire, mi disturba solo perché penso di essere ancora utile a persone che hanno bisogno di me».

 

Crede nell'aldilà?
«C'è più aldilà nell'aldiqua di quanto non si pensi. E poi, se davvero esiste l'inferno, come diceva Flaiano, i peccatori sono tutti nudi, e magari ci si può anche divertire».

 

Le piacerebbe morire in scena?
«A tutti gli attori piacerebbe: è la massima celebrazione. Quando Molière morì in scena, il pubblico in sala, che non si era accorto del decesso, mormorò: "stasera è morto male"... ed era morto davvero! Perché la finzione scenica è più veritiera del reale, in quanto rappresentazione della realtà. Morire in scena è uno sberleffo!».

fio16 melandri albertazzi

 

ven05 albertazzi veneziani avati

 

alm02 albertazzi buzzancara28 albertazzi banfialm12 pasquale squittieri albertazzialm37 giorgio albertazzialm01 fior rubino albertazzi buzzanca

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...

edouard philippe melenchon le pen hollande glucksmann

DAGOREPORT! LO SPETTRO DEL BALLOTTAGGIO LE PEN-MELENCHON AGITA LA FRANCIA (E L’EUROPA) – PER QUESTO LA BORGHESIA PARIGINA È IN SOMMOVIMENTO, COME L’EX PRESIDENTE, FRANCOIS HOLLANDE. IL VISPO “BUDINO SCOPAIOLO” NON AVREBBE INTENZIONE DI SCENDERE DIRETTAMENTE IN CAMPO, MA STA LAVORANDO COME “EMINENZA GRICIA”: AVREBBE GIÀ INCONTRATO IL RIFORMISTA GLUCKSMANN, PER CERCARE DI CONVINCERLO A TROVARE UN’INTESA CON IL CENTRISTA EDOUARD PHILIPPE – L’IDEA E’ QUELLA DI LANCIARE PER LA CORSA ALL’ELISEO PHILIPPE, EX PREMIER MACRONIANO, ESPERTO E MOLTO POPOLARE NEL PAESE CON GLUCKSMANN CHE FAREBBE IL PREMIER. OBIETTIVO: EVITARE LA TRAGEDIA DI UN BALLOTTAGGIO LE PEN-MÉLENCHON, ARRIVARE AL SECONDO TURNO E GIOCARSELA CONTRO LA ZARINA SOVRANISTA. CE LA FARANNO I NOSTRI EROI?

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…