alessandro zan

“IL COMING OUT? MIA MADRE È STATA MOLTO TENERA E COMPRENSIVA, MENTRE MIO PADRE NON LA PRESE BENE” – CHI È ALESSANDRO ZAN, PADOVANO, CLASSE ’73, RELATORE DEL DDL CHE SPACCA IL PARLAMENTO: “IL BULLISMO? NESSUNA VIOLENZA FISICA PESANTE: HO SPESSO RICEVUTO BATTUTE, SCHERZI OMOFOBI, QUALCHE DANNO ALLA BICICLETTA” – “OMOSESSUALI IN POLITICA CHE OSTEGGIANO LA LEGGE? FACCIAMO QUESTA BATTAGLIA AFFINCHÉ NESSUNO SIA COSTRETTO A NASCONDERSI…”

Alessandro Zuin per il Corriere del Veneto

 

alessandro zan

Sarà che ha un cognome di appena tre lettere, così facile da memorizzare e con un suono quasi onomatopeico, fatto sta che, per essere un soldato semplice del Parlamento italiano, di questi tempi lo conoscono davvero in tantissimi: «Ddl Zan» – cioè il disegno di legge contro l’omotransfobia, che mira a rendere punibile ogni forma di discriminazione basata sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità – è diventata una di quelle formule che entrano nel linguaggio comune e, almeno fino a quando l’argomento continuerà a scaldare gli animi, sono destinate a rimanerci per un pezzo.

 

ALESSANDRO ZAN

Il rapper Fedez, attaccando frontalmente dal palco del concertone del Primo Maggio la Lega - che osteggia l’approvazione del disegno di legge, come gran parte del centrodestra - e la Rai, accusata di fare censura preventiva sull’argomento, gli hanno dato un’eco potentissima, innescando una colata lavica di reazioni e polemiche. Persino la presidenza della Cei - la Conferenza episcopale italiana - ha sentito il bisogno, pochi giorni fa, di prendere posizione sul «Ddl Zan», esprimendosi con un salomonico «modificare, non affossare».

 

Ma chi è e da dove viene Alessandro Zan, l’esponente padovano del Pd che, in quanto relatore del provvedimento alla Camera (dove è già stato approvato, mentre ora si è impantanato al Senato), ha finito per identificare con il proprio nome la proposta di legge?

 

ALESSANDRO ZAN MARIA ELENA BOSCHI

Nella città del Santo, dove in passato ha fatto parte dell’amministrazione comunale nella giunta del sindaco Flavio Zanonato, lo ricordano soprattutto per avere promosso e ottenuto - era la fine del 2006 - l’istituzione del primo registro anagrafico italiano delle coppie di fatto, aperto anche alle coppie omosessuali.

 

Ancora prima, nel 2002, era stato in prima fila nell’organizzazione del Gay Pride nazionale a Padova. Classe ‘73, una laurea in ingegneria delle telecomunicazioni, dal 2013 siede in Parlamento, prima per Sel e poi per il Pd. I colleghi alla Camera lo descrivono come un gran lavoratore, attento ed empatico verso il prossimo. Da qualche anno, porta fieramente la barba.

alessandro zan

 

Deputato Zan, avrebbe mai immaginato di dare il suo nome a una proposta di legge capace di dividere trasversalmente l’Italia?

«Questo ddl porta il mio cognome perché sono stato nominato relatore alla Camera, ma è una legge di tutti quei colleghi parlamentari che, da un anno e mezzo, si battono e si impegnano per portarla a casa. Questa legge non sta dividendo l’Italia, piuttosto sta portando allo scoperto coloro che vogliono un Paese proiettato verso l’Europa sovranista di Orban e Duda, anziché l’Europa della democrazia e dei diritti».

 

Partiamo dalla sua esperienza personale: le è mai capitato di essere bullizzato da ragazzo o discriminato per il suo orientamento sessuale?

«Sono stato fortunato: nessuna violenza fisica pesante, come oggi ancora troppo spesso accade. Ma ho spesso ricevuto battute, scherzi omofobi, qualche danno alla bicicletta. Devo anche ammettere che la mia mente li aveva rimossi, poi, in questi ultimi mesi, ascoltando tante storie di discriminazione, ho ripercorso anch’io quegli anni e ho focalizzato quanto mi era accaduto».

 

alessandro zan

Nella Padova della sua adolescenza (anni Ottanta) immaginiamo che certi epiteti rivolti agli omosessuali non fossero così infrequenti: le è capitato di riceverne?

«Sì, certo. Lo scherno verbale contro la comunità Lgbt+ era ed è ancora frequentissimo. Anche se, con le nuove generazioni, questo atteggiamento sta cambiando radicalmente».

 

C’è stato un momento o un episodio precisi in cui ha capito che avrebbe dovuto combattere per i suoi diritti e la sua identità?

«L’Erasmus in Inghilterra. Quei mesi mi hanno fatto capire che la società italiana era - ed è - ancora fortemente machista e patriarcale, mentre l’esperienza vissuta in Gran Bretagna mi ha fatto capire che un’alternativa è possibile. Una volta tornato, ho iniziato la mia militanza».

alessandro zan 3

 

La sua scuola politica qual è stata?

«Ho cominciato nell’Arcigay di Padova, dove ho capito quanto sia importante l’associazionismo, esperienza culminata con il Pride nazionale del 2002: Padova fu invasa da decine di migliaia di persone, fu veramente incredibile. Mentre i DS furono il primo partito a cui mi iscrissi, un’esperienza politica a cui devo moltissimo e un’ottima scuola».

 

L’esperienza del Pride Village padovano quanto è stata importante?

«Ho un grande orgoglio per il Padova Pride Village: dal 2008 a oggi è stata fatta tantissima strada, ormai è un tutt’uno con la città. I padovani aspettano con gioia questo evento ogni estate. Siamo riusciti a coniugare positivamente momenti di approfondimento culturale e politico con il divertimento. Inoltre, ora è il festival lgbt+ più importante d’Italia, un vero baluardo dei diritti».

alessandro zan 8

 

Come si è rivelato ai suoi genitori e all’ambiente familiare in genere?

«Prima di fare coming out, ero agitato e impaurito, perché ovviamente il giudizio dei genitori è importante per ogni figlio. Appena mi sono dichiarato, mia madre è stata molto tenera e comprensiva, mentre mio padre non la prese bene. Poi però fece un suo percorso personale, perché anche i genitori devono fare un percorso di accettazione dei propri figli, e alla fine diventò un mio grande sostenitore. È mancato quattro anni fa».

alessandro zan 4

 

È uno sportivo praticante? Esiste una squadra del cuore?

«Sì, amo fare attività fisica, penso sia fondamentale, cerco sempre di ritagliarmi del tempo per lo sport. Tuttavia non seguo nessuno sport in particolare, né tifo per una squadra di calcio».

 

Ha letto che il leghista Andrea Ostellari, che in Senato sta frenando con grande applicazione il cammino del «ddl Zan», potrebbe essere il candidato sindaco del centrodestra nella sua Padova?

«Chiunque sia il candidato del centrodestra, sono convinto che Sergio Giordani, che sta facendo un ottimo lavoro, sarà riconfermato sindaco di Padova, una città che sta cambiando ed evolvendo, e che deve guardare all’Europa, non certo a ottuse ricette sovraniste».

alessandro zan 9

 

Quanti omosessuali «nascosti» ci sono nelle forze politiche che osteggiano la sua legge?

«Non ne ho idea. Quello che so è che noi stiamo facendo questa battaglia di civiltà anche per loro, affinché non ci sia più nessuno costretto a nascondersi. Questa legge è per tutta la società, non per una minoranza».

alessandro zan 7alessandro zan 5alessandro zan 1alessandro zan 10ALESSANDRO ZANalessandro zan 11alessandro zan 2

Ultimi Dagoreport

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...