GO HOMELESS! - TRA I QUASI 4 MILIONI DI PISCHELLI CHE VIVONO IN STRADA NEGLI USA, POCO MENO DELLA METÀ SONO GAY E TRANS - PIÙ AUMENTANO I DIRITTI PER GLI OMOSESSUALI, PIÙ CALA L’ETÀ IN CUI I RAGAZZI FANNO COMING OUT. MA MOLTE FAMIGLIE LI CACCIANO DI CASA NON ANCORA MAGGIORENNI

Enrico Deaglio per “Il Venerdì di Repubblica

 

San Francisco. Sono invisibili, ma da domani lo saranno un po’ meno. Ragazzi, minorenni, scappati di casa, che si tengono ben stretti il loro sacchetto di viveri, lo zainetto, le scarpe. «Attento a dormire nel parco. Le scarpe, te le rubano», è il primo consiglio che ricevono. I nuovi homeless, senza casa. Sono andato a vederli, stanno all’ingresso del Golden Gate Park, alle ultime propaggini della famosa Haight Ashbury degli anni Sessanta; e non danno fastidio a nessuno. Erano tanti.

 

Secondo una ricerca destinata a fare rumore, sono i nuovi poveri americani. Minorenni, o comunque adolescenti, gay, lesbiche, bisessuali e transessuali si avviano a diventare circa il 40 per cento di tutti i «senza casa» americani, ovvero lo scandalo della miseria schiaffata sotto gli occhi dei ricchi nelle metropoli del Paese più ricco del mondo. Oppure, se volete vederla in un’altra maniera: il simbolo pulsante del fallimento del sistema capitalistico americano. Oppure ancora: la visione quotidiana della nemesi, della colpa, della vanità, del pulvis es et in pulverem reverteris e della mobilità sociale, che non fa molto parlare di sé quando va all’insù, ma scandalizza quando va velocemente verso il precipizio.

 

giovani homeless americani 6giovani homeless americani 6

I mendicanti, insomma. Le bag ladies. I drogati. I neri. I malati. Gli zombi. I veterani del Vietnam, cui adesso si sono sommati quelli dell’Iraq. Qualche volta anche le ondate di impiegati licenziati da qualche ristrutturazione bancaria, ma questi sono temporanei. Appena due mesi fa, ha provocato uno shock nell’opinione pubblica un’inchiesta del New York Times. Era il dettagliato, lungo e commovente ritratto realistico di una bambina di nome Dasani, originaria del Bangladesh. Dasani, si è scoperto, è uno dei 23.000 ragazzi ospitati ogni notte nelle decine di shelters di New York, dove gli adolescenti sono quasi in ugual numero degli adulti. Totale degli esseri umani che dormono su una brandina nelle enormi camerate allestite da una miriade di organizzazioni private o semi pubbliche: 57.000 esseri umani, invisibili.

 

I ragazzi e le ragazze – gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, uniti incosapevolmente attraverso la famosa sigla Lgbt, che significa appunto Lesbian Gay Bisexual Transgender, da poco diventata ufficiale e identitaria come avrebbe potuto essere una volta la categoria dei metalmeccanici – stavano sdraiati nel parco e si spingevano verso Stanyan Road.

 

giovani homeless americani 5giovani homeless americani 5

Chiedevano, senza iattanza alcuna, un po’ di soldi. Passa un signore distinto e una ragazza si ferma a parlare. Lui è paterno, lei è brusca. La conversazione finisce quando lui si informa: «Hai una casa? Hai un lavoro?». Lei risponde: «Qualche volta, un po’ qui un po’ là». Lui dice: «Che Dio ti benedica». Lei risponde brusca: «Non credo in Dio». All’ingresso del parco c’è una toilette pubblica; magnifica, una copia di quelle strutture art déco fatta costruire a Parigi. È un grande chiosco di metallo verniciato in verde, con una porta ricurva scorrevole e un display luminoso che dice «vacant» o «occupied». C’è un coppia in fila davanti a me. Lei è veramente piccola, avrà quindici anni, ed è malmessa.

 

Lui è un adulto, avrà trent’anni, taciturno. - Siamo prima noi, ok? - Ok. - A proposito, a Wholefood (il supermercato di prodotti organici dall’altra parte della strada ) ti fanno entrare nella toilette o devi chiedere il pin? - No, entri senza niente. Sgattaiola il precedente. Entrano i due. Aspettiamo tutti pazientemente. Dopo venticinque minuti, abbandono il mio privilegio in coda e me ne vado. Senza sapere se stavano scopando o se si stavano bucando. Gli homeless a San Francisco sono stabili, 7.500 in una città di 850.000 abitanti.

 

I vecchi homeless – praticamente vecchi come la città – vivono in due isolati di Tenderloin, nel vero centro della capitale, in mezzo a banche, grandi alberghi, il municipio, i magnifici teatri dell’opera, del jazz e del balletto. Zombi sdentati che bivaccano, temporanei proprietari di un carrello della spesa che spingono di qua e di là. A mezzogiorno c’è una lunga fila per la minestra in Ellis road. Questi sono la vecchia guardia, circa 50.000. Non crescono e non diminuiscono, da decenni. Poi ci sono i 2.500 di Golden Gate Park, che invece sono nuovi arrivati, Lgbt, giovani e ancora in forze.

giovani homeless americani 4giovani homeless americani 4

 

La notizia sta nel fatto che per la prima volta, e probabilmente ancora sommariamente, è stata svolta un’inchiesta sugli homeless giovani. L’ha condotta il Center for American Progress, grosso think tank liberal fondato e diretto da John Podesta, che fu un ascoltato consigliere di Bill Clinton ed ora è un consigliere, ancora più ascoltato, di Obama alla Casa Bianca.

 

Il Venerdì ha potuto vedere i dati appena raccolti; come spesso succede in America, sono inaspettati e biblicamente enormi. I senza casa minorenni sono circa un milione e settecentomila, poi ce ne sono una cifra tra i 750mila e i due milioni tra i 18 e i 24 anni. Questo significa che si raggiunge un totale di una massa tra i 2,4 milioni e i 3,7 milioni tra minorenni e giovani adulti, che ogni anno sono senza un tetto, per non parlare di una famiglia.

 

All’interno di questa massa, la ricerca, svolta su tutto il territorio nazionale, per la prima volta ha provato a stimare i giovani Lgbt, e sono venute fuori percentuali impressionanti, che variano dal 25 per cento al 45 per cento del totale, tra piccole città e grandi metropoli, con numeri più alti del previsto di giovani neri e ispanici.

 

I lettori sono autorizzati ad alzare scetticamente il sopracciglio. Possibile? Così tanti? Possibile; così come è possibile che negli Stati Uniti ci siano tre milioni di persone nel circuito carcerario o che prima dell’Obamacare, ci fossero quaranta milioni di cittadini senza assistenza sanitaria.

 

giovani homeless americani 3giovani homeless americani 3

Anche in Europa è cresciuto, e di molto, il fenomeno dei giovani senza casa – una ricerca della Fondazione Rodolfo DeBenedetti, appena resa nota, li stima in cinquantamila e considera la cifra pericolosamente grande, dovuta alla crisi economica e alle rotture famigliari. Cinquantamila sembrano tantissimi, troppi. Ma, di nuovo per far venire le vertigini al lettore, quello che succede ai ragazzi americani è molto più drammatico, se, per esempio, l’intera cifra europea è raggiunta dalla sola città di New York. I luoghi sono strade, gradini delle chiese, parchi, fogne, edifici abbandonati, dormitori, rifugi. Le cifre del disagio, della povertà giovanile sembrano essere dunque in rialzo ovunque, con una differenza.

 

Le percentuali americane di ragazzi omosessuali e transessuali non dipendono dalla povertà, quanto dai nuovi diritti dei gay. Un paradosso culturale, che può diventare esplosivo. Me lo spiega Tim Sweeney, che lavora con il Center for American Progress ed è una leggenda della comunità gay, per il suo attivismo, la sua generosità, il suo carisma. (Oltre che per le sue eccezionali capacità di raccogliere fondi e motivazioni).

giovani homeless americani 2giovani homeless americani 2

 

Queste decine o centinaia di migliaia di ragazzi che dormono per strada sembra che li conosca uno ad uno. Erano lui stesso, che figlio di una famiglia cattolica del Montana fece il suo coming out e si trasferì a San Francisco all’inizio degli anni Settanta, dove cominciò la sua attività sociale. Erano le migliaia di ragazzi che morirono di Aids durante l’epidemia, con i loro padri che si rifiutavano di vederli, sbattevano giù il telefono alla notizia e dicevano bruscamente: «Non è più mio figlio, lo rivedrò al suo funerale».

 

I dati non lo hanno stupito e una spiegazione esiste. Gli Lgbt hanno ottenuto negli ultimi anni conquiste pubbliche, culminate nella possibilità del matrimonio gay. Uno Stato dopo l’altro permette ai gay di sposarsi. La Corte Suprema dà loro ragione. La Casa Bianca ha appena sancito che i diritti di pensione e i benefit lavorativi valgano anche per le coppie gay. I giornali, la televisione parlano di loro, in diverse parti d’America si sono formate zone gay friendly . Il presidente appoggia i gay ed è convinto che in amore tutti debbano avere gli stessi diritti.

 

Tutto questo è molto bello, mi dice Tim Sweeney, ma ha anche fatto sì che sia fortemente calata l’età in cui il ragazzo o la ragazza comunicano ai genitori le proprie scelte sessuali. Se un tempo tutto ciò, in genere, avveniva quando il ragazzo andava al college, oggi avviene ai tempi del ginnasio; all’epoca dei primi flirt e delle passioni. La famiglia può reagire bene all’annuncio, ma molto più facilmente, reagisce male.

 

«Succede» spiega Tim «che puoi essere tollerato, o scacciato. Immagina che siamo nel Kansas, o in Alabama, in una cittadina. E allora vedrai tuo padre che ti agita la Bibbia sotto il naso, o che ti porta da un medico per curarti. Succede che ti cacci di casa. Succede che a scuola sia oggetto di bullismo, e trovi solo, quando ti va bene, un professore che sta dalla tua parte. Che la chiesa non ti aiuti.

giovani homeless americani 1giovani homeless americani 1

 

E allora il ragazzo parte, con duecento dollari che gli ha dato una zia o il biglietto dell’autobus che gli ha dato l’assistente sociale e va in una città, dove ci sono le sfilate del gay pride , dove potrà trovare lavoro. Per scoprire che i duecento dollari finiscono in pochi giorni, che non sai dove andare a dormire, dove lavarti, che la polizia ti cerca per riportarti a casa, che al McDonald’s non ti prendono. Che hai perso la scuola, che ti ammali, che ti chiedono sesso in cambio di denaro o ospitalità, che fai fatica a trovare qualcuno che ti dia una mano, che sei diventato un homeless e il mondo pensa di te che sei perso, che non c’è più niente da fare».

 

Abbiamo a che fare, conclude Tim Sweeney «con una gioventù sensibile, coraggiosa, leale, che quasi si stupisce che non le vengano garantiti i diritti che avevano pensato fossero per tutti». E i compiti sono enormi: «Raccogliere dati, farli conoscere, raccontare queste storie».

 

E poi le richieste, a chi ha i soldi per aiutare e il potere di fare leggi: «Ostelli dormitorio, assistenza sanitaria, lavoro, scuola». E poi ancora, avvicinare le famiglie e convincerle che i loro figli non commettono peccato e che non costituiscono la loro vergogna. «Un padre che passeggia per strada con suo figlio gay è la migliore delle soluzioni». Altrimenti, succederà quello che nessuno vuole: e la libertà sessuale diventerà un privilegio dei ricchi.

giovani homeless americani 7giovani homeless americani 7

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO