merkel profughi

ECCO LA POLITICA DI ACCOGLIENZA DELLA MERKEL: UN ANNO FA MONACO ACCOGLIEVA IN FESTA L’ARRIVO DEI PROFUGHI SIRIANI, OGGI I MIGRANTI VENGONO SGOMBERATI TRA LE OFFESE RAZZISTE DEI CITTADINI - GLI ULTIMI STRANIERI SI ERANO RIFUGIATI SUGLI ALBERI PER PROTESTARE CONTRO I RESPINGIMENTI NEI PAESI “SICURI”

Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica”

 

protesta contro merkel degli anti musulmani di pegidaprotesta contro merkel degli anti musulmani di pegida

L' ultimo profugo l' hanno tirato giù dall' albero alle quattro e mezza del mattino.

Un pompiere si è calato da una scala di venti metri e lo ha acchiappato. Fino ad allora avevano resistito in diciotto; africani, pachistani, siriani accovacciati dal pomeriggio in cima ai grandi aceri del Sendlinger Tor.

 

Gridavano: «Noi restiamo qui», minacciavano di ribellarsi «fino alla morte». Soltanto un pugno di militanti di sinistra, seduti sotto le grandi chiome gialle, non li ha abbandonati fino all'ultimo, scandendo di tanto in tanto «Germania vergognati: nessuno è illegale». Lo sgombero è avvenuto in un' indifferenza generale che nelle ore piccole si è trasformata in aperta ostilità.

 

seehofer merkelseehofer merkel

Qui, vicino alle scintillanti vetrine della città più ricca della Germania, accanto alla "Feierbanane" ("La banana della festa") come la chiamano in gergo, la via dei locali che si riempie nelle notti del fine settimana di tedeschi e turisti, un' ottantina di migranti protesta da mesi contro i respingimenti nei Paesi cosiddetti "sicuri".

 

Da settembre sono in una sorta di assemblea permanente, occupano, vengono cacciati dopo un po', ritornano. Da fine ottobre hanno cominciato uno sciopero della fame, venerdì le ambulanze ne hanno portati via quindici, stremati. Venerdì pomeriggio uno sgombero fulmineo ne ha fatti andare via una sessantina. Gli altri sono saliti sugli alberi. Anche Muhammad Kasim, il pachistano che aveva detto che «stanchi di non fare nulla» nel centro di accoglienza - come avevano denunciato tante volte erano pronti anche allo sciopero della sete.

il centro profughi di amburgo bergedorfil centro profughi di amburgo bergedorf

 

Una storia ormai nota ai monacensi, che non hanno mancato di dimostrare ai manifestanti disperati, visibilmente indeboliti anche dal digiuno, tutto il loro disprezzo. Tanti attraversano il Sendlinger Tor ogni giorno con passo affrettato - è uno snodo centrale di metropolitana, tram e mezzi pubblici. E tanti, anche ieri, li hanno degnati appena di uno sguardo. Chi ha commentato, lo ha fatto con parole che con il calare della notte e l' aumento del tasso alcolico sono diventate sempre più aggressive. «Andatevene a casa», il più frequente.

devastazione al centro profughi di suhl in germaniadevastazione al centro profughi di suhl in germania

 

Un tizio, sbronzo, si è offerto alla polizia, «datemi 500 euro e ve li tiro giù io». Altri hanno vomitato il loro odio razzista su Twitter: «Non vi sembra simbolico che questi tizi siano finiti su un albero?». Sembrano passati millenni dai tedeschi in festa che accoglievano in centinaia quegli stessi migranti alla stazione centrale di Monaco, applaudendo, scoppiando in lacrime, riempiendoli di regali, di giocattoli per i bambini. Era un anno fa.

 

E negli stessi minuti in cui i diciotto conquistavano i rami più alti degli aceri, venerdì pomeriggio, il governatore della Baviera Horst Seehofer cominciava il suo comizio alla Fiera, a pochi chilometri di distanza. Trasformando il congresso della Csu in una sorta di drammatica seduta di autocoscienza per riconquistare alla causa della Merkel un partito da lui stesso aizzato da un anno contro la politica delle "porte aperte sui profughi".

migranti tra germania e danimarcamigranti tra germania e danimarca

 

«Non venderò l'anima della Csu», ha detto con tono drammatico e voce roca, davanti ai delegati in visibilio, circondato dalle bandiere bianche e azzurre della Baviera.

Il leader dei cristianosociali ha tuonato contro «l'Islam politico», ha ribadito la richiesta di un tetto agli arrivi, 200mila.

 

Ma l' operazione più raffinata del vecchio leone della Csu è aver omesso di invitare Merkel. Apparentemente un affronto - è la prima volta in sedici anni che un leader della Cdu non viene invitato al congresso del "gemello" bavarese. In realtà un modo per evitare fischi e contestazioni alla cancelliera che avrebbero reso più difficile la rappacificazione che sta avvenendo dietro le quinte.

 

Tuttavia, uno dei momenti più significativi della kermesse è stato senza dubbio l' intervento del ministro degli Esteri austriaco, Sebastian Kurz (Oevp). Un chiaro ospite anti-Merkel.

rissa a  bergedorf  amburgo tra polizia e profughirissa a bergedorf amburgo tra polizia e profughi

Uno che dopo la fallimentare rincorsa della destra populista che nel suo Paese ha regalato soltanto voti alla Fpoe, ai "nipotini di Joerg Haider", è stato accolto come un eroe. Kurz ha rivendicato la regia viennese del blocco austro- balcanico. E, senza pudore ha raccontato di «essersi addormentato tante volte con l' angoscia che il blocco di Idomeni saltasse ». Neanche un accenno alle migliaia di disperati bloccati da quel confine nelle tendopoli greche; alle famiglie, alle donne e bambini stremati dall' attesa.

 

germania   arrivo dei profughi siriani  6germania arrivo dei profughi siriani 6

Il ministro conservatore è sembrato uscire da un romanzo di Musil; sinceramente inconsapevole del proprio cinismo. Soprattutto, la Csu è apparsa troppo accecata dalla propria rabbia contro Merkel per non spellarsi le mani per questo personaggio, simbolo di un pugno di ferro austriaco che non ha portato mezzo consenso in più alle forze tradizionali. Ma che fa tanto voce del popolo.

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