antonio sellerio

“LEONARDO SCIASCIA FU IL PRIMO SOSTENITORE DI MIA MADRE. ERANO LEGATISSIMI, SI DIEDERO DEL LEI FINO ALLA FINE” – ANTONIO SELLERIO RACCONTA LA NASCITA DELLA CASA EDITRICE: “ANDREA CAMILLERI? “NE ‘IL GIRO DI BOA’ FU DURISSIMO CONTRO L’IRRUZIONE NELLA SCUOLA DIAZ DI GENOVA. ARRIVARONO PRESSIONI DALLA RAI, MA CAMILLERI FU CHIARO: ‘SE SI MODIFICA ANCHE SOLO UNA VIRGOLA, LA RAI SI SCORDA MONTALBANO’ - “ALESSANDRO BARBERO? NON VIVE BENE LA SUA POPOLARITÀ. CREDO CHE GLI SIA SFUGGITA LA SITUAZIONE DI MANO…

Estratto dell'articolo di Roberta Scorranese per il "Corriere della Sera"

antonio sellerio 5

 

Antonio Sellerio, il primo libro letto?

«Pinocchio. Da allora mi è rimasto addosso quel senso picaresco del racconto d’avventura. Persiste ancora oggi che ho cinquant’anni».

 

Ed è alla guida, con sua sorella Olivia, della casa editrice di famiglia.

«La nostra casa era confinante con gli uffici, non c’era distacco tra vita e lavoro».

 

Palermo, 1969. Sua madre, Elvira Giorgianni investe i 12 milioni di liquidazione da funzionaria regionale e fonda la casa editrice Sellerio assieme a suo padre, Enzo, famoso fotografo.

elvira sellerio

«E con l’aiuto di Leonardo Sciascia, il primo sostenitore di mia madre. Legatissimi, si diedero del lei fino alla fine».

 

Com’era sua madre?

«Una che combatteva. Tra le primissime donne a entrare nel cda della Rai, visse la cosiddetta stagione dei “professori”. Ma non si intimidiva, contestava le nomine decise altrove, la non chiarezza».

 

E Sciascia com’era?

«Voleva essere chiamato “il maestro di Racalmuto”. Non rispondeva mai al telefono e mi insegnò a sparare».

 

Racconti.

«Lui era l’intellettuale siciliano di riferimento, io ero un bambino e mia madre mi portava con sé quando andava a trovarlo nella sua casa di campagna. Un giorno prese il fucile e insieme colpimmo un barattolo di caffè. Ricordo quel giorno come un battesimo, da allora non ho più sparato».

 

Gli anni Ottanta in Sicilia.

andrea camilleri antonio sellerio

«C’era un morto ammazzato al giorno, una situazione pesantissima. Mia madre e mio padre, guidando una casa editrice che coltivava un’idea alta e raffinata di letteratura siciliana, adottarono così una forma di resistenza».

 

Guardavate «La Piovra»?

«No, a casa nostra non si guardava».

[…]

 

Elvira e Enzo si separarono nel 1983.

«Rimasero molto legati, continuando ad abitare vicini. La casa editrice, però, si sdoppiò: Elvira alla guida di narrativa e saggistica, a Enzo i libri di arte e fotografia. Mia madre si assunse un carico enorme. Ma aveva affinato l’intuito».

leonardo sciascia elvira sellerio gesualdo bufalino 1

 

Scoprì Gesualdo Bufalino.

«La incuriosì un suo testo scritto per un libro di fotografie. Lo chiamò: “Bufalino, scommetto che lei ha un romanzo nel cassetto”. Lui rispose: “No signora, ne ho due. Uno glielo mando, l’altro è destinato all’oblio”».

 

E così nel 1981 uscì «La diceria dell’untore».

«Premio Campiello quello stesso anno».

 

Nel 1984 arriva Andrea Camilleri.

antonio sellerio 1

«Con La strage dimenticata, un libro che non ottenne grande successo, ma mia madre era convinta del suo talento. Andrea aveva un modo tutto suo di raccontare, si entusiasmava per storie apparentemente di poco conto».

 

E infatti dieci anni dopo ecco «La forma dell’acqua», il primo con Montalbano.

«Prima lenta, poi impetuosa la crescita del successo di quei libri per noi arrivò inattesa. Nel 1998 la classifica dei libri più letti a un certo punto era composta da un solo nome: Camilleri. Oggi i suoi libri hanno superato i venti milioni di copie, è tradotto in oltre trenta Paesi».

luca zingaretti andrea camilleri

[…]

 

Vi ha traditi anche lui, e non solo con Mondadori.

«Ma ha voluto inserire nel contratto una clausola che comunque protegge Sellerio».

 

Com’era lui?

«Una volta gli diedero una laurea honoris causa a Dublino. Lo accompagnai. Quando seppe che avevo pagato la sua stanza in albergo si arrabbiò così tanto che non solo volle rimborsarmi, ma pretese anche di pagare la mia camera».

 

Era puntuale?

«Con lui, cosa più unica che rara se parliamo di scrittori, avveniva che prima consegnava il libro — con puntualità rigorosa — e solo dopo si faceva il contratto. Dei soldi gli importava poco».

 

Impegno civile?

alessandro barbero

«Ne Il giro di boa Montalbano è durissimo contro l’irruzione nella scuola Diaz nei cosiddetti fatti di Genova del 2001. Quando si cominciò a lavorare alla sceneggiatura televisiva si era nell’epoca berlusconiana e arrivarono pressioni dalla Rai per smussare quella parte, ma Camilleri fu chiaro: “Se si modifica anche solo una virgola, la Rai si scorda Montalbano”».

 

Reazioni in casa editrice?

«Arrivarono decine di lettere: “Montalbano appartiene a tutti”, dicevano, “Camilleri non può permettersi di fargli assumere una posizione politica”. Capii allora che quei romanzi erano davvero entrati nelle case di tutta Italia».

antonio sellerio 2

 

Adriano Sofri è un altro pilastro di Sellerio.

«Un amico, una persona di straordinaria cultura e sensibilità. Gli ho dedicato la mia tesi di laurea e sono convinto della sua innocenza».

 

Per chi ha votato lei l’ultima volta?

«Pd. Ammesso che interessi a qualcuno. Mi spiace, peraltro, essere poco originale».

 

Un altro «selleriano» importante è Luciano Canfora.

LUCIANO CANFORA

«Uno dei pochi studiosi che unisce una profonda conoscenza alla ricerca della verità, ha un grande coraggio intellettuale».

 

Alessandro Barbero.

«Sarò sincero: credo che non viva benissimo la sua enorme popolarità […]

penso che la situazione gli sia sfuggita di mano. Lui non cercava la popolarità di per sé, piuttosto è uno che ama divulgare. Poi, certo, è uno che ha il coraggio delle proprie idee e coniuga rigore sabaudo e passione come pochi sanno fare».

 

elvira sellerio andrea camilleri

[…] Carlo Lucarelli.

«Ha inaugurato un nuovo modo di concepire il noir. Con Carta Bianca, nel 1990, raccontava la storia di un funzionario del regime fascista onesto e molto scettico. Lui può permetterselo, perché è un uomo di rigore politico e onestà intellettuale».

 

Antonio Manzini.

«Un aneddoto. Ho scoperto solo molto tardi che Manzini è stato uno degli allievi prediletti di Camilleri. Eppure, quando ci presentò il primo manoscritto, lo fece per altre vie: non voleva mettere in imbarazzo Andrea e comunque voleva essere valutato per il suo talento. Il suo enorme successo oggi lo ha ripagato».

carlo lucarelli

 

Hanya Yanagihara.

«Oggi è una delle autrici best seller, ma quando traducemmo il suo Una vita come tante, non avevamo grandi speranze: oltre mille pagine, ai librai ne mandammo un estratto di 200, temendo di spaventarli. Ma poi lei è stata una delle prime “baciate dal successo digitale”, perché una booktoker lo ha rilanciato e da allora ogni suo romanzo è un best seller».

Antonio Manzini

 

Margaret Doody.

«Dopo il primo libro il suo editore americano si era dimenticato di lei. Con noi ha venduto centomila copie».

 

Sua sorella Olivia.

«Canta molto bene e presto dovrebbe realizzarsi un bel progetto che venne congelato dalla pandemia, con le canzoni di Montalbano».

 

Ha visto la serie tv sul «Gattopardo»?

«No, ma ho amato il libro, anche se non mi riconosco in una Sicilia appesantita dalla grandeur».

elp antonio manziniantonio sellerio 3

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...

meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE” - L’ULTIMA, DISPERATA, SPERANZA DI NAGEL GIACE TRA I FALDONI DELLA PROCURA DI MILANO PER L'INCHIESTA SULLA TORBIDA VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF A CALTA-MILLERI-BPM – UNA SGRADITA SORPRESA POTREBBE ARRIVARE DAGLI 8 EREDI DEL VECCHIO - PIAZZA AFFARI? SI È FATTA GLI AFFARI SUOI: METTERSI CONTRO PALAZZO CHIGI PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE DI UNICREDIT, BENETTON, MEDIOLANUM, FERRERO, LUCCHINI, UNIPOL, ENTI PREVIDENZIALI, ETC. – L’ERRORE DI NAGEL E GLI ''ORRORI'' DI DONNET: DA NATIXIS AL NO ALLO SCAMBIO DELLA QUOTA MEDIOBANCA CON BANCA GENERALI…

donald trump vladimir putin giorgia meloni

DAGOREPORT - IL VERTICE DELLA CASA BIANCA È STATO IL PIÙ  SURREALE E “MALATO” DELLA STORIA POLITICA INTERNAZIONALE, CON I LEADER EUROPEI E ZELENSKY IN GINOCCHIO DA TRUMP PER CONVINCERLO A NON ABBANDONARE L’UCRAINA – LA REGIA TRUMPIANA: MELONI ALLA SINISTRA DEL "PADRINO", NEL RUOLO DI “PON-PON GIRL”, E MACRON, NEMICO NUMERO UNO, A DESTRA. MERZ, STARMER E URSULA, SBATTUTI AI MARGINI – IL COLMO?QUANDO TRUMP È SCOMPARSO PER 40-MINUTI-40 PER “AGGIORNARE” PUTIN ED È TORNATO RIMANGIANDOSI IL CESSATE IL FUOCO (MEJO LA TRATTATIVA PER LA PACE, COSÌ I RUSSI CONTINUANO A BOMBARDARE E AVANZARE) – QUANDO MERZ HA PROVATO A INSISTERE SULLA TREGUA, CI HA PENSATO LA TRUMPISTA DELLA GARBATELLA A “COMMENTARE” CON OCCHI SPACCANTI E ROTEANTI: MA COME SI PERMETTE ST'IMBECILLE DI CONTRADDIRE "THE GREAT DONALD"? - CILIEGINA SULLA TORTA MARCIA DELLA CASA BIANCA: È STATA PROPRIO LA TRUMPETTA, CHE SE NE FOTTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, A SUGGERIRE ALL'IDIOTA IN CHIEF DI EVITARE LE DOMANDE DEI GIORNALISTI... - VIDEO

francesco milleri gaetano caltagrino christine lagarde alberto nagel mediobanca

TRA FRANCO E FRANCO(FORTE), C'E' DI MEZZO MPS - SECONDO "LA STAMPA", SULLE AMBIZIONI DI CALTAGIRONE E MILLERI DI CONTROLLARE BANCHE E ASSICURAZIONI PESA L’INCOGNITA DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA - CERTO, PUR AVENDO IL 30% DI MEDIOBANCA, I DUE IMPRENDITORI NON POSSONO DECIDERE LA GOVERNANCE PERCHÉ NON HANNO REQUISITI DETTATI DALLA BCE (UNO FA OCCHIALI, L'ALTRO CEMENTO) - "LA STAMPA"  DIMENTICA, AHINOI!, LA PRESENZA DELLA BANCA SENESE, CHE I REQUISITI BCE LI HA TUTTI (E IL CEO DI MPS, LOVAGLIO, E' NELLE MANI DELLA COMPAGNIA CALTA-MELONI) - COSA SUCCEDERÀ IN CASO DI CONQUISTA DI MEDIOBANCA E DI GENERALI? LOR SIGNORI INDICHERANNO A LOVAGLIO DI NOMINARE SUBITO IL SOSTITUTO DI NAGEL (FABRIZIO PALERMO?), MENTRE TERRANNO DONNET FINO ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI...