james lindsat, helen puckrose e peter boghossian

L’ACCADEMIA DELLA BEFFA – LA “CULTURA DELLO STUPRO NEI PARCHI PER CANI” E IL “BODYBUILDING GRASSO”: SONO DUE FINTI STUDI IDEATI DA 3 RICERCATORI E PUBBLICATI DA ALCUNE RIVISTE SCIENTIFICHE DELLE UNIVERSITÀ AMERICANE SOLO PERCHÉ PARLAVANO DI "MINORANZE OPPRESSE" – E QUANDO HANNO PRESENTATO IL CAPITOLO 12 DEL ''MEIN KAMPF'' CON ALCUNE CORREZIONI IN CHIAVE FEMMINISTA…

Francesco Borgonovo per “la Verità”

 

schermata 2018 10 09 alle 15.20.58

Il titolo dell' ambizioso articolo accademico, in effetti, era un po' complicato. In italiano suonava più o meno così: «Reazioni umane alla cultura dello stupro e alla performatività queer nei parchi urbani per cani». Ma la tesi era senz' altro esplosiva: «I parchi per cani sono spazi in cui lo stupro è permesso, un luogo di dilagante cultura dello stupro canino e di oppressione sistemica nei confronti del "cane oppresso"».

 

Lo studio dei parchi per cani, dunque fornirebbe elementi per capire quali siano gli atteggiamenti degli essere umani nei confronti della violenza sessuale. A firmare il fondamentale scritto è stata tale Helen Wilson e la prestigiosa rivista accademica americana Gender, place and culture non solo l' ha pubblicato, ma gli ha pure riconosciuto uno standard di eccellenza.

 

james lindsat, helen puckrose e peter boghossian

È andata solo un po' peggio a un altro articolo, intitolato: «Chi sono loro per giudicare?

Superamento dell' antropometria e struttura per un boybuilding grasso». La tesi era, di nuovo, estremamente suggestiva: «Sono solo le norme culturali opprimenti a far sì che la società consideri ammirevole la costruzione dei muscoli piuttosto che del grasso». Ecco perché le stesse competizioni di bodybuilding trarrebbero beneficio dall' inclusione di «corpi grassi mostrati in modi non competitivi».

 

james lindsat, helen puckrose e peter boghossian 1

Anche questo articolo è stato pubblicato, per la precisione sulla rivista accademica Fat studies. Tuttavia non è stato giudicato «eccellente». Anzi, uno degli editor della rivista ha avuto da ridire sull' uso del termine «frontiera», definendolo «problematico», poiché implica espansione coloniale e acquisizione ostile e indica la cancellazione genocida delle popolazioni indigene».

 

Ecco, ora forse vi chiederete: ma che diamine di rivista accademica potrebbe mai pubblicare uno studio sulla «cultura dello stupro» nei parchi per cani? E come è possibile che qualcuno abbia trovato interessante un articolo sull' aumento della cellulite come forma di lotta agli stereotipi proposti dal bodybuilding? Eppure, i due articoli che abbiamo appena citato sono effettivamente stati letti, corretti e poi approvati da importanti pubblicazioni universitarie americane.

i ricercatori che hanno fatto pubblicare finti studi

 

Facevano parte, assieme a numerosi altri scritti, di una delle più grandi burle mai orchestrate ai danni del mondo culturale occidentale.

 

È accaduto questo: tre ricercatori americani - Helen Pluckrose, James A. Lindsay e Peter Boghossian - hanno passato circa un anno di tempo a ideare e scrivere una ventina di finti articoli accademici. Poi li hanno inviati alle riviste scientifiche statunitensi. Ben sette sono stati accettati e pubblicati. Altri sette sono stati letti, corretti e rimandati agli autori per una revisione in vista di una futura pubblicazione. Soltanto sei sono stati rifiutati in toto.

 

i finti studi pubblicati sulle riviste accademiche americane 7

La truffa ha dei risvolti comici evidenti (basta scorrere i titoli dei vari articoli per capirlo), ma l' obiettivo dei tre americani era serissimo. Sono stati loro a spiegarlo in un lungo saggio uscito sulla rivista online Areomagazine.com qualche giorno fa. In buona sostanza, la Pluckrose e i suoi soci volevano mostrare il disastro della «cultura ufficiale» statunitense.

 

Non solo ci sono riusciti, ma hanno anche fatto parlare di sé sui giornali di mezzo mondo. Hanno svelato al grande pubblico l' ossessione per il politicamente corretto e per i temi legati al gender degli accademici americani. Costoro si sono dimostrati pronti a pubblicare qualsiasi ricerca - anche la più allucinante - che riguardasse le «minoranze oppresse».

i finti studi pubblicati sulle riviste accademiche americane 5

 

I finti articoli sono stati mandati a riviste di «cultural studies» o «identity studies», quindi stiamo parlando del territorio accademico da cui provengono gli studi sulle minoranze razziali, sul genere e le sue sfumature, sui rapporti tra maschi e femmine.

 

Il grande critico americano Harold Bloom l' aveva ribattezzata «scuola del risentimento», e da lui i tre «truffatori» americani hanno mutuato la definizione di «studi del risentimento».

«Qualcosa è andato storto nell' università, specialmente in certi campi all' interno delle discipline umanistiche», scrivono Pluckrose, Lindsay e Boghossian. Secondo loro, i professori si basano poco sulla «ricerca della verità» e preferiscono concentrarsi sulle «lamentele sociali». Tale approccio è diventato «completamente dominante», benché basato su una visione del mondo «non scientifica e non rigorosa».

 

i finti studi pubblicati sulle riviste accademiche americane 6

I tre intellettuali non sono conservatori ossessionati dalla lotta al politicamente corretto. Al contrario, si dichiarano liberal. Ma si sono resi conto che, oggi, «la riflessione aperta e in buona fede su argomenti di identità come genere, razza e sessualità è quasi impossibile». L' ideologia offusca tutto. E gli studiosi di sinistra sono in preda a una «follia identitaria». Le menti di gran parte degli studiosi americani (e non solo) sono come prigioniere, ottuse. E i finti articoli selezionati per la pubblicazione lo dimostrano.

 

i finti studi pubblicati sulle riviste accademiche americane 3

Dello stupro fra cani e del bodybuilding per grassi abbiamo detto. Ma il caso più clamoroso è senz' altro quello dell' articolo dedicato al «femminismo di solidarietà», accettato dalla rivista Affilia.

 

L' articolo non era altro che il capitolo 12 del Mein Kampf di Adolf Hitler, con alcune correzioni in chiave femminista. Il testo è stato letto, approvato e molto apprezzato dagli editor della rivista.

 

Grande entusiasmo anche per un altro scritto, intitolato: «Entrare dalla porta sul retro: sfidare l' omoisteria e la transfobia dei maschi eterosessuali attraverso l' uso di sex toys penetrativi».

i finti studi pubblicati sulle riviste accademiche americane 1

 

A pubblicarlo è stata la rivista Sexuality & Culture, a cui dev' essere piaciuta molto la tesi: «Si sospetta che gli uomini raramente si auto-penetrino usando sex toys, e ciò è probabilmente dovuto alla paura di essere considerati omosessuali (omohysteria) e a bigottismo nei confronti dei trans (transfobia). Incoraggiandoli a impegnarsi in un erotismo penetrativo ricettivo diminuirà la transfobia e aumenteranno i valori femministi».

 

i finti studi pubblicati sulle riviste accademiche americane 2

Imperdibile anche lo studio dedicato ai «brestaurants» (in italiano lo si potrebbe tradurre «tettoranti»), in cui si prendeva in esame la «nostalgia patriarcale» dei maschi che frequentano locali come Hooters, in cui le cameriere sono solite mettere in mostra generose scollature.

Tutto questo è comico, ovviamente. Ma il sorriso si spegne se si pensa che le università americane sono il luogo in cui la cultura occidentale prende forma. È in quei luoghi che viene elaborato il pensiero a cui, poi, le masse si devono adeguare. E la cosa non fa ridere: fa spavento.

i finti studi pubblicati sulle riviste accademiche americane 4

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…