BELIN, QUANTI INCIDENTI A GENOVA: È LA CITTÀ ITALIANA CON IL MAGGIOR NUMERO DI INCIDENTI STRADALI CON MORTI E FERITI IN RAPPORTO AL NUMERO DI ABITANTI, DAVANTI A ROMA E A MILANO – IL COMUNE CORRE AI RIPARI, PREPARANDO L’ISTITUZIONE DI “ZONE 30” (STRADE DOVE IL LIMITE MASSIMO CONSENTITO È DI 30 CHILOMETRI ORARI), LA CREAZIONE DI STRADE SCOLASTICHE E LA MESSA IN SICUREZZA DI ALMENO UNA CINQUANTINA DI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI…
Estratto dell’articolo di Giulia Mietta per "la Stampa"
Un record di cui farebbe volentieri a meno, Genova, è quello di grande città italiana con il maggior numero di incidenti stradali con morti e feriti in rapporto al numero di abitanti, nonché terza in termini assoluti per sinistri con feriti dopo Roma e Milano.
Ma con il nuovo piano della sicurezza stradale presentato dal Comune, il capoluogo ligure prova a svestire l'odiosa maglia nera e a rilanciare la formula delle Zone 30. Nel 2024 secondo il report Città 2030 stilato da Legambiente nelle principali città italiane, a Genova si sono verificati 8,4 incidenti stradali gravi ogni mille abitanti, davanti ai 6,1 di Roma e i 7,3 di Milano. […]
Ancora, tra il 2024 e il 2025, secondo i dati della polizia locale genovese (che registra gli incidenti con feriti in base alle denunce alle assicurazioni), gli incidenti sono calati da 8.127 a 6.560, ma i mortali sono saliti a 19 rispetto ai 13 dell'anno precedente. […]
Saranno le strette e tortuose strade collinari, la forte concentrazione di mezzi a due ruote, i molti cantieri, le poche arterie di scorrimento dove si tende a premere sull'acceleratore, ma il Comune ha deciso di correre ai ripari. Tre i punti cardine del piano. Innanzitutto l'istituzione di "zone 30" - strade dove il limite massimo consentito è di 30 chilometri orari - in tutti i nove municipi genovesi. Poi la creazione di "strade scolastiche", caratterizzate da limiti specifici e potenziamento della segnaletica dedicata nei pressi di 18 istituti. Infine la messa in sicurezza di almeno una cinquantina di attraversamenti considerati ad alto rischio.
«I dati numerici fanno riflettere sull'urgente necessità dimettere in campo ogni misura a nostra disposizione - dice l'assessore alla Mobilità Emilio Robotti - a partire dall'educazione stradale nelle scuole e una comunicazione mirata alla sensibilizzazione sulle conseguenze dei comportamenti scorretti alla guida».
Ma sicuramente la partita destinata a far più discutere è quella delle "zone 30", da attivarsi in ognuno dei nove municipi entro il 2026. Il Comune ha intenzione di procedere con grande cautela, per evitare intoppi giuridici come quello che, a Bologna ha fatto infrangere la sperimentazione della "città 30 chilometri" contro un ricorso al Tar presentato, e recentemente vinto, dai tassisti.
«Le strade saranno individuate insieme al territorio e l'attivazione del limite sarà sempre giustificata - spiega l'assessore - per i controlli, eviteremo autovelox fissi tarati al di sotto dei 50 chilometri orari ma opereremo con presidi della polizia locale e telelaser per contestare le infrazioni sul momento».
Per quanto riguarda le strisce pedonali, ci sono 90 bandierine sulla mappa della città - tra le strade con più incidenti via Pra', nel ponente, e corso Europa, nel levante - ma si partirà con 50 attraversamenti individuati come prioritari. Si stima una spesa di un milione e mezzo di euro. Ne servirebbero altrettanti. A livello di risorse, il Comune ha avanzato domanda ad Autostrade per l'Italia per 3 milioni previsti da un patto di risarcimento per la città seguito al crollo di ponte Morandi. […]



