le armi che biden fara arrivare all ucraina zelensky

L’IMPERATIVO DI WASHINGTON: BATTERE I RUSSI SUL CAMPO - BIDEN “TRASFERISCE” ALL’UCRAINA TANK E ARMI DI FABBRICAZIONE SOVIETICA (PER LE FORNITURE MADE IN USA SERVIREBBE UN ADDESTRAMENTO SPECIFICO) -ARRIVERANNO DALL'EST EUROPA, POLONIA IN TESTA - SONO DOTAZIONI DI “QUARTA MANO” ED È PROBABILE CHE ABBIANO BISOGNO DI REVISIONE. NON È DA ESCLUDERE CHE ALCUNI SIANO USATI COME PEZZI DI RICAMBIO PER AGGIUSTARE QUELLI ABBANDONATI DAI RUSSI – MA C'È CHI PUÒ ESSERE TENTATO DI LIBERARSI DI VECCHI RESIDUATI O DI PIAZZARE “PRODOTTI” NON PROPRIO A NORMA…

LE ARMI CHE BIDEN FARA ARRIVARE ALL UCRAINA

Andrea Marinelli,Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

Washington è pronta a fornire, in via indiretta, carri armati all'Ucraina. Questa mossa, rivelata dal New York Times , può permettere a Zelensky di rendere ancora più difficile la missione russa: l'aumento dello scudo può consentire a Kiev di replicare all'aggressione, ma anche ridurre il divario tra i contendenti e convincerli che sia meglio negoziare. Sono già in corso i contatti per favorire quello che viene definito «un trasferimento», in quanto non si tratta di componenti americane.

 

A Kiev il supporto serve subito, non c'è troppo tempo per l'addestramento: la resistenza deve saper usare i mezzi che riceverà. Dunque - come spiega il New York Times e conferma la logica - gli Stati Uniti si rivolgeranno all'infinito mercato dell'Est Europa, dove possono trovare materiale compatibile con quello già in possesso degli ucraini.

 

putin zelensky biden

Tra i «candidati» ci sono i carri armati T-72 di progettazione sovietica e Pt- 91 polacchi: Varsavia ne possiede centinaia e potrebbe partecipate allo sforzo. Tra l'altro ha appena ordinato i più moderni Abrams americani e dunque potrà rimpiazzarli in seguito. Nessuno però vuole sguarnire le proprie difese: gli slovacchi, per esempio, si sono impegnati a inviare i sistemi anti-aerei S-300, ma prima vogliono in cambio i Patriot (già promessi da olandesi e tedeschi).

 

Sempre nella parte orientale del continente - Bulgaria, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia - possono essere individuati altri corazzati (ancora T72), ma anche cannoni e munizioni. Quarta mano Complicato, ma non raro, il «giro» che coinvolge una cinquantina di blindo Pvb-501. Di concezione sovietica, usati dalla Germania Est, acquisiti con la riunificazione dalla Germania Ovest e rimodernati, sono stati venduti alla Svezia che poi li ha esportati nella Repubblica Ceca.

LE ARMI CHE BIDEN FARA ARRIVARE ALL UCRAINA

 

Adesso saranno spediti a Kiev - come racconta The War Zone - con il placet di Berlino: sono di «quarta mano» ed è probabile che abbiano bisogno di una profonda revisione. Non è da escludere che alcuni siano usati come pezzi di ricambio per aggiustare quelli abbandonati dai russi: gli ucraini hanno messo in piedi da tempo officine per il «recupero» delle prede belliche (almeno 160 «pezzi» secondo stime ufficiose).

 

L'Australia ha invece annunciato che metterà a disposizione dei blindo Bushmaster che dovrebbero essere di qualità superiore, mentre Londra spedirà mezzi analoghi e artiglieria semovente As-90 Braveheart. La discriminante, tuttavia, è sempre il reale stato di efficienza.

volodymyr zelensky

 

IL PACCHETTO

Le indiscrezioni sui carri armati - e vedremo se avranno conferme - sono state accompagnate dall'annuncio di un nuovo pacchetto da parte degli Stati Uniti in favore di Kiev. Interessante la lista: razzi per artiglieria a guida laser (permettono un tiro accurato); i ben noti droni kamikaze Switchblade utilizzabili da un solo soldato; droni da ricognizione Puma, necessari per garantire la sorveglianza e la ricerca di target; sistemi anti-droni per contrastare le incursioni avversarie; apparati radio criptati; mitragliatrici; munizioni; ricambi; materiale medico.

 

Poi, anche se gli Stati Uniti lo lasciano sempre in fondo alla lista, c'è un elemento fondamentale legato al supporto dell'intelligence: le immagini satellitari.

 

I CONTROLLI

LE ARMI CHE BIDEN FARA ARRIVARE ALL UCRAINA

Un aspetto su cui vegliare è la catena di approvvigionamento: le sorprese sono in agguato, il diavolo è nei dettagli. C'è chi può essere tentato di liberarsi di vecchi residuati o di piazzare «prodotti» non proprio a norma. In passato, poi, sono emerse vicende nebulose che hanno coinvolto ditte private poco affidabili, azioni sotto coperture e fornitori (bulgari, bielorussi).

 

Nel 2015, ad esempio, un militare americano perse la vita mentre testava un missile contro-carro Konkurs in Bulgaria, parte di un lotto destinato ai ribelli siriani nell'ambito di un'operazione «segreta». Nel 2008 un'inchiesta ha smascherato un imprenditore della Florida di soli 22 anni che aveva vinto un contratto da 300 milioni di dollari per fornire proiettili all'esercito afghano: aveva sostenuto che fossero cartucce albanesi, invece erano cinesi. L'episodio è remoto, ma rivela un certo mondo sommerso. L'urgenza di sostenere la resistenza ucraina potrebbe indurre a prendere delle scorciatoie.

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