olimpiade madre di alessandro magno

DIETRO UN GRANDE UOMO, C’E’ UNA GRANDE MADRE (MAGARI UN PO' MIGNOTTA) - UNA BIOGRAFIA RICOSTRUISCE INTRIGHI, DELITTI E AMBIZIONI DI OLIMPIADE, MADRE DI ALESSANDRO MAGNO - SECONDO GLI ANTICHI, PRATICAVA OSCURI CULTI MISTERICI, DURANTE I QUALI MANEGGIAVA SERPENTI CHE POI SI PORTAVA PERSINO NEL LETTO - ERA DEVOTA AI RITI DIONISIACI, CHE CELEBRAVA CON GRUPPI DI FEMMINE INVASATE, TRA LE QUALI LEI ERA LA PIÙ SELVAGGIA

Giorgio Ieranò per “la Stampa”

ANGELINA JOLIE NEI PANNI DI OLIMPIADE MADRE DI ALESSANDRO MAGNO

 

Forse non è vero che dietro a ogni grande uomo c' è sempre una grande donna.

Ma dietro a molti grandi condottieri c'è spesso una madre ingombrante. Gengis Khan, stando alla Storia segreta dei mongoli , aveva paura solo della mamma, l' intrepida Hoelun.

 

Maria Letizia Bonaparte vegliò severa sul figlio Napoleone per tutta la sua vita. Ad Alessandro Magno toccò invece in sorte Olimpiade, donna inquietante e strana. Secondo gli antichi, praticava oscuri culti misterici, durante i quali maneggiava serpenti che poi si portava persino nel letto. Era devota ai riti dionisiaci, che celebrava con torme di femmine invasate, tra le quali si distingueva, scrive Plutarco, per essere «la più selvaggia».

OLIMPIADE MADRE DI ALESSANDRO MAGNO

 

Si diceva che persino il marito, il re di Macedonia Filippo II, persona non facilmente impressionabile, ne fosse terrorizzato. Ma Olimpiade fu soprattutto una donna di potere. Senza di lei, forse, Alessandro non sarebbe mai divenuto re: fu la madre, con il delitto e l'intrigo, a spianargli la via verso il trono.

 

Certi ritratti a tinte fosche di Olimpiade nascono forse proprio dal fatto, scandaloso per gli autori antichi, maschi e maschilisti, che una donna fosse riuscita a imporsi come protagonista politica (qualcosa di simile accadrà poi con un' altra spregiudicata regina, Cleopatra). Ne è convinto Lorenzo Braccesi, storico del mondo antico, che dedica ora alla mamma di Alessandro Magno una biografia documentata e avvincente.

OLIMPIADE REGINA DI MACEDONIA

 

Olimpiade ne emerge con tutte le sue ambiguità. Una donna che, da un lato, scrive Braccesi, appariva avvolta in «una nebbia misterica dove il mito poteva sovrapporsi alla vita e alla realtà». Ma, d' altro lato, era una sovrana accorta e astuta. Del resto, era nata figlia di re: suo padre, Neottolemo I, era signore dell' Epiro, un piccolo regno la cui dinastia vantava però una discendenza da Achille.

 

Aveva poi sposato un altro re, Filippo di Macedonia. I due si sarebbero conosciuti proprio durante una cerimonia misterica, un rituale d' iniziazione alle oscure divinità dell' isola di Samotracia. E il loro figlio, Alessandro, era destinato a diventare il più grande di tutti i re, fondatore di un impero universale che andava dalle rive del Nilo a quelle dell' Indo.

OLIMPIADE MADRE DI ALESSANDRO MAGNO

 

Olimpiade è immersa negli eventi che, nella seconda metà del IV secolo, cambiano la storia del mondo. Dapprima accanto al marito Filippo, che, con la battaglia di Cheronea (338 a. C.), schiaccia la libertà di Atene e diviene padrone della Grecia. Poi seguendo da lontano i trionfi di Alessandro. Mentre il figlio avanza impetuoso nei territori dell' impero persiano, guidando le sue falangi attraverso i deserti e le montagne dell' Asia, la madre intrattiene con lui una corrispondenza di cui Braccesi ricompone le tracce partendo dai testi degli storici antichi.

alessandro magno

 

Olimpiade dispensa saggi consigli su come comportarsi con i sudditi. E il figlio le racconta con orgoglio i suoi successi. Si accinge anche, con festosa sollecitudine, a comunicarle di avere scoperto, nella remota India, le sorgenti del Nilo, salvo poi fare ammenda del clamoroso errore.

 

Il ruolo di regina madre Olimpiade aveva dovuto conquistarselo. I re di Macedonia erano poligami. Filippo, nel 337 a. C., aveva sposato una nobile macedone, di nome Cleopatra. Plutarco riferisce che Olimpiade, «donna collerica e gelosa», s' infuriò per queste nuove nozze.

 

alessandro magno

C' era il rischio che Cleopatra partorisse un erede di puro sangue macedone, che avrebbe messo fuori gioco Alessandro, il figlio della principessa epirota. Nel 336 a. C., mentre entrava nel teatro di Ege (oggi Verghina), l' antica capitale del regno macedone, Filippo venne ucciso da un sicario di nome Pausania. Fu Olimpiade ad armare la mano del regicida?

 

Lo storico Giustino racconta che la regina andò a deporre una corona di fiori sul capo di Pausania, giustiziato e appeso a una croce. Non erano solo calunnie: Braccesi riesamina tutte le testimonianze e conclude che, quasi certamente, Olimpiade fu la mandante dell' omicidio del marito. Comunque sia, grazie all'assassinio di Filippo, Alessandro ottenne subito il trono. E Olimpiade, per evitare rischi futuri, costrinse la rivale Cleopatra a impiccarsi dopo averne ucciso la figlia bambina. La regina avrebbe pagato il prezzo dei suoi intrighi.

 

OLIMPIADE SEDOTTA DA ZEUS NELL AFFRESCO DI GIULIO ROMANO

Dopo la morte di Alessandro a Babilonia, nel 323 a. C., i suoi generali iniziarono a combattere per spartirsi l'impero. Olimpiade, a questo punto, era sempre più solo una presenza ingombrante. Tentò di salvare la dinastia ma fu uccisa nel 316 a. C. Di lei resterà la leggenda cupa e misteriosa. Solo Giovanni Pascoli, nel suo poemetto Alexandros, la immaginerà diversa. Una madre assorta nella malinconia, che, ascoltando lo stormire della quercia profetica del tempio di Zeus a Dodona, nel natio Epiro, crede di sentire la voce del figlio lontano. Una madre «in un sogno smarrita», mentre «il vento passa e passano le stelle».

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