vladimir putin nucleare atomica armi bomba

BOMBA O NON BOMBA – SECONDO IL “TIMES” PUTIN, MESSO ALL'ANGOLO, STAREBBE PER ORDINARE UN’ESERCITAZIONE NUCLEARE AI CONFINI CON L’UCRAINA – MA QUALI SONO GLI SCENARI POSSIBILI SE MAD VLAD DECIDESSE DAVVERO DI METTERE MANO AGLI ARMAMENTI ATOMICI? POTREBBE OPTARE PER UN ATTO DIMOSTRATIVO, OPPURE COLPIRE UN OBIETTIVO MILITARE IN UCRAINA O SPINGERSI FINO AD AGGREDIRE UN PAESE NATO...

Greta Privitera per www.corriere.it

 

PUTIN RISCHIO BOMBA ATOMICA

Nella homepage del The Times, tra le notizie della premier Liz Truss e la foto di un pinguino gigante, c’è un titolo che fa venire i brividi. Ancora nessuna conferma, ma si legge: «Putin ordina un’esercitazione nucleare ai confini con l’Ucraina». Sul quotidiano di Londra scrivono che il presidente russo sarebbe «pronto a dimostrare la sua volontà di usare armi di distruzione di massa con un test nucleare». «Il Cremlino starebbe manifestando la possibilità di una significativa escalation mentre il suo esercito perde terreno sul campo di battaglia», dicono.

 

VLADIMIR PUTIN

Altre fonti raccontano di un treno militare russo della divisione nucleare che sarebbe partito in direzione Ucraina. Non ci sono, al momento, conferme definitive; e può darsi che Putin stia bluffando. Che cioè — dopo il discorso pronunciato durante la cerimonia di annessione dei territori occupati in cui ha detto che avrebbe utilizzato «tutti i mezzi disponibili per mantenere la Russia al sicuro», e le continue controffensive ucraine — lo zar stia solo provando ad alzare i toni per spaventare i nemici.

 

Ma quali sono gli scenari possibili? Come è stato scritto più volte negli ultimi mesi (qui), quelle di cui si sta parlando sarebbero armi nucleari tattiche — destinate al campo di battaglia, a colpire obiettivi precisi, e diverse da quelle strategiche che hanno la potenza di distruggere intere città.

 

In un articolo del Financial Times , gli esperti spiegano tre possibili modi in cui la Russia potrebbe usare queste armi: per un test «dimostrativo»; per attaccare un obiettivo militare ucraino o un’infrastruttura chiave; oppure — e sarebbe senz’altro l’ipotesi peggiore — per raggiungere un territorio Nato.

 

L’ipotesi 1: il test nucleare «dimostrativo»

vladimir putin 1

Partiamo dal primo scenario, quello dimostrativo. Secondo il Ft, Putin e i suoi potrebbero pensare a un’esplosione sotterranea, oppure nel Mar Nero, nei cieli sopra l’Ucraina o in un sito disabitato. Come dice la parola stessa, lo farebbero per dimostrare che — se davvero volessero utilizzare l’atomica — possono farlo, e per spaventare gli avversari. Questo, però, alzerebbe i toni del conflitto senza dare alla Russia alcun vantaggio concreto immediato sul campo di battaglia; non potrebbe lasciare indifferenti i Paesi membri della Nato: e, citando Joe Biden, renderebbe la Russia agli occhi della comunità internazionale un Paese ancora più «paria» di quello che già è.

 

Ma che effetti avrebbe una detonazione di questo tipo sul territorio? Gli esperti spiegano che l’impulso elettromagnetico dell’esplosione distruggerebbe apparecchiature elettroniche non protette e la ricaduta radioattiva, inizialmente ampia, si ridurrebbe a circa l’1% in 48 ore. Ma si formerebbe una nuvola di polvere radioattiva che rappresenterebbe un grave rischio biologico.

 

vladimir putin fucile

L’ipotesi 2: l’attacco a un obiettivo militare ucraino

La seconda opzione d’attacco riguarderebbe un obiettivo militare ucraino o un’infrastruttura chiave. Ma a che pro? Sempre sul FT si legge che le forze militari ucraine sono disperse sul territorio e gli studi dell’esercito americano hanno concluso che una testata da un kiloton deve esplodere entro 90 metri da un carro armato per creare gravi danni. Senza contare che, al «fallout nucleare», sarebbero esposte anche le truppe russe presenti in Ucraina, sul campo di battaglia.

 

L’ipotesi 3: l’attacco a un obiettivo Nato

vladimir putin fucile

La terza mossa possibile sarebbe la più pericolosa: l’attacco a un obiettivo o a un territorio Nato. Sarebbe quella che rischierebbe di innescare una guerra nucleare. Gli esperti si chiedono come risponderebbe la Nato a un attacco agli Stati Uniti o a un Paese europeo. Si legge: «Dopo un attacco a un Paese membro, verrebbe attivato l’articolo V che invoca una risposta di difesa collettiva da parte degli altri. Mosca rischierebbe una devastante rappresaglia nucleare da parte degli Stati Uniti. Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale Usa, afferma che qualsiasi uso russo di armi nucleari avrebbe conseguenze catastrofiche».

 

PUTIN DISCORSO ALLA NAZIONE

L’ex direttore della CIA e generale dell’esercito Usa David Petraeus ha parlato di un attacco militare convenzionale che distruggerebbe la flotta russa del Mar Nero. Per ora, però, la Nato è rimasta vaga su quali potrebbero essere le «conseguenze catastrofiche». Sperando che le parole di Putin rimangano solo minacce.

 

PUTIN DISCORSO ALLA NAZIONE 3vladimir putin

 

Ultimi Dagoreport

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…