phica.eu

LUTTO PER I PIPPAROLI DEL WEB: HA CHIUSO IL FORUM "PHICA", DOVE GLI UTENTI PUBBLICAVANO FOTO PORCELLINE DI VIP E SVIPPATE VARIE (INCLUSE POLITICHE) - IL COMUNICATO DEL SITO: "PURTROPPO, COME ACCADE IN OGNI SOCIAL NETWORK, CI SONO SEMPRE PERSONE CHE USANO IN MODO SCORRETTO LE PIATTAFORME, DANNEGGIANDONE LO SPIRITO E IL SENSO ORIGINARIO" - DOPO LE DENUNCE, ECCO COSA RISCHIANO GLI UTENTI CHE HANNO PUBBLICATO FOTO E COMMENTI DA ADOLESCENTI CON GLI ORMONI IN SUBBUGLIO ("E VOI COSA FARESTE A QUESTA GRAN TROIA?", "LE DAREI LA MIA TORRE DI PISA"): DIFFAMAZIONE, MINACCE E ISTIGAZIONE A COMMETTERE REATI - INDAGA LA POLIZIA POSTALE

SITI SESSISTI,ALLA POLIZIA POSTALE DENUNCE DA TUTTA ITALIA

phica.net 1

(ANSA) - ROMA, 28 AGO - Stanno arrivando alla Polizia postale denunce da tutta Italia da parte di donne che hanno scoperto loro foto rubate e finite sui siti sessisti Mia moglie e Phica.eu.

 

La Polizia postale ha avviato indagini per risalire a chi gestisce le piattaforme che contengono anche foto di politiche, attrici e influencer. Verifiche sono in corso anche per stabilire le modalità con cui sono state trafugate e diffuse le foto e per arrivare a identificare anche gli autori dei commenti sessisti e offensivi.

 

 

COMUNICATO DI CHIUSURA DI PHICA

 

Ciao a tutti,

 

paola cortellesi (2)

è arrivato il momento di fare chiarezza. Phica è nata come piattaforma di discussione e di condivisione personale, con uno spazio dedicato a chi desiderava certificarsi e condividere i propri contenuti in un ambiente sicuro.

 

Purtroppo, come accade in ogni social network, ci sono sempre persone che usano in modo scorretto le piattaforme, danneggiandone lo spirito e il senso originario. È successo con Facebook, con i gruppi su Telegram, ed è successo anche qui.

 

Nonostante gli sforzi, non siamo riusciti a bloccare in tempo tutti quei comportamenti tossici che hanno spinto Phica a diventare, agli occhi di molti, un posto dal quale distanziarsi piuttosto che sentirsi orgogliosi di far parte. Per questo, con grande dispiacere, abbiamo deciso di chiudere e cancellare definitivamente tutto ciò che è stato fatto di sbagliato.

 

Alcune precisazioni importanti

Per evitare equivoci o false voci, ci teniamo a ribadire che:

 

Violenza di qualsiasi tipo: sempre vietata, bloccata e denunciata.

Minorenni o contenuti pedopornografici: mai tollerati, sempre bloccati e denunciati.

Offese verso le donne, linguaggi da branco e atteggiamenti denigratori: vietati, bloccati e denunciati.

 

phica.net 3

In oltre 20 anni abbiamo sempre collaborato con le forze dell’ordine italiane e internazionali, contribuendo attivamente anche a casi importanti (come quello seguito dal giudice Cantone), fornendo ogni volta dati e supporto per assicurare alla giustizia chi commetteva crimini.

 

Phica è stata una comunità, con luci e ombre, ma soprattutto con la volontà di creare uno spazio diverso. Vi ringraziamo per averne fatto parte.

 

A presto,

Lo staff di Phica

 

SITI GESTITI DALL’ESTERO E RIAPERTI CON ALTRI NOMI OSCURARLI È DIFFICILE 

Estratto dell'articolo di Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera” 

 

il sito phica

Dalla pagina Facebook «Mia moglie» ai contenuti porno e ai commenti offensivi di due piattaforme online: «Phica.eu» e «Comeup». Un filo rosso che la polizia postale sta seguendo per identificare chi ha postato non solo immagini di donne in momenti intimi così come nella vita di tutti i giorni, ma anche frasi a sfondo sessuale che possono incitare a commettere reati, come la violenza sessuale. 

 

C’è infatti un collegamento diretto con il profilo che gli investigatori informatici hanno chiuso la settimana scorsa dopo le ripetute segnalazioni di utenti che da tempo avevano visto quello che accadeva su «Mia moglie», dove oltre 30 mila uomini pubblicavano le foto delle consorti (ma spesso anche solo di amiche o perfette sconosciute), aggiungendo la frase «E tu cosa le faresti?».

 

phica.net 2

Una pagina aperta da anni che nessuna lamentela, esposto, denuncia era riuscito a far oscurare. Almeno fino a oggi. La stessa Meta, la società americana proprietaria di Facebook, ha infatti preso posizione dopo i contatti con la Postale, annunciando in quel momento di aver chiuso il profilo incriminato. Una svolta. Molti di quei contenuti sarebbero stati tuttavia pubblicati anche sulle due piattaforme adesso finite al centro delle indagini.

 

maria stella gelmini

Oscurarle appare tuttavia complicato, perché si tratta di portali che probabilmente vengono gestiti dall’estero. E non soltanto in un unico Stato ma non si esclude utilizzando una rete di pc che gestisce quelle pagine da luoghi differenti nello stesso momento.

 

Ieri proprio «Phica.eu», dopo le notizie sulla presenza sulle sue pagine di immagini di politiche italiane, è diventato irraggiungibile per il numero di clic. Una sorta di attacco hacker in stile Ddos, in pratica con l’intasamento del sistema provocato dall’enorme mole di richieste di accesso contemporaneamente, che ha mandato in tilt la piattaforma, che è tuttora presente sul web. 

 

Un nodo fondamentale da superare sarà adesso quello di capire se i Paesi dove si trovano le sedi dei due portali abbiano accordi bilaterali con l’Italia sul fronte del contrasto ai reati informatici, perché altrimenti sarà difficile procedere alla chiusura o all’oscuramento dei profili, che comunque in tutti i casi, come spesso accade, potrebbero essere riaperti — come sembra sia accaduto con «Mia moglie» — con un altro nominativo.

 

phica.net 4

Senza accordi invece sarà necessario capire se almeno le leggi siano compatibili, perché i reati di pubblica opinione non sono riconosciuti ovunque. E alla fine per procedere nei confronti degli amministratori di queste piattaforme in Italia serve un decreto dell’autorità giudiziaria sulla base dei riscontri svolti dalle forze dell’ordine in seguito alle denunce delle vittime, mentre per il profilo Facebook è sufficiente l’iniziativa di chi indaga. [...]

chiara ferragni

 

In questo caso si tratterebbe di italiani, quindi residenti nel nostro Paese, che possono rischiare denunce per varie fattispecie, dalla diffamazione alle minacce, fino all’istigazione a commettere reati. 

 

DENTRO IL SITO SESSISTA CON LE FOTO DI POLITICHE E INFLUENCER: ECCO COSA ABBIAMO SCOPERTO

Estratto dell'articolo di Caterina Malanetto per "La Stampa"

 

 

Con “Mia Moglie” si è aperto il vaso di Pandora: la scoperta del gruppo Facebook in cui oltre 30.000 uomini pubblicavano foto intime delle consorti, spesso ignare, ha portato alla luce quel sottobosco web fatto di pornografia non consensuale. Ma era solo la punta dell’iceberg. Da lì sono emersi centinaia di altri siti, canali Telegram e chat Whatsapp dove vengono condivise immagini rubate corredate da commenti aberranti.

 

Valeria Campagna

Foto di donne comuni, rubate dai social o scattate senza consenso durante momenti di vita quotidiana. Ma anche personaggi noti: Chiara Ferragni, Carla Bruni, Giorgia, Paola Cortellesi, Mara Venier, perfino l’indimenticabile Raffaella Carrà. Poi quelle che vengono definite le “politiche arrapanti”: Giorgia Meloni, Elly Schlein, Mara Carfagna, Alessandra Moretti, Mariastella Gelmini, Valeria Campagna. Tutte vittime degli adepti del sito più chiacchierato del momento: Phica.eu.

 

La Stampa è riuscita a esplorare i contenuti del sito prima che molti contenuti venissero rimossi. Ora, infatti, Phica è sulla bocca di tutti, cosa che ha provocato un fuggi fuggi generale tra gli utenti. [...]

 

Ma che cos’è Phica.eu? Si tratta di è un forum online che – come suggerisce il nome – è un enorme contenitore di contenuti “hot”. Al suo interno si intrecciano sottogruppi dedicati a OnlyFanser, modelle e pornostar. Ma non solo. Dopo essersi iscritti, è possibile effettuare un’esplorazione più approfondita.

 

CARLA BRUNI

Nei meandri del forum sono moltissime le foto di ragazze comuni, prese dai social o scattate dagli stessi iscritti: nella sezione “non nude”, ragazze sedute al bar, all’uscita da scuola o in attesa alla fermata dell’autobus. Un selfie con la lingua fuori, uno scatto in costume a bordo piscina, un momento spensierato in vacanza accanto alla Torre di Pisa. E sotto, i commenti raccapriccianti: «Gliela do io la mia torre», «Finalmente possiamo segarci su questa neodiciottenne» e tantissimi «Ne avete altre?».

 

Phica.eu esiste dal 2005 eppure se ne parla solo ora. Il motivo? La “sezione Vip”, una parte del sito interamente dedicata a personaggi dello spettacolo, influencer, attrici e politiche diventate testimonial involontarie di questa perversione.

 

Le denunce social delle celebrities sono arrivate a pioggia, spesso informate dai fan della presenza delle loro foto sul sito. Jenny De Nucci, attrice e influencer, ha scritto su Instagram: «Non riesco a spiegare quanto mi stia ribollendo il sangue dalla rabbia.

 

jenny de nucci

Un abbraccio di coraggio a tutte le mie amiche e colleghe che, come me, si ritrovano vittime di forum online in cui il nostro corpo e la nostra persona vengono trattate come carne da macello». Anche l’influencer Camihawke si è unita al coro: «Ho fatto tutte le segnalazioni del caso e mandato una mail minatoria – scrive sui social –. Non è la tipologia di foto il punto, è ininfluente, ne basta una qualsiasi su cui esercitare potere e violenza». E poi Daniela Collu, Crudeliamemon, le Eterobasiche.

 

L’eurodeputata Pd Alessandra Moretti ha diffuso un video in cui dichiara che «c’erano migliaia di mie foto, dal 2012 in poi. Con commenti irripetibili. Ho provato schifo, mi sono sentita ferita nella mia dignità, preoccupata per la mia sicurezza. Ma sono una donna di cinquant’anni, reagisco e ne faccio una battaglia politica. Mi preoccupo, invece, per le ragazze giovani».

camihawke 7

 

Una delle primi volti noti a portare la vicenda alla ribalta è stata Anna Madaro, attrice tarantina di 35 anni, che ha consegnato alla polizia un plico di 166 pagine contenenti oltre 200 file e migliaia di commenti. Foto e video rubati dai suoi social per tre anni, in cui veniva anche minacciata, fino a dover affrontare la paura reale per la sua sicurezza personale. [...]

 

Gli scatti più diffusi sono quelli al mare: ragazze che prendono il sole in topless, dettagli di fondoschiena, capezzoli appena intravisti. Molte foto prese dai social sono corredate da brevi biografie: commesse, vicine di casa, insegnanti, semplici donne immortalate in momenti di vita quotidiana. Tantissime le immagini di ragazze incinte che mostrano il pancione in un innocuo post su Instagram.

 

E poi: “la mia ragazza in giro con il cane”, “le ragazze del mio paesino”, “mia sorella” o “mia cugina”. Con sezioni dedicate a città specifiche – ad esempio “Torino e dintorni”– il sito è una vera e propria mappa della sessualizzazione. Le richieste sono esplicite: «Mettiamo qui le foto delle tipe che ci sono in giro, facciamo crescere la discussione». Anche se il regolamento del sito vieta contenuti diffamatori, offensivi o che violino la legge, le aree più controverse come “voyeur” e “pornocittà” prosperano. [...]

alessandra moretti foto di baccoarianna e giorgia meloni giorgia meloni con la sorella arianna e patrizia scurti camihawke 27

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