la vacanza degli intellettuali paolo massari

C’ERANO UNA VOLTA GLI INTELLETTUALI… E SVACCANZAVANO A SABAUDIA – UN LIBRO DI PAOLO MASSARI SPIEGA COME LA CITTÀ DELLE DUNE ERETTA DA MUSSOLINI SIA STATA SCELTA COME META DI RIPOSO DA PENSATORI COME PIER PAOLO PASOLINI, ALBERTO MORAVIA E DACIA MARAINI: “È STATA LA META DI TANTE VACANZE PROPRIO PERCHÉ NON FORNISCE MAI RISPOSTE, NÉ RASSICURAZIONI” – MORAVIA DEFINIVA SABAUDIA “UN SOGNO”: LA MATTINA ANDAVA IN PESCHERIA, IL POMERIGGIO SI CONCEDEVA UN BAGNO AL MARE E POI APRIVA LA SUA CASA AGLI AMICI. UN OZIO OPEROSO SCANDITO DAL TICCHETTIO DELLE MACCHINE DA SCRIVERE E… - VIDEO

Estratto dell’articolo di Valentina Farinaccio per www.lastampa.it

 

la vacanza degli intellettuali paolo massari

[…] A Sabaudia […] lo spettro di Mussolini aleggia ancora, ma l’indole selvatica e lussureggiante del luogo, la sua natura ventosa, raccontano un’altra storia, un altro posto. Alberto Moravia lo definiva «da sogno». Ripetendo che era come i tropici: mare, dune, cielo.

La vacanza degli intellettuali, scritto con cura e meticolosa curiosità da Paolo Massari, e appena pubblicato da Utet, è un saggio dalla lettura agile. […] l’autore si domanda […] Perché i grandi, e liberi intellettuali del nostro passato più recente avevano casa a Sabaudia? Perché, fra tanti luoghi, quello?

 

«Un artista vive di enigmi, di dubbi - ipotizza Massari - e forse Sabaudia è stata la meta di tante vacanze proprio perché non fornisce mai risposte, né rassicurazioni. Un posto non semplice da raggiungere né da vivere, soprattutto allora. E allo stesso tempo un posto in cui nascondersi, sentirsi al riparo dal mondo, occultati e avvolti dalle dune».

 

pier paolo pasolini a sabaudia 2

Fra i primi a essere capaci di vederla senza demonizzarla, Alberto Moravia. Che con Pier Paolo Pasolini e Dacia Maraini costruì proprio a Sabaudia una casa. La loro casa delle vacanze: «La facciata bianca, la larga terrazza, le finestre ampie e i pavimenti in cotto. All’interno, pochi mobili e nessuno sfarzo, grandi divani di vimini. È una casa semplice, pensata per accogliere, per incontrare, e dove si parla di tutto».

 

Pasolini riuscirà a trascorrerci un’estate soltanto, quella del 1975. Tuttavia, sarà sua una delle letture più ampie e lucide del luogo costruito dal fascismo e governato dalla maga Circe: «Quanto abbiamo riso noi intellettuali sull’architettura del regime, sulle città come Sabaudia, eppure adesso osservando questa città, proviamo una sensazione assolutamente inaspettata: la sua architettura non ha niente di irreale, di ridicolo... Dentro ci sono delle famiglie costituite in modo regolare, delle persone umane, degli esseri viventi completi, interi, pieni, nella loro umiltà».

alberto moravia a sabaudia 5

 

Insomma, Pasolini capovolge la prospettiva e guarda la città pensando a chi la vive. Il fascismo l’ha ordinata senza determinarla, dice. Venuto meno il regime, è rimasta Sabaudia. Perché i luoghi, in fondo, li fanno le persone.

 

Moravia in pescheria, al mattino. Il bagno in mare del pomeriggio, le gare di cucina, alla sera. Enzo Siciliano, Dario Bellezza, Ninetto Davoli, Piera degli Esposti, i fratelli Citti, Laura Betti, Renzo Paris, e Bernardo Bertolucci, con quella sfilza di ospiti che accoglieva in casa, epoche diverse, la stessa terrazza. Sempre lì, tutti al Circeo. «Sabaudia rappresenta un periodo felice della mia vita», confida Dacia Maraini a Massari. Il mare, l’amore, gli amici, e un ozio comunque operoso. Le tende che sventolano, il ticchettio delle macchine da scrivere.

alberto moravia a sabaudia 6

 

L’estate, quell’estate nutriente, è finita. Ma cosa resta, oggi, dei colti vacanzieri? E non è ironicamente meraviglioso immaginare Totti e Moravia negli stessi posti, oltre che in questa stessa frase? Con la sfacciata e sinuosa bellezza della sua natura, Sabaudia ha spezzato il pregiudizio. Si è sottratta a qualunque facile etichetta.

Edificata, issata a un passo dalla guerra, ha accolto poi chiunque volesse trovarvi un po’ di pace.

CARMEN LLERA CON ALBERTO MORAVIA NELL AZZURRO MARE DI SABAUDIAalberto moravia a sabaudia 3sabaudia 6CHIESA DI SANTA MARIA ANNUNZIATA A SABAUDIA alberto moravia sabaudia 1sabaudia 3sabaudia 4sabaudiapier paolo pasolini a sabaudia 3pantani d inferno sabaudia pier paolo pasolini a sabaudia 1alberto moravia a sabaudia 4alberto moravia a sabaudia 2alberto moravia a sabaudia 1

Ultimi Dagoreport

luca zaia giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT - MAI VISTA L’ARMATA BRANCAMELONI BRANCOLARE NEL BUIO COME PER LE REGIONALI IN VENETO - SENZA QUEL 40% DI VOTI DELLA LISTA ZAIA SIGNIFICHEREBBE LA PROBABILE SCONFITTA PER IL CENTRODESTRA. E DATO CHE IN VENETO SI VOTERÀ A NOVEMBRE, DUE MESI DOPO LE MARCHE, DOVE IL MELONIANO ACQUAROLI È SOTTO DI DUE PUNTI AL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA RICCI, PER IL GOVERNO MELONI PERDERE DUE REGIONI IN DUE MESI SAREBBE UNO SMACCO MICIDIALE CHE RADDRIZZEREBBE LE SPERANZE DELL’OPPOSIZIONE DI RIMANDARLA AL COLLE OPPIO A LEGGERE TOLKIEN - LA DUCETTA HA DOVUTO COSÌ INGOIARE IL PRIMO ROSPONE: IL CANDIDATO DI FDI, LUCA DE CARLO, È MISERAMENTE FINITO IN SOFFITTA – MA PER DISINNESCARE ZAIA, URGE BEN ALTRO DI UN CANDIDATO CIVICO: OCCORRE TROVARGLI UN POSTO DA MINISTRO O MAGARI LA PRESIDENZA DELL’ENI NEL 2026 - SE LA DUCETTA È RABBIOSA, SALVINI NON STA MEJO: I TRE GOVERNATORI DELLA LEGA HANNO DICHIARATO GUERRA ALLA SUA SVOLTA ULTRA-DESTRORSA, ZAVORRATA DAL POST-FASCIO VANNACCI - IL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL VENETO DEVE ESSERE COMUNQUE RISOLTO ENTRO IL 23 OTTOBRE, ULTIMA DATA PER PRESENTARE LISTE E CANDIDATI…

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...

meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE” - L’ULTIMA, DISPERATA, SPERANZA DI NAGEL GIACE TRA I FALDONI DELLA PROCURA DI MILANO PER L'INCHIESTA SULLA TORBIDA VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF A CALTA-MILLERI-BPM – UNA SGRADITA SORPRESA POTREBBE ARRIVARE DAGLI 8 EREDI DEL VECCHIO - PIAZZA AFFARI? SI È FATTA GLI AFFARI SUOI: METTERSI CONTRO PALAZZO CHIGI PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE DI UNICREDIT, BENETTON, MEDIOLANUM, FERRERO, LUCCHINI, UNIPOL, ENTI PREVIDENZIALI, ETC. – L’ERRORE DI NAGEL E GLI ''ORRORI'' DI DONNET: DA NATIXIS AL NO ALLO SCAMBIO DELLA QUOTA MEDIOBANCA CON BANCA GENERALI…

donald trump vladimir putin giorgia meloni

DAGOREPORT - IL VERTICE DELLA CASA BIANCA È STATO IL PIÙ  SURREALE E “MALATO” DELLA STORIA POLITICA INTERNAZIONALE, CON I LEADER EUROPEI E ZELENSKY IN GINOCCHIO DA TRUMP PER CONVINCERLO A NON ABBANDONARE L’UCRAINA – LA REGIA TRUMPIANA: MELONI ALLA SINISTRA DEL "PADRINO", NEL RUOLO DI “PON-PON GIRL”, E MACRON, NEMICO NUMERO UNO, A DESTRA. MERZ, STARMER E URSULA, SBATTUTI AI MARGINI – IL COLMO?QUANDO TRUMP È SCOMPARSO PER 40-MINUTI-40 PER “AGGIORNARE” PUTIN ED È TORNATO RIMANGIANDOSI IL CESSATE IL FUOCO (MEJO LA TRATTATIVA PER LA PACE, COSÌ I RUSSI CONTINUANO A BOMBARDARE E AVANZARE) – QUANDO MERZ HA PROVATO A INSISTERE SULLA TREGUA, CI HA PENSATO LA TRUMPISTA DELLA GARBATELLA A “COMMENTARE” CON OCCHI SPACCANTI E ROTEANTI: MA COME SI PERMETTE ST'IMBECILLE DI CONTRADDIRE "THE GREAT DONALD"? - CILIEGINA SULLA TORTA MARCIA DELLA CASA BIANCA: È STATA PROPRIO LA TRUMPETTA, CHE SE NE FOTTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, A SUGGERIRE ALL'IDIOTA IN CHIEF DI EVITARE LE DOMANDE DEI GIORNALISTI... - VIDEO