superenalotto vibo valentia

E' LUI MISTER 163 MILIONI? CACCIA AL VINCITORE DEL JACKPOT AL SUPERENALOTTO - A VIBO VALENTIA TUTTI PUNTANO IL DITO SU UN INGEGNERE PENSIONATO SETTANTENNE, CHE SMENTISCE: ''SIAMO STUFI, RICEVIAMO TELEFONATE CONTINUE'' - IN CITTÀ CHIEDONO DI INVESTIRE LA VINCITA PER RILANCIARE L'AREA, TRA LE PIÙ DEPRESSE D'ITALIA

Conchita Sannino per ''la Repubblica''

 

Un solo nome, ripetuto quasi ossessivamente.

«È lui, vedrete», declinato con i dettagli anagrafici e senza nessuna empatia per le capriole della fortuna. Segreti e chiacchiere galleggiano sotto una pioggia lenta e incessante, il cielo è diventato solo più cupo e risentito sulla Vibo Valentia che si è svegliata arcimilionaria dopo il jackpot da (quasi) paura, il 6 perfetto giocato su un' unica scheda, il secondo montepremi più ricco di sempre che neanche servirà - con ogni probabilità - a cambiarle la vita.

SUPERENALOTTO LA RICEVITORIA DI VIBO VALENTIASUPERENALOTTO LA RICEVITORIA DI VIBO VALENTIA

 

«Il nome sarebbe quello, sì: un anziano signore, ha fatto l' ingegnere, abita in quella zona».

 

Stessa frase di bocca in bocca, dal panettiere alla farmacia, dai tassisti al garzone di bar. Tutti lo nominano tranne la famiglia proprietaria della tabaccheria baciata dalla sorte, dove sia Mimmo il titolare, sia sua moglie Italia, sia la figlia Cristina Lo Bianco si affrettano a negare quell' identificazione.

 

«Ma chi lo conosce? Mah...Faccia così: scriva solo che, chiunque sia, si deve ricordare della città. Ma non con i regali, deve aprire un' azienda, investire, offrire lavoro - si scalda Mimmo, indicando la sua bella figlia, laureata in Giurisprudenza e inattiva - Cristina era emigrata a Roma, suo fratello al nord. Poi, non ce la fanno a stare lontani».

 

VIBO VALENTIAVIBO VALENTIA

Richieste, desiderata, tragicomiche liste alla Babbo Natale partono verso l' Ignoto Giocatore. Ma colui che molti sembrano aver individuato come presunto imperatore di Vibo, un ex professionista prestato tempo fa alla politica, sulla settantina, raggiunto nel suo salotto di semplice casa borghese, per verità o per calcolo nega tutto: toni accesi e imprecazioni, in un breve dialogo con Repubblica.

 

E anzi minaccia «immediate denunce » in procura. «Siamo stufi, riceviamo telefonate, allusioni. Basta», racconta sua figlia, descrivendosi come affaticata precaria. Mentre, per mezza città, è già una ricca ereditiera.

 

Il paese che non ha mai puntato su se stesso ora dà la sottile caccia a chi ha scommesso tre euro per farsi travolgere da un diluvio di 163 milioni e mezzo di euro più due di bonus per il numero "stella", il superenalotto beffardo e crudele perché precipitato su un brandello fin troppo emblematico di Calabria dimenticata e (in tutti i sensi) in dissesto.

 

Un diluvio di soldi che precipita su un pezzo di Sud tra i più depressi in assoluto: un Comune di 40mila abitanti, con il 30 per cento di giovani disoccupati, oltre il 60 di laureati che emigrano, «con le famiglie povere che aumentano sempre di più in coda nelle parrocchie», raccontano nel Duomo intitolato a San Leoluca. E, come altrove, con radici profonde di potere ed economie criminali, che accendono alleanze e tracciano imperi molto al di sopra dei jackpot: come a Vibo fanno da decenni i boss dei Mancuso, storico cartello di 'ndrangheta impegnato nel narcotraffico tra i due mondi.

SUPERENALOTTO VIBO VALENTIASUPERENALOTTO VIBO VALENTIA

 

«Ma l' ha visto il paese? Anche oggi, è triste: persino dopo un tale evento non riesce a sorridere e alzare la testa», spiega indicando corso Vittorio Emanuele un funzionario di Stato in pensione, uscito dalla pasticceria dove ci si rincuora con sapienti pasticcini alle mandorle.

 

Sono nette, però, anche le voci di chi non si chiede chi sia, ma soltanto cosa farà, l' Ignoto Giocatore, per la città. Quelle del sindaco, dell' ex procuratore capo Elio Costa. Del parroco della cattedrale, don Antonio Purita. O di Raffaele Vitale, preside degli 850 studenti dell' istituto Sant' Onofrio dove ieri s' è speso del tempo sull' argomento. «Con i ragazzi delle medie abbiamo ragionato sull' incredibile misura di tutto quel denaro - spiega il dirigente scolastico - Loro non capivano. Poi uno si è alzato: "Quindi io mi potrei comprare Higuain e, dopo, mi restano ancora quasi gli stessi soldi che sono serviti a comprarlo?" ».

 

La voce del sindaco Costa, invece, quasi s' incrina al pensiero di quante cose si potrebbero fare con «una minima parte di quell' enorme patrimonio. Penso al teatro che aspettiamo da fin troppo tempo, visto che negli anni Sessanta si pensò bene di demolire un gioiello di architettura ottocentesca per far posto al palazzo dei Telefoni.

VINCERE ALLA LOTTERIAVINCERE ALLA LOTTERIA

 

Ma c' è un' emergenza più grande: chi ha vinto questa fortuna dia almeno il denaro che serve per la messa in sicurezza delle nostre scuole. Si tratta solo di 3 o 4 milioni: per lui un granello di sabbia. Lo faccia se ha una coscienza, pensi a un figlio o a un nipote. Poi capisco tutto, la paura dell' esposizione, delle mafie, ma il suo anonimato sarebbe impenetrabile».

 

Anche don Antonio, dopo la messa delle sette di sera in Duomo, alza gli occhi al cielo: «Uno può perdere la testa. Spero che questa persona faccia del bene, la città ne ha un disperato bisogno. Sempre più famiglie ridotte alla sopravvivenza: cassintegrati, licenziati. C' è molto da fare: anche con una briciola di tutta quella roba. Che, detto tra noi, mi riesce difficile pure immaginare ». E almeno lui sorride, sopra la Vibo ubriaca di zeri.

Ultimi Dagoreport

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…