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CAPITALE USURATA E USURPATA DAI “CRAVATTARI” - I ROMANI SI INDEBITANO PER TUTTO: GLI STROZZINI RINGRAZIANO E FANNO AFFARI D’ORO - LE RICHIESTE DI AIUTO ALLO SPORTELLO ANTI-USURA IN AUMENTO DEL 20%

Damiana Verucci per “Il Tempo”

ROMA USURAROMA USURA

 

I romani si indebitano per pagare il mutuo, la rata della macchina, quella del condominio e perfino degli elettrodomestici. Quando non ce la fanno più, quando le finanziarie vengono a bussare alla porta e le banche chiudono i rubinetti del credito allora in molti finiscono nella morsa degli usurai per poi accorgersi troppo tardi che uscirne è difficile.

 

Se non impossibile. Chi, ad esempio, tra gli imprenditori, ci è incappato si è trovato a dover pagare interessi mensili fino al 40%. L’usura nella Capitale è in aumento e almeno negli ultimi cinque anni i casi sono triplicati.

 

La crisi si è rilevata una sorta di ghigliottina per chi, fino a poco tempo fa, aveva un lavoro stabile, magari dipendente, pagava regolarmente il mutuo e poteva permettersi anche un po’ di vacanze.

 

La fotografia del fenomeno l’ha scattata ieri l’Ambulatorio/Sportello anti usura della Confcommercio, in occasione dell’edizione «Disegna la Legalità», una sorta di concorso che ha coinvolto i licei della Capitale, con lo scopo di sensibilizzare i giovani sui fenomeni legati all’illegalità e all’impatto della stessa sul tessuto economico e sociale.

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I dati, del 2015, mostrano un aumento del 20% delle richieste di aiuto allo Sportello anti usura della Confcommercio rispetto all’anno precedente, ma soprattutto rilevano che l’indebitamento medio di chi ha bisogno è salito a 30 mila euro dai 10 mila di quindici anni fa.

 

In un caso su due l’indebitamento è dovuto alle cartelle di Equitalia, ma si registra anche un crescente numero di casi di sovraindebitamento passivo, determinato dalla perdita di lavoro o della diminuzione del volume d’affari.

 

Soffocati dai debiti sono soprattutto i lavoratori dipendenti, pari al 41% del totale dei richiedenti aiuto, che magari quel lavoro, appunto, lo hanno perso e non sanno come pagare le rate, seguiti dagli imprenditori, il 27%, pensionati 23% e persone senza reddito, il 9%.

 

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Tra gli imprenditori, intervistati dalla Confcommercio in occasione di uno studio recente sulla legalità a Roma, il 18% dichiara di aver conosciuto qualcuno colpito dai reati di estorsione e usura mentre il 9% ha ricevuto personalmente minacce e intimidazioni.

 

«I dati che ogni anno presentiamo e che evidenziano una costante e drammatica crescita dell’usura e delle illegalità ad essa collegate – dice Tullio Nunzi, direttore della Confcommercio Roma - necessitano di una risposta decisa da parte del tessuto produttivo sano della nostra città.

 

Purtroppo con la crisi economica gli operatori del terziario sono particolarmente esposti al rischio di finire nella morsa degli usurai, per questo anche le Istituzioni dovrebbero fare la loro parte con forme di assistenza e di tutela che non facciano sentire, come sempre di più avviene, gli imprenditori soli contro un cancro sociale difficile da combattere».

 

Lo sportello anti usura ha registrato anche un aumento delle richieste di accesso al Fondo di prevenzione del fenomeno ma soprattutto la scarsa informazione degli utenti e degli operatori economici sulla esistenza di strumenti di aiuto previsti, come il Fondo di prevenzione dell’usura della Regione Lazio. In particolare i casi risolti con accesso a tale fondo ammontano al 23% mentre quelli risolti senza accesso al fondo sono il 77%.

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Chi si rivolge allo Sportello ha in genere poca fiducia nelle istituzioni e nel sistema bancario. Quello che ravvisano, in particolare gli imprenditori, è un peggioramento negli ultimi anni in generale dei livelli di sicurezza per la propria attività soprattutto tra gli alberghi, i tabaccai e le imprese dell’ingrosso alimentare.

 

Secondo lo studio della Confcommercio il 66,4% delle imprese ha visto aumentare i furti, il 55% le rapine, il 28,9% i fenomeni di usura e il 26,6% le estorsioni. Le categorie merceologiche più esposte a minacce da parte degli usurai sono state quelle dei bar, dei ristoranti, dei tabaccai e dei negozi di abbigliamento. Il 50% di questi ha dichiarato di avere subito dei danneggiamenti, il 46,3% pressioni psicologiche, il restante violenza alle persone o altre forme di intimidazione.

 

Sull’iniziativa «Disegna la legalità» il Commissario di Confcommercio Roma, Renato Borghi, ha sottolineato l’importanza di sconfiggere fenomeni come usura ed estorsione anche in rapporto alle potenzialità di investimento delle imprese: «La legalità oltre ad essere piacevole se praticata, conviene anche alla società. Se ci fosse una legalità diffusa verrebbero anche dall’estero a investire nel nostro paese e si abbasserebbero le tasse per tutti».

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