mohammad abedini

ABEDINI, UN PO’ QUA, UN PO’ AYATOLLAH – LE CARTE DELL’FBI RIVELANO IL METODO E LE RETI DI RELAZIONI CHE AVREBBERO PERMESSO ALL’INGEGNERE IRANIANO ARRESTATO IN ITALIA DI PENETRARE NEL MONDO DELLE AZIENDE STATUNITENSI, ESPORTARE LE LORO TECNOLOGIE E ALIMENTARE L'INDUSTRIA DEI DRONI IRANIANA – A SVOLGERE UN RUOLO FONDAMENTALE SAREBBE UN ALTRO INGEGNERE IRANIANO, MAHDI SADEGHI, CHE AVREBBE AIUTATO ABEDINI A...

Articoli correlati

MOHAMMAD ABEDINI, NON UNO QUALUNQUE - L\'ATTO DI ACCUSA DELL\'FBI DIMOSTRA CHE IL 38ENNE...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estratto dell’articolo di Federico Capurso per “la Stampa”

 

Mohammad Abedini najafabadi

Della storia di Mohammad Abedini, l'ingegnere iraniano arrestato a Malpensa su mandato degli Stati Uniti, restano alcuni aspetti da chiarire. Si è scritto ieri, su questo giornale, della sua carriera folgorante nell'industria militare, alla guida dell'azienda "Sdra", e del rapporto con i suoi principali clienti, i Pasdaran.

 

Washington l'accusa di aver esportato illegalmente tecnologie americane in Iran, fornendo un supporto all'associazione terroristica delle Guardie della rivoluzione. Ma Abedini, per quanto intraprendente e potente sia diventato, non può aver fatto tutto da solo. Quella che segue è quindi la ricostruzione degli eventi fornita da un resoconto delle indagini condotte dall'unità di controspionaggio dell'Fbi di Boston, di cui La Stampa è in possesso. […]

 

Nella storia di Abedini svolge un ruolo da protagonista un altro ingegnere iraniano, Mahdi Sadeghi. È laureato all'Università di Teheran e ha un dottorato alla Michigan University dove da ricercatore guida un progetto per lo sviluppo di Mav, droni poi rimpiazzati dai moderni Uav. Vive in Massachusetts e qui nel 2015 fonda insieme a due soci la "Tacit Motion", un'azienda che si dovrebbe occupare di sensori di movimento per il fitness.

 

Mohammad Abedini najafabadi

Nell'agosto dello stesso anno chiede e ottiene un prestito da 790 mila dollari dalla "Fondazione nazionale per le élite iraniane", un ente governativo di Teheran sospettato di svolgere un ruolo di scouting per i Pasdaran. L'accordo dietro questo prestito prevede - secondo l'Fbi - che Sadeghi crei una società gemella di "Tacit Motion" in Iran e che condivida la proprietà intellettuale dei prodotti che svilupperà negli Usa.

 

I due soci di Sadeghi sanno di essere entrati nel territorio dell'illegalità. […] Subito dopo aver ricreato l'azienda di sensori per il fitness a Teheran, nel 2016 viene messo in contatto con Abedini e la sua "Sdra", che già da anni progetta componenti di missili balistici per i Pasdaran. […] Prima, però, devono fidarsi l'uno dell'altro.

 

Così, Sadeghi firma un contratto da 250 mila dollari per acquisire da Sdra firmware e prototipi di hardware. Poi, nel dicembre 2016, ordina del materiale elettronico da un'azienda statunitense e nella bolla di spedizione del pacco, che arriva in Massachusetts, si specifica che alcuni di quei prodotti verranno esportati e viene segnato come "riferimento cliente" la Sdra per due di quei prodotti. Il 2 gennaio 2017 vola quindi a Teheran, per tornare negli Usa il 10 gennaio, portando con sé – sospettano gli Usa – i due materiali per Abedini, violando i divieti di esportazione.

 

Mohammad Abedini najafabadi

Abedini ora sa che può contare su Sadeghi e tra il 2 e il 10 gennaio lo invita spesso nella sede della Sdra. In almeno tre occasioni, infatti, l'Fbi registra che Sadeghi consulta le sue mail dall'indirizzo IP della Sdra. E anche dopo la partenza di Sadeghi, i due restano in contatto.

 

Nell'agosto 2017 Sadeghi parla a Abedini della sua idea: una collaborazione tra la sua Tacit Motion e l'azienda americana A.D. […] Sadeghi dice di avere un contatto in quell'azienda: un suo ex compagno della Michigan University. È un'occasione perfetta.

 

L'inasprimento delle sanzioni americane voluto da Donald Trump nel maggio 2018 porta a un'accelerazione. Abedini, pochi mesi più tardi, fonda una nuova società in Svizzera, la Illumove: una vetrina europea per poter ricevere materiale elettronico dagli Usa e - si sospetta - esportarlo in Iran. Ma l'obiettivo - secondo l'Fbi - è più ambizioso: infiltrarsi in una delle più importanti aziende tecnologiche americane.

 

Mohammad Abedini najafabadi

Sadeghi continua quindi a lavorare sul suo contatto in A.D. e nel marzo 2019 (un mese dopo essere stato di nuovo a Teheran nella sede della Sdra) ottiene il primo successo: riesce a farsi assumere in A.D. come ingegnere. Si è aperta una breccia. E i due la sfruttano. Sadeghi presenta Abedini come Ceo della Illumove, ne tesse le lodi, fino a ottenere nell'agosto 2021 un contratto di collaborazione tra A.D. e Illumove.

 

Abedini dovrà sviluppare uno strumento per valutare prodotti di A.D., che si chiamerà "Evaluation Board Project". A.D. inizia quindi a inviare materiale in Svizzera e i viaggi di Abedini da Losanna a Teheran aumentano. Tra i prodotti inviati ci sono sensori e semiconduttori che verranno utilizzati, poi, sul sistema di navigazione Sepehr prodotto dalla Sdra e venduto ai Pasdaran per i loro droni militari.

 

Compreso quello che ucciderà nel gennaio 2024 tre militari americani in una base in Giordania. Quando l'Fbi recupera e analizza il chip di quel drone, estrapola dei dati dal microcontroller e scopre che è stato prodotto dalla Sdra. […]

IL TWEET DELL AMBASCIATA IRANIANA IN ITALIA SU CECILIA SALA E MOHAMMAD ABEDINI

 

Abedini intanto è lanciato e a nome di Illumove propone alla A.D. di sviluppare prodotti che ha già creato, come «NavStudio», un sistema di navigazione sviluppato dalla Sdra iraniana e che può essere applicato al sistema Sepehr per droni militari. Mette quindi al lavoro sul progetto i dipendenti della Sdra a Teheran, pagandoli in dollari americani. E i dipendenti si lamentano. […]

 

Condivide con i dipendenti della Sdra, da marzo 2022 ad aprile 2024, innumerevoli schede tecniche e informazioni su prodotti della A.D., anche se "riservati" o etichettati dal governo Usa come «materiale antiterrorismo». Nell'indagine Fbi ci sono nomi, numeri, date, mail, documenti. E su queste prove dovrà decidere la Corte d'Appello di Milano se estradare Abedini negli Usa o se, come prova a dire Teheran, sono solo «false accuse».

 

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI