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FICHES E MAZZETTE: IL CASINÒ DI SAINT-VINCENT? "UNA LAVATRICE" PER RICICLARE SOLDI – MAXI OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA, 33 INDAGATI (A CUI VENGONO CONTESTATI ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE, RICICLAGGIO, EMISSIONE E UTILIZZO DI FATTURE PER OPERAZIONI INESISTENTI, CORRUZIONE) - TRA LORO C'E' ANCHE L’EX PRESIDENTE DEL GENOA E DEL LIVORNO ALDO SPINELLI, FINITO PURE NELL’INCHIESTA CHE HA TRAVOLTO L’EX GOVERNATORE DELLA LIGURIA TOTI - NEI GUAI DUE DIRIGENTI DELLA CASA DA GIOCO - LE PERQUISIZIONI IN DIVERSE REGIONI: DALLA VALLE D'AOSTA A PUGLIA, CAMPANIA E LAZIO - ECCO COME FUNZIONAVA IL MECCANISMO

 

Stefano Sergi per la stampa.it - Estratti

 

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Fatture false per milioni di euro con l’obiettivo di abbattere ricavi, eludere imposte e ottenere denaro cash da ripulire utilizzando come “lavatrice” il Casinò di Saint-Vincent attraverso due funzionari compiacenti della casa da gioco.

 

E in parallelo, un vortice di imprenditori che facevano la stessa cosa ma per motivi diversi, appoggiandosi però sempre agli stessi due funzionari valdostani che, in cambio di sostanziose buste di denaro, chiudevano entrambi gli occhi per non segnalare le operazioni sospette.

 

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Le due inchieste sono confluite in una maxi operazione del Nucleo di polizia economica e finanziaria della guardia di finanza di Aosta coordinata dal procuratore capo Luca Ceccanti, con sequestri per milioni di euro in tutta Italia. Sono 33 le persone indagate e tra loro ci sono l’ex presidente del Genoa Calcio Aldo Spinelli e i due funzionari del Casinò di Saint-Vincent Cristiano Sblendorio, 59 anni di Quart (che è anche direttore marketing) e Augusto Chasseur Vaser, 51 anni di Arnad.

 

Centocinquanta militari della guardia di finanza hanno eseguito ordinanze di sequestro in Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Molise, Sicilia, Calabria, Liguria, Puglia, Campania e Lazio per mettere i sigilli a denaro contante, conti correnti e beni immobili per 5 milioni di euro.

 

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Il giro di fatture false e operazioni inesistenti ammonta a tre milioni di euro. Il meccanismo era semplice:

 

le società individuate dalla guardia di finanza fin dal 2023 durante i normali monitoraggi di movimenti finanziari legati a persone sospette mettevano in atto un flusso di false fatturazioni e i bonifici dei pagamenti di tali fatture venivano poi trasformati in denaro cash o fiches da gioco al Casinò di Saint-Vincent con la complicità di Chasseur Vaser (accusato di aver incassato mazzette da 500 euro l’una per chiudere un occhio) e Sblendorio (che si è opposto categoricamente a un provvedimento di divieto di accesso a uno di questi “corrieri di denaro”).

 

Dopo aver ricevuto le fiches, gli indagati simulavano qualche giocata e poi ricambiavano le placche con denaro contante o bonifici, simulando vincite. E “les jeux son faits”, i giochi sono fatti e il denaro era ripulito. Chasseur Vaser e Sblendorio, tra le altre cose, si sono poi “dimenticati” di fare tutta una serie di segnalazioni per le operazioni finanziarie sospette che confluivano nella casa da gioco di Saint-Vincent.

 

(...)

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In questa parte dell’inchiesta è finito in mezzo Aldo Spinelli. L’ex presidente del Genoa, secondo quanto ricostruito dalla guardia di finanza, la notte tra il 10 e l’11 agosto 2024 ha consegnato a Sblendorio e Chasseur Vaser mille euro ciascuno per farsi consegnare, in violazione delle norme antiriciclaggio (che impongono segnalazioni oltre i 5 mila euro) la bellezza di 85 mila euro in fiches in cambio di altrettante banconote, «in modo tale da poter ottenere dalla casa da gioco, previa consegna delle fiches, un bonifico formalmente riconducibile a vincite di gioco e, dunque, di attribuire al denaro un’origine formalmente lecita» scrive il Gip Davide Paladino nelle sue 78 pagine di ordinanza di sequestro.

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