BECCATI COL SORCIO IN BOCCA! – NEI MERCATI DI THAKHEK, IN LAOS, VIENE VENDUTO COME CIBO IL “RATTO DELLE ROCCE”: È L’UNICO ESEMPLARE ANCORA ESISTENTE DI UNA SPECIE CHE SI PENSAVA SCOMPARSA DA 11 MILIONI DI ANNI – I RICERCATORI CHE GIA’ 30 ANNI FA SI ERANO IMBATTUTI IN QUESTO BIZZARRO RODITORE, A METÀ TRA UN TOPO E UNO SCOIATTOLO, ALL’INIZIO HANNO PENSATO A UNA NUOVA SPECIE. POI, CONFRONTANDO ANTICHI REPERTI PROVENIENTI DA PAKISTAN E CINA, HANNO CAPITO CHE SI TRATTA DI UN “FOSSILE VIVENTE”, UNO DEI PIÙ CLAMOROSI CASI DI “EFFETTO LAZZARO” DELLA ZOOLOGIA…
Estratto dell’articolo di Valeria Aiello per www.fanpage.it
Il ratto delle rocce del Laos veniva venduto al mercato come cibo, senza che nessuno sospettasse cosa fosse davvero. Quando il biologo Robert Timminis lo vide per la prima volta, tra i prodotti del mercato di Thakhek, era il 1996. Capì subito che si trattava di un roditore insolito [...]
Ci vollero però altri due anni perché emergessero nuovi indizi: gli abitanti della zona gli mostrarono teschi e fotografie, mentre nuovi resti – tra cui frammenti di mandibola – vennero recuperati anche dagli escrementi di un gufo, in un sistema di grotte laotiane. Un altro esemplare fu poi avvistato tra le mani di un ragazzino sul ciglio della strada, sempre nei dintorni di Thakhek [...]
Per le comunità locali, quegli strani roditori non erano una scoperta, ma una presenza familiare. Per la scienza, inizialmente, erano una specie totalmente sconosciuta.
Il ratto delle rocce del Laos (Laonastes aenigmamus) venne così classificato come una nuova specie. Solo anni dopo, gli scienziati conclusero che gli esemplari erano gli unici sopravvissuti di una famiglia di roditori ritenuta estinta da circa 11 milioni di anni, i Diatomyidae.
I primi roditori furono inviati al Natural History Museum di Londra, dove vennero studiati nel dettaglio. La loro forma, in particolare la struttura del cranio e dei denti, appariva così insolita rispetto agli altri roditori viventi da spingere i ricercatori a classificarli come una specie completamente nuova, distinta da tutte le altre conosciute.
Ma il quadro cambiò quando un altro gruppo di ricercatori iniziò a confrontare quei reperti con fossili più antichi provenienti da diversi siti asiatici, tra cui Pakistan, India e Cina.
La somiglianza con alcuni roditori vissuti tra l’Oligocene e il Miocene risultò evidente: il cosiddetto ratto delle rocce del Laos non era una nuova linea evolutiva, ma l’unico esemplare ancora esistente di un gruppo che si pensava scomparso da milioni di anni.
La scoperta venne descritta nel 2006 sulla rivista Science e portò a identificare l’animale come un raro esempio di “Effetto Lazzaro”. Conosciuto anche come “fossile vivente”, questo fenomeno descrive i casi in cui una specie scompare dalla documentazione fossile per poi riapparire dopo un lungo intervallo di tempo.
Poco dopo, i ricercatori riuscirono anche a osservare e filmare un esemplare vivo nel suo habitat naturale, tra gli affioramenti calcarei vicino al confine tra Laos e Thailandia. L’animale ha un aspetto insolito, a metà tra un ratto e uno scoiattolo, ma si muove in modo ancora più particolare: invece di arrampicarsi, cammina dondolando, quasi come un’anatra, preferendo spostarsi tra le rocce piuttosto che sugli alberi.
Come riportato dagli stessi ricercatori, il Laonastes è “un esempio particolarmente evidente di effetto Lazzaro nei mammiferi, un gruppo ritenuto estinto che riappare nella fauna attuale dopo circa 11 milioni di anni”.
Il ratto delle rocce del Laos
Il ratto delle rocce del Laos
Il ratto delle rocce del Laos



