UNA GITA AI CASTELLI – PAPA FRANCESCO SPALANCA LE PORTE DI CASTEL GANDOLFO E TRASFORMA LA RESIDENZA ESTIVA DEI PONTEFICI IN UN LUOGO APERTO A TUTTI

Paolo Rodari per “la Repubblica

 

PAPA FRANCESCOPAPA FRANCESCO

Jorge Mario Bergoglio da arcivescovo di Buenos Aires non usava andare in villeggiatura. Eletto Papa, anche. Anzi, pochi mesi dopo l’elezione, ha fatto sapere in Vaticano che avrebbe gradito che le Ville Pontificie di Castel Gandolfo venissero adibite ad altri scopi. Quali? Anzitutto la condivisione. Rendere le Ville accessibili a tutti, fedeli e turisti insieme. E con le Ville, parte del Palazzo Apostolico, eccezion fatta naturalmente per l’appartamento pontificio nel quale, anche solo per brevi periodi, il Papa se vuole può sempre alloggiare.

 

BERGOGLIO COPERTINA VANITY FAIR BERGOGLIO COPERTINA VANITY FAIR

Nel Palazzo, l’idea che inizierà a prendere corpo già dalla settimana prossima (ma l’allestimento finirà in primavera) è quella di creare una sorta di museo, ovvero una Galleria dei Ritratti dei Pontefici, che si sono avvicendati al Soglio di Pietro dal 1500 ad oggi, con tanto di stemmi e didascalie a spiegarne l’araldica. «Poiché in tutto il percorso dei Musei Vaticani solo raramente i visitatori si imbattono nei ritratti dei Pontefici — spiega Sandro Barbagallo, curatore delle Collezioni Storiche dei Musei — e in tali occasioni non c’è nessuna opportunità né di poterne leggere il nome, né di conoscere quale ruolo più o meno importante abbiano avuto nella Storia del Papato, abbiamo pensato di aiutarli a conoscere la loro “vera” storia.

 

L’apertura di questa Galleria sarà, infatti, un’occasione per far conoscere al grande pubblico la vita, le gesta e le virtù di Papi santi, magnanimi e benigni, generosi committenti e protettori di geni artistici, ma anche dalle rispettive insegne araldiche, spesso coincidenti al nobile casato di appartenenza».

 

castel gandolfo residenza papale castel gandolfo residenza papale

Condividere ciò che si ha, financo il proprio patrimonio — quello archeologico delle ville, palazzo a parte, parla di un’area di circa 55 ettari di cui 30 tenuti a giardino e i restanti 25 destinati all’attività agricola — è nel dna di Francesco. E, infatti, spiega il direttore delle ville Osvaldo Gianola, «qui si tratta di una svolta che chiamerei proprio della condivisione. Aprire anche i giardini e il palazzo che fino a ieri erano appartenuti alla sfera privata dei Papi, è un grande gesto di condivisione.

 

E anche, se posso dirlo, di spending review. Nelle ville lavorano 55 persone con relative famiglie. Ci sono giardinieri, agronomi, operai, uscieri, esperti di arte topiaria, contadini, coltivatori. Far arrivare ogni giorno dei turisti significa valorizzare al massimo il loro lavoro e renderlo utile a tutti. E anche questa è stata una delle preoccupazioni che ha spinto Francesco ad aprire: far sì che il lavoro di questa gente acquisti un significato nuovo».

CASTEL GANDOLFOs CASTEL GANDOLFOs

 

Non solo, dunque, dal Palazzo Apostolico vaticano: seppure l’appartamento resterà sempre a sua disposizione, è in qualche modo pure dal palazzo di Castel Gandolfo che il Papa si tiene alla larga. Anche se, a onore del vero, Francesco non è un’eccezione. Come spiega Barbagallo, coautore con monsignor Paolo Nicolini del volume “Il Palazzo Apostolico e le Ville Pontificie di Castel Gandolfo”, presto in uscita per le Edizioni Musei Vaticani, «molti Papi non hanno abitato “a Castello”, ognuno per ragioni diverse, ma tutte condivisibili».

 

Papa Braschi, ad esempio, «non amava la campagna». E così sui colli non mise mai piede. Altri Pontefici, alcuni eletti sul Colle Quirinale già anziani (l’ultimo conclave convocato sul Quirinale ebbe luogo nel 1846), furono impossibilitati a partire per la villeggiatura proprio a causa dell’età avanzata. I medici pontifici, in sostanza, non lo permisero loro: sarebbero potuti morire durante il viaggio. In qualche caso, invece, furono gli stessi medici a convincere i Pontefici della salubrità delle Ville Pontificie: «Il 23 novembre del 1700 — racconta ancora Barbagallo — venne eletto Clemente XI Albani, che nei primi nove anni di pontificato non riuscì mai a lasciare Roma, angustiato per la guerra che imperversava in Europa per la successione spagnola. Fu solo nel 1710 che il medico pontificio Giovanni Maria Lancisi riuscì a convincere il Papa a trasferirsi a Castel Gandolfo, dove fece poi ritorno con regolarità».

CASTEL GANDOLFO CASTEL GANDOLFO

 

Dopo Leone XII, Pio X e Benedetto XV furono costretti a restare in Vaticano a causa delle contese con il Regno d’Italia. Quindi venne Papa Luciani che sui colli non andò mai a motivo di un pontificato troppo breve.

 

papagandolfo papagandolfo

Non così altri Pontefici. Ratzinger ama le Ville. Qui ha trascorso lunghi periodi del suo pontificato, compreso il mese successivo alla rinuncia, dal 28 febbraio 2013. Amava il pomeriggio passeggiare col segretario Georg Gänswein fra lecci, cipressi e la piccola siepe di mortella — le tre specie che negli anni Trenta il direttore Emilio Bonomelli e l’architetto Giuseppe Momo impiantarono creando il curatissimo giardino all’italiana ancora oggi perfettamente conservato — fino al laghetto con i pesci rossi e le carpe nel «giardino della Madonnina» e qui dare un po’ di pane ai pesci.

CASTEL GANDOLFO vacanze CASTEL GANDOLFO vacanze

 

Il pane, poi, non lo riportava a casa, ma lo nascondeva in una nicchia delle antiche mura della villa di Domiziano, in parte perfettamente intatte. Karol Wojtyla trascorreva anch’egli lunghi periodi a palazzo, facendo anche un po’ di sport nei giardini e ricevendo, privatamente e non, capi di stato e amici.

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