octav stroici torre dei conti

COSA HA CAUSATO IL CROLLO DELLA TORRE DEI CONTI, A ROMA, NEL QUALE È MORTO L'OPERAIO ROMENO 66ENNE OCTAV STROICI? - GLI INQUIRENTI STANNO VERIFICANDO SE L'AZIENDA "PICALARGA", CHE SI OCCUPA DEI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE DEL MONUMENTO, STESSE RISPETTANDO TUTTE LE MISURE DI SICUREZZA E CHE NON CI SIA STATO NESSUN ERRORE UMANO - E' POSSIBILE CHE LE VIBRAZIONI PRODOTTE DAI VICINI LAVORI PER LA METRO C ABBIANO CONTRIBUITO A RENDERE MENO STABILE LA STRUTTURA - LE 11 ORE PASSATE DALL'OPERAIO SOTTO LE MACERIE: DOPO UNA VITA IN CANTIERE, IL 66ENNE STAVA PER ANDARE IN PENSIONE E TORNARE IN ROMANIA...

 

CROLLO AI FORI, PARTE LA MAXI PERIZIA I CARABINIERI: CEDIMENTO IN TRE FASI

Estratto dell'articolo di Ilaria Sacchettoni per il "Corriere della Sera"

 

Octav Stroici

L’inchiesta che dovrà rispondere ai molti perché riguardo al crollo della Torre dei Conti parte da una maxi perizia preliminare. Un incarico a esperti del settore — si parla di un ingegnere e un architetto di cui la Procura si servì nel 2018 per fare luce sul cedimento del soffitto della chiesa di san Giuseppe dei Falegnami — che dovranno circoscrivere la causa del crollo stesso.

 

La formalizzazione della nomina avviene proprio nelle complicate ore della messa in sicurezza del monumento, ancora ieri mattina interessato a improvvisi distacchi di materiale e dunque vulnerabile, e mentre si svolge una fiaccolata in ricordo dell’operaio Octav Stroici, rimasto sepolto sotto le macerie.

 

I magistrati si muovono lungo un crocevia di competenze: sul crollo di lunedì potrebbero aver influito, secondo gli inquirenti, eventuali negligenze commesse dalla società appaltatrice che procede alla ristrutturazione dell’edificio medioevale (la Picalarga, di grande esperienza sotto il profilo dei monumenti) come pure errori umani commessi dalle squadre al lavoro. I reati ipotizzati sono disastro colposo, omicidio in conseguenza di infortuni sul lavoro e lesioni colpose.

 

crollo torre dei conti

Il disastro, come emerge dalle prime informative dei carabinieri della compagnia Centro depositate in Procura, si è svolto in tre tempi. Il primo cedimento si è verificato alle 11.20 della mattina di lunedì, il secondo un’ora dopo circa e ha interessato il solaio (sbriciolatosi per effetto, pare, della prima scossa). Infine un terzo verificatosi nel primo pomeriggio. Chi indaga però va anche più in là e si pone il problema delle sollecitazioni complessive alle quali l’antico edificio era sottoposto da tempo.

torre dei conti

 

A poche decine di metri in linea d’aria da largo Corrado Ricci dove si è assistito al disastro vi sono i lavori per la realizzazione della metro C. Si vuol sapere se le continue vibrazioni prodotte dalle escavatrici, che operano in profondità proprio sotto l’area monumentale tra piazza Venezia e i Fori, abbiano influito indebolendo un edificio già vulnerabile.

 

Tra le circostanze che potrebbero aver lavorato a favore del crollo perfino il terremoto (una scossa di magnitudo poco superiore al tre) avvertito sul litorale laziale sabato sera. Si lavora per gradi, cercando di escludere varie ipotesi per individuare le responsabilità di quanto è accaduto.

 

Per prima cosa gli investigatori hanno voluto ascoltare tutti gli operai del cantiere e i responsabili delle attività (come il capocantiere) quali persone informate sui fatti. Queste hanno riferito della dinamica dell’incidente confermando le prime informazioni raccolte lunedì. [...]

 

CROLLO TORRE DEI CONTI ROMA

Anche il rapporto fra committente e appaltatrice, ossia tra la soprintendenza e la Picalarga, è in via di approfondimento. Vi sono due temi collegati, infatti: da un lato l’appalto — da 7 milioni di euro — che riguarda i lavori di ristrutturazione. I magistrati vogliono assicurarsi che le procedure amministrative siano state rispettate. Quindi c’è una questione che riguarda più da vicino eventuali negligenze commesse. Tutto ciò che ha a che fare con il rispetto della sicurezza del cantiere sarà passato al setaccio. [...]

 

LA TRAGEDIA DELL'OPERAIO OCTAV A UN ANNO DALLA PENSIONE "VOLEVA TORNARE IN ROMANIA"

Estratto dell'articolo di Marco Carta; Luca Monaco per “La Repubblica”

crollo torre dei conti roma 4

 

"Il mio amore ha lottato fino alla fine", sospira la moglie Mariana, 58 anni, dietro la porta dell'appartamento preso in affitto alla periferia di Monterotondo, comune di 41mila abitanti a 30 chilometri da Roma. Lunedì il marito Octav Stroici, 66 anni, era uscito di casa prima dell'alba. Come ogni giorno. Alle cinque e trenta aveva preso il treno per la stazione Tiburtina. Poi l'autobus fino al cantiere per la bonifica della Torre dei Conti, ai Fori Imperiali.

 

Alle 11.20 il crollo. Poi la corsa dei vigili del fuoco: 11 ore per tirarlo fuori dalle macerie. Stroici è morto poco dopo la mezzanotte al policlinico Umberto I. Tra un anno sarebbe andato in pensione. Aveva già programmato il rientro a Suceava, in Romania, dove era nato e dove era riuscito a costruirsi una casa in campagna. Adesso i parenti aspettano l'autopsia per poter riportare la salma in patria.

 

crollo torre dei conti roma 5

«Papà era una persona straordinaria — dice la figlia Alina, 30 anni — adorava la famiglia e i due nipotini, il suo sogno era tornare in Romania, la sua amata terra. Ma ringraziava ogni giorno l'Italia per averlo accolto e per avergli dato un lavoro». Alina conduce un'agenzia turistica a Ruffano, in provincia di Lecce. Lunedì è corsa a Roma ed è riuscita a vedere per l'ultima volta il padre in ospedale.

 

Alle 23 e 30 Octav era ancora vivo. «Lui lotta», ripeteva Alina per darsi coraggio. Poco dopo, il lutto. Ieri, dopo aver sbrigato le pratiche al consolato romeno per organizzare il trasporto della salma a Suceava, Alina si è chiusa nell'appartamento alle porte di Monterotondo insieme al marito, alla madre, al fratello Mario Florin, 32 anni, titolare di un'azienda in Romania.[...]

 

crollo torre dei conti roma 7

Octav, insieme alla moglie e alla figlia, si era stabilito a Monterotondo 21 anni fa. [...] Una villetta in campagna che la coppia si era costruita con tanti sacrifici. Octav si spezzava la schiena in cantiere, la moglie lavora come cuoca ai fornelli di una tavola calda a Pietralata, alla periferia est di Roma. Lei avrebbe voluto vederlo a riposo: «Gli ho detto tante volte: "Mettiti un anno in disoccupazione". Non ha mai voluto».

 

Così, ogni giorno continuavano a svegliarsi prima dell'alba e salivano sul treno. «Octav l'ho visto lunedì alla stazione — ricorda Fazira, una donna marocchina di 45 anni che si guadagna da vivere come cameriera d'albergo — ogni giorno partiamo in 200 da qui per andare a lavorare a Roma. Mi diceva sempre: "Voglio tornare in Romania e godermi la casa". Sapere che rientrerà in una bara mi spezza il cuore».

crollo torre dei conti roma 6

 

La polvere respirata in cantiere era servita comunque a regalargli delle soddisfazioni, come la laurea della figlia. L'anno scorso Octav aveva perso suo padre. Superato il lutto, sognava di raccogliere i frutti di tanti sacrifici. Riposarsi, godersi la famiglia. Essere un nonno modello: «Stravedeva per i suoi nipoti, che stanno andando avanti negli studi», riprende Fazira. [...]

crollo torre dei conti roma 2.

Ultimi Dagoreport

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…