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IL CENTRO DI RICCIONE INSANGUINATO DA 8 RAGAZZINI (17-20 ANNI) CHE SI PRENDONO A COLTELLATE PER IL CONTROLLO DELLO SPACCIO: UNO FINISCE 'CON LE BUDELLA IN MANO' - TUTTI ARRESTATI: QUATTRO COMASCHI DI ORIGINI ALBANESI CONTRO QUATTRO EGIZIANI, TRA CUI UNO ARRIVATO SU UN BARCONE E PASSATO PER IL CENTRO DI ACCOGLIENZA DI CROTONE

1. VIDEO - ARRESTO DEI PUSHER DI RICCIONE

 

 

2. GUERRA TRA BABY-PUSHER IN PIAZZA A RICCIONE L' ESTATE NERA DELLA RIVIERA

Giuseppe Baldessarro per “la Repubblica

 

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«Dalla spiaggia a un certo punto è arrivata una ragazza che urlava e chiedeva aiuto agitando le braccia. I vigili urbani le sono corsi dietro e lei li ha guidati oltre il palco dove c' era uno dei tre con un taglio profondo sulla coscia. È stato lui poi a indicare verso il gazebo dove hanno trovato quello a cui hanno tagliato la pancia».

 

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Marco e la sua fidanzata erano a Piazza Roma sabato notte. Seduti sulla stessa panchina di ieri, a chiacchierare con altri amici dopo aver assistito allo spettacolo di Radio Dee-Jay. Bevevano una birra mentre il resto del pubblico defluiva tranquillamente. «Una serata come tante altre, tranquilla», nel cuore del salotto buono di Riccione. Poi le urla, la corsa dei soccorritori, le sirene di carabinieri e ambulanze e quei tre portati di corsa in ospedale.

 

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Una cosa del genere non si era mai vista, non in pieno centro e di recente. Quello slargo sul mare, dove finisce l' elegante viale Ceccarini e si affacciano i ristoranti e i negozi più belli della città in passato era terra di spaccio, ma negli ultimi anni era stato risparmiato dalle bande che in estate prendono d' assalto la riviera. Fin lì non si erano mai spinti. Le iene, come li definisce, il signor Michele che in vacanza qui ci viene da sempre, arrivano in gruppi da diversi posti, quasi sempre in treno. Fanno la nottata in spiaggia a vendere droga e fare furti e al mattino ripartono per Bologna, Modena, Parma o anche per la Lombardia.

 

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Sono i pendolari del business dello sballo. Balordi che mettono a disposizione di chiunque abbia soldi in tasca tutto il necessario per una nottata di eccessi. L' alcol i ragazzi lo comprano in uno dei tanti street bar che si trovano a ogni angolo del lungomare, per le pasticche e gli spinelli ci sono le bande in trasferta. Squadre di pendolari, appunto, in missione dove c' è mercato. Seguono il popolo della notte agli ingressi delle discoteche, negli slarghi dove si suona musica dal vivo o nei lidi che dopo le 10 di sera fanno partire i decibel spaccaorecchie in direzione del mare.

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Seguono branchi di migliaia di giovani gazzelle come iene, appunto, pronte ad azzannare le più fragili. Ed è così che ogni fine settimana può succedere di tutto. Spesso le vittime sono i più giovani, come Lamberto Lucaccioni ammazzato a 16 anni da una pasticca di ecstasy che si era portato dietro al Cocoricò. Ma non solo, perché ogni notte sulla costa, riconosciuta patria del divertimento senza freni, partono risse violentissime e aggressioni, si finisce in ospedale collassati dallo stupefacente o dalla birra o per una catenina strappata dal collo.

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Fino agli stupri come i tre casi di Rimini a cavallo di Ferragosto. Per effetto di droghe e alcool le giovani gazzelle si sentono leoni, e cadono vittime delle iene. Bestie, certo. Che difendono il proprio territorio di caccia con le unghie e con i denti. A Riccione, la notte tra sabato e domenica, le due gang di giovanissimi si sono scannate per avere il monopolio della piazza dello spaccio.

 

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Da una parte i magrebini del posto: uno di loro, 20enne, è arrivato in Italia quest' anno con un barcone e ha soggiornato nel centro di accoglienza di Crotone. Dall' altra quelli provenienti da Como, di origine albanese. Sono stati tutti arrestati dai carabinieri, compresi i tre finiti in ospedale, uno dei quali lasciato «con le budella in mano». È solo un caso che non ci sia scappato il morto.

 

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Poliziotti, carabinieri, vigili urbani, amministratori e medici del pronto soccorso, quando va bene, ogni fine stagione tirano un respiro di sollievo. Anche quest' anno le statistiche parlano di una marea di interventi e denunce, di intere notti passate a pattugliare le strade e le sabbie, di turni di lavoro massacranti, ma anche di un risultato che il capitano Antonio De Lisi della Compagnia di Riccione giudica positivo.

 

Nonostante tutto i reati tipici della movida sono diminuiti «di un 30-35%». È stata importante la collaborazione con le altre forze di polizia «e con l' amministrazione ». Il sindaco Renata Tosi, eletta lo scorso anno con una lista civica, è stata d' accordo con la chiusura del Cocoricò decisa dal questore Maurizio Improta. Sa bene che certi episodi non fanno bene all' economia della città.

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Come sa anche che chiudere una discoteca non è sufficiente. Negli ultimi mesi ha emanato una serie di regolamenti che dettano le regole entro le quali gli operatori devono stare. Ha ad esempio stabilito che i locali all' aperto non possono mandare musica oltre l' una e mezza di notte. Ha poi messo telecamere nei luoghi strategici e illuminato a giorno le spiagge libere. Spiega: «Lavoriamo con la prefettura e le forze dell' ordine.

 

Mi sono fatta consigliare da loro e mi pare che le statistiche ci stiano dando ragione. Ovviamente sono molto preoccupata per quanto accaduto e so che c' è ancora molto da fare, ma la strada è quella giusta. Dobbiamo rendere Riccione più sicura nei fatti e nella percezione dei nostri ospiti ».

 

 

3. LA DINAMICA: RISSA PER SPACCIO A RICCIONE, TRE RAGAZZI ACCOLTELLATI

Anna De Martino per l'ANSA

 

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E' lo spaccio di droga - hashish e marijuana - e uno spinello passato di mano in mano, ad aver acceso la scintilla della rissa tra quattro ragazzi di Como, tre 18enni e uno studente di 17 anni, e quattro maghrebini poco più che ventenni, la notte scorsa, dopo la mezzanotte, in piazzale Roma a Riccione, proprio alla fine del centralissimo viale Ceccarini, dietro al palco di RadioDj. Sullo spiazzo dove inizia la spiaggia libera, i due gruppi si sono fronteggiati a colpi di fendenti.

 

Ad avere la peggio tre dei comaschi, uno dei quali trasportato in ospedale in condizioni gravi per una coltellata all'addome. Il ragazzo, 18 anni, di origine albanese, è stato operato d'urgenza ed è in prognosi riservata. Ferite lievi per gli altri due 18enni che ne avranno per una quindicina di giorni. Illeso il 17enne. L'allarme è scattato quando una donna ha avvertito poliziotti e carabinieri - in servizio congiunto nel gruppo interforze per il controllo notturno delle spiagge - che più ragazzi si stavano affrontando, maneggiando coltelli.

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Dopo aver prestato i primi soccorsi ai tre ragazzi di Como agenti e militari si sono messi all'inseguimento sulla spiaggia degli 'aggressori', che si erano dati alla fuga lasciando cadere i coltelli sulla sabbia. Grazie alle immagini della videosorveglianza del Comune di Riccione, nel giro di poche ore, dopo aver ricostruito la dinamica dei fatti, le forze dell'ordine hanno arrestato i sette maggiorenni per rissa aggravata, contestando solo ai quattro maghrebini il reato di tentato omicidio e lesioni gravissime, e infine denunciato a piede libero il 17enne di Como.

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Ritrovati in spiaggia due coltelli insanguinati uno dei quali è un coltello militare con l'impugnatura mimetica. I quattro ragazzi di Como ai carabinieri che li hanno soccorsi hanno raccontato di essere a Riccione per le vacanze ospite di una zia alloggiata in un appartamento di un residence. Il sospetto degli investigatori, anche visti i precedenti per droga dei ragazzi, è che fossero in Riviera per spacciare. Addosso al 18enne, ferito gravemente, la polizia ha infatti trovato cinque grammi di marijuana.

 

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Nel gruppo dei nordafricani, invece, risulta anche esserci un cittadino egiziano di 20 anni, con un documento del centro accoglienza migranti di Crotone, che sarebbe arrivato in Italia a bordo di un barcone. L'egiziano, con gli altri tre africani, risultati anche loro egiziani dalle impronte digitali, era stato identificato verso le 10 di ieri sera, solo due ore prima della rissa, e denunciato per inottemperanza al foglio di via obbligatorio e poi, come prevede la legge, rimesso in libertà.

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