ivan rorato

"QUI NON MANCA NULLA” – LO CHEF ITALIANO FILO PUTIN IVAN RORATO, VENEZIANO DI ORIGINE, SPIEGA CHE IN RUSSIA LE SANZIONI SONO STATE UN PO' TRAUMATICHE SOLO I PRIMI GIORNI, POI TUTTO È TORNATO IN POCHISSIMO TEMPO ALLA NORMALITÀ. “ABBIAMO ANCORA TUTTO, I SUPERMERCATI SONO PIENI. E QUELLO CHE NON ARRIVA, IN PARTICOLARE PRODOTTI ITALIANI, ABBIAMO COMINCIATO A PRODURLO ALL'INTERNO DEL PAESE - TORNARE IN ITALIA? MAI, QUI SI STA MEGLIO. ED È UN PAESE CIVILE: SE NON RISPETTI LE REGOLE TI FERMANO" - VIDEO

 

Lara De Luna per lastampa.it

 

 

Dall'invasione in Ucraina è passato oltre un mese, e dal primo giorno molte voci si sono rincorse. Propaganda di guerra, com'è fisiologico che sia, ma anche tante proteste e una netta presa di posizione di un'ampia parte della popolazione russa, nonostante pronunciare anche solo la parola guerra sia diventato illegale.

IVAN RORATO

 

C'è chi è dissente dall'interno, chi ha invece lasciato la Russia per protesta e altrettanti (russi, ma anche italiani ed europei in genere) che lavorano in Russia e sono rimasti, nonostante tutto, per salvaguardare gli sforzi fatti. Una nutrita quantità di persone, che però non è la totalità, come sottolinea con le sue parole Ivan Rorato, chef veneziano di nascita e russo di adozione. "Sono chef, ho un ristorante molto conosciuto a Mosca con menu italiano al 100% - commenta in una dichiarazione rilasciata ad ADN Kronos -. Se ci mancano il cibo o le materie prime? Assolutamente no, qui c'è tutto. E quello che non arriva, in particolare prodotti italiani, abbiamo cominciato a produrlo all'interno del paese". 

 

 Salumi, come lui stesso dichiara, ma anche formaggi e molti altri ingredienti che verrebbero prodotti "come fossero in Italia" già prima delle ultime sanzioni. Che però, secondo Rorato, non sono state poi così traumatiche per i russi - la stessa linea di pensiero proposta dal Governo. Sostiene anzi che siano "state un po' traumatiche solo i primi giorni, per la memoria storica nelle persone del periodo dell'Unione Sovietica, poi tutto è tornato in pochissimo tempo alla normalità. Abbiamo ancora tutto, non manca nessun prodotto, anzi, i supermercati sono pieni".

 

 

 

IVAN RORATO RISTORANTE

L'unico problema, secondo Rorato, sarebbe la crescita dei prezzi di alcune materie prime europee. Nessuna menzione alle grandi catene che hanno deciso di lasciare la Russia, alla defezione per protesta di Michelin e 50 Best Restaurants. Dal suo punto di vista, sembra, tutto sta procedendo alla grande. Forse anche meglio: "La burrata prodotta qui non ha nulla da invidiare a quella italiana, perché le mucche qui hanno tantissimo spazio, ci sono un marea di pascoli, e la qualità delle materie prime è eccellente. Quando riapriranno le importazioni dovranno farmi concorrenza", dichiara con ironia.

 

 

 

IVAN RORATO

La produzione di materie prime fatte "da fare invidia all'Italia" non è l'unica attività dello chef, salito ultimamente agli onori della cronaca attraverso televisione e stampa proprio grazie alla sua posizione filo putiniana. La sua vita divisa tra il ristorante (La Bellezza, a Mosca), il lavoro da personal chef e quello da produttore anche di salumi, la racconta sul suo sito e sul blog, dimostrando la personalità vulcanica che lo contraddistingue. "Sono andato a lavorare in Russia ed in Francia, mi sono innamorato della Maremma Toscana, cucinando per personaggi noti e politici, è capitato di vedermi in tv o sentirmi per radio, qualcuno dice di avermi visto nei party più esclusivi di Cortina D'Ampezzo. Questo sono io. Seguo le mie regole. Cucino a mio modo. Nei miei piatti puoi trovare tutta la mia strada": così si descrive tra le pagine digitali del suo sito. Un approccio che gli ha fatto guadagnare seguito, ma anche qualche opinione contraria, come si legge sulla sua pagina Facebook (pubblica) tra i tanti commenti che lo accusano addirittura di non "essere un vero chef, visto che sostieni che i prodotti fatti in Russia sono uguali a quelli italiani".

 

 

 

ivan rorato 57

"Bugie, solo bugie, qui pago con la carta di credito e con il cellulare", si legge come didascalia a un video, in cui lo chef entra in un McDonald's a pochi giorni dall'annuncio della chiusura, mostrando una classica transazione con apple pay o similari. Secondo quanto narrato da Rorato, sarebbero pochissime le defezioni delle multinazionali, anche americane, nonostante quanto dichiarato dai media internazionali. Anzi, insiste nelle sue dichiarazioni alla stampa: "Quelli che sono rimasti di più sono proprio gli americani. Importano le merci direttamente dalla Cina, e quindi non passano per l'Europa. La Apple qui è tutta aperta, i McDonald's non sono tutti chiusi, Ikea continua a pagare i suoi dipendenti e organizza dei tour per turisti in attesa di riaprire".

 

 

 

La quasi totalità dei suoi canali social, nell'ultimo mese, hanno abbandonato la cucina tradizionale, diventando quasi una piccola testata di comunicazione, aderente ovviamente alla tesi di Putin e del Governo russo. Tra le tesi che sostiene con più passione, sia quanto in realtà il Presidente russo sia amato in Patria, ancora di più dagli italiani emigrati "come me negli anni '90".  "Mosca è una città che ha tutto - conclude così la sua intervista - e nonostante sia una metropoli con quasi 18 milioni di abitanti ed è molto curata, a livello maniacale. Se penso a Roma, mi vengono i brividi".

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